C’è chi sostiene che a Roma alla fine dei conti mi sentii sempre un po’ un esule fiorentino e chissà, forse fu davvero così. Ricco, ricchissimo ma scelsi di abitare in un quartiere umile: il vecchio Macel de’ Corvi che oggi è scomparso.
Arrivai nel quartiere nel 1510 quando Giulio II dette le disposizioni peer farmi avere una casa laboratorio dove scolpire le opere per la sua grandiosa sepoltura. Me ne andai sette anni dopo per far ritorno in quel di Firenze per tornare poi nel 1533. Famoso più di qualsiasi re dell’epoca, rientrai nella casa di Macel de’ Corvi visitato di tanto in tanto da parenti non sempre così graditi e da amici che ritenevo essere autentici.
Lì continuai a vivere fino alla mia dipartita dal vostro mondo. Qualche mese prima di quel gelido 18 febbraio del 1564, in una domenica d’ottobre, fui avvistato davanti alla chiesa di Santa Maria Sopra Minerva assieme ai miei fedelissimi servitori Pier Luigi da Gaeta e Antonio del Francese. Quella giornata passò alla storia perché semplicemente incrociai il mio cammino con quello di Miniato Pitti, fiorentino come me. Pitti poi ebbe modo di riferire quell’incontro in una lettera al Vasari scrivendo “Va chinato et con fatica alza il capo et anchora attende del continuo a scarpellare, standosi in casa”.
Proprio così: vecchio, stanco con ottantanove anni quasi finiti a gravarmi sulle spalle ma con ancora la voglia o forse la necessità di scolpire, di dar vita a qualcosa di importante fino alla fine.
Pubblicato da Michelangelo Buonarroti
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ENG: Who hasn’t heard of Michelangelo Buonarroti? Sculptor, painter, architect and accomplished poet, he is one of the greatest figures in the history of art. But who is the alter ego giving him a voice on the Michelangelo Buonarroti Has Returned blog and its associated social media channels?
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