Tanto non è, quante da te non viene

Tanto non è, quante da te non viene,
agli occhi specchio, a che ‘l cor lasso cede;
che s’altra beltà vede,
gli è morte, donna, se te non somiglia,
qual vetro che non bene
senz’altra scorza ogni su’ obbietto piglia.
    Esempro e maraviglia
ben fie a chi si dispera
della tuo grazia al suo ‘nfelice stato,
s’e’ begli occhi e le ciglia
con la tuo pietà vera
volgi a far me sì tardi ancor beato:
a la miseria nato,
s’al fier destin preval grazia e ventura,
da te fie vinto il cielo e la natura.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che sotto questo temporale non ha riposo alcuno.

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