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La vita complicata della Madonna di Bruges

Eccomi di nuovo qua a raccontarvi di me attraverso i miei post. Mi sono assentato per una giornata intera. Ho voluto di proposito rimanere lontano da questo trabiccolo che chiamate computer per riorganizzare perbenino il mi povero cervello. Le idee a volte son troppe e si ingarbugliano fra di loro divenendo indecifrabili. Già era un bel casino da vivo, ora che son morto è ancora peggio. Non vi illudete: anche nell’esistenza eterea avrete un bel po’ da fare quasi tutti i gironi. Però almeno la domenica si riposa, non si fa nulla o al limite si guardano le partite in televisione.

Cosa vi racconto oggi? La conoscete la mia Madonna di Bruges? Ebbene, mentre ero tutto preso nella realizzazione del David, non mi mancò l’occasione di accettare altre commissioni. Già, nonostante mi portasse via un bel po’ di tempo trovavo anche il modo di dedicarmi ad altro.

Una potente famiglia di mercanti fiamminghi mi commissionò la realizzazione di una Madonna con Bambino da collocare nella loro cappella di famiglia presente nella chiesa di Notre Dame di Bruges. Erano clienti della banca del Galli, non potevo dirgli di no.

Ideai una composizione mai vista prima e siccome i ladri d’idee erano più scaltri che mai, impedii a tutti di vederla e la feci imbarcare su un bastimento al porto di Livorno nel 1506 alla volta della sua destinazione finale.

Tanto era sconosciuta che addirittura nemmeno i miei biografi la conoscevano. O meglio, la citarono ma in modo del tutto fantasioso. Il Varchi e il Condivi nei loro testi fanno riferimento a una Madonna con Bambino in bronzo mentre il Vasari racconta la realizzazione di un tondo.

Tuttavia nonostante tutte le precauzioni che presi ho paura che quel giovanetto di Raffaello abbia fatto in tempo a darle una sbirciata prima che la imbarcassi. In qualche sua opera io ce a rivedo tutta la mi Madonna.

Quante ne ha passate quella scultura!

I Musucron mi pagarono 4mila fiorini a opera conclusa: una cifra considerevole per l’epoca che nessun artista si sarebbe mai sognato di ricevere per un’opera di quelle dimensioni. Arrivò nelle fiandre nel 1508 e inizialmente fu collocata nella cappella di famiglia dove il pittore Durer la vide.

Durante il periodo dell’occupazione napoleonica, la mia Madonna di Bruges venne rapita e portata a Parigi. Nel 1815 fu restituita alla nazione legittima proprietaria ma poco più di un secolo dopo, nel 1944, la trafugarono i tedeschi durante la ritirata. Per non dare nell’occhio l’avevano infagottata nei materassi e caricata su un convoglio della Croce Rossa.

Da allora se ne persero le tracce. Grazie a Dio due anni dopo fu rinvenuta in Austria e per la precisione in una miniera di Altaussee, in Austria e riportata in Belgio.

Da allora è sempre rimasta lì sull’altare della famiglia Musucron… se si esclude la sua esposizione temporanea a Firenze al Museo del Bargello in occasione di una mostra che comprendeva il noto Trittico Portinari del fiammingo Hugo van der Goes, solitamente esposto agli Uffizi.

E chi l’ha detto che le sculture hanno una vita monotona e poco movimentata? Di sicuro non la mia Madonna di Bruges!

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che stasera è allegro e vi regala anche un sorriso, si sì, un sorriso vero e non quelli fatti a mezza bocca!

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Madonna con Bambino

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