Il cavallo di Saulo

L’altro giorno mi sono infervorato con due pantere e un par di cavalieri presunti miei. Facendo la conta ai rarissimi animali che dipinsi o scolpii in vita m’è tornato in mente il cavallo degli affreschi presenti nella Cappella Paolina.

A parte il culone equino di un centauro, uno sparuto cardellino in uno dei miei tondi scolpiti e l’aquila del ratto di Ganimede in questo momento non ricordo altri animali in tutta la mia produzione se non il cavallo di Saulo.

Beh, Saulo folgorato sulla via di Damasco era a cavallo. In quale altro modo lo avrei potuto affrescare se non appena disarcionato?

Quel cavallo però fu anche un trucco che usai per guidare la visione d’insieme. Eh si. Lo spettatore che si trova dinnanzi al cavallo in fuga e agli uomini spauriti è obbligato a cercare con lo sguardo il perché di tanto movimento.

Per accentuare la faccenda ho avvolto Cristo in un mantello rosso fuoco…impossibile che sfugga anche al più distratto degli sguardi.

Peccato che per il momento la Cappella Paolina sia ancora ad uso esclusivo del Papa e non tutti possano avervi accesso.

Il vostro Michelangelo Buonarroti, che ha avuto tanti gatti, cavalli e pure galline ma ne ha raffigurati pochi.

The-Conversion-of-Saul-by-Michelangelo

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