Come iniziai ad affrescar la volta della Cappella Sistina

Iniziai a lavorare alla volta della Cappella Sistina il 10 di maggio del 1508 su commissione di Papa Giulio II. Come pontefice era assai diverso dal vostro Francesco. Era assai megalomane e voleva glorificare il papato con opere grandiose a detta sua. A mio avviso voleva glorificare più se stesso dato che anni dopo si fece realizzare sempre da me una fusione in bronzo colossale da sistemare sul portone di San Petronio a Bologna.

La Cappella Sistina aveva già la volta affrescata con un cielo stellato eseguito da Piermatteo d’Amelia. Purtroppo però s’era aperta una brutta crepa nel soffitto a causa degli scavi eseguiti per la realizzazione del nuovo San Pietro e divenne necessario prima rimediare alla frattura. Il Bramante rinforzò tutta la struttura sistemando opportunamente delle catene nella parte sovrastante ma rovinò parte dell’affresco.

“Ricordo chome oggi, questo dì 10 di Maggio nel mille cinquecento octo, io Michelagnolo scultore ho ricevuto dalla Santità del nostro Santo Papa Julio secondo, duchati cinquecento per conto della pictura della volta della Chappella di Papa Sisto, per la quale chomincio oggi allavorare.”

Da quel giorno cominciarono i miei duri anni di lavoro per portare a termine un’opera che tutt’oggi il mondo ammira: le storie della Genesi.

Il vostro Michelangelo che ricorda i tempi andati.

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