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Il progetto della cinta muraria attorno a Firenze

Come già vi ho raccontato più di una volta, sono stato anche un architetto molto apprezzato un tempo. Quando a Firenze arrivò la notizia del sacco di Roma, si scatenò un inferno che neanche Dante avrebbe saputo raccontare in maniera esaustiva. Oramai la rabbia e l’odio contro la famiglia dei Medici era arrivato al culmine e bande armate fino agli orecchi andarono in giro per la città a distruggere tutte le insegne del potere di quella famiglia che per anni aveva tenuto in mano le redini della città. Non fu certo un bel momento per quelli che avevano deciso di appoggiare i Medici. Le cronache dell’epoca riportano gli accaduti in maniera assai puntuale e io che vissi quei tumulti mi augurai di uscirne indenne senza arrivare a rivedere in tutta la vita tanta scelleratezza e rabbia.

Appena venne istaurata la repubblica, il governo si preoccupò di difenderla nel migliore dei modi. io venni subito contattato per realizzare un’efficiente cinta muraria a protezione della città.

Quelle esistenti erano vecchie e non potevano resistere all’attacco delle armi da fuoco di recente invenzione. Era indispensabile realizzare mura inclinate e robuste che riuscissero a deviare i colpi senza riportare danni.

Iniziai a realizzare disegni su disegni e a ideare bastioni e porte fortificate. Questi disegni sono arrivati fino ai giorni vostri e peraltro in buone condizioni. Tanto mi appassionai a questo progetto che diedi alle varie strutture delle sembianze antropomorfe, inserii granchi e animali di altro tipo nella struttura per rimarcare la potenza di una repubblica appena nata… chissà, forse nel mio inconscio l’intenzione era quella di spaventare in nemico e indebolirlo anche dal punto di vista psicologico.

Mi nominarono “generale governatore et procuratore costituito sopra alla detta fabbrica et fortificazione delle mura” ma a poco servì. Il mio progetto non venne visto di buon occhio non tanto per il suo aspetto o la sua reale efficacia ma per altri motivi legati a seri problemi di invidie, gelosie…. Insomma, tanto lavoro per nulla.

La situazione intanto per la repubblica fiorentina non era della più facili e si mormorava che qualche repubblicano stesse tramando per mettere Firenze in mano al Papa.

Tempi duri quelli.

Il vostro Michelangelo Buonarroti scultore, pittore, architetto e poi anche poeta, o così almeno m’han definito gli altri.

fortezza

 

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