Vai al contenuto
Annunci

Pene dell’anima

In questa serata di primavera inoltrata senza lucciole ad illuminare le strade di questa città, vi lascio versi accorati che scrissi qualche secolo fa. Leggeteveli con calma, lentamente e se anche il linguaggio non è quello che siete abituati a parlar adesso, capirete l’intenzione che c’è dietro.

 

23

 

 I’ fu’, già son molt’anni, mille volte

 ferito e morto, non che vinto e stanco

da te, mie colpa; e or col capo bianco

riprenderò le tuo promesse stolte?

    Quante volte ha’ legate e quante sciolte

le triste membra, e sì spronato il fianco,

c’appena posso ritornar meco, anco

bagnando il petto con lacrime molte!

    Di te mi dolgo, Amor, con teco parlo,

sciolto da’ tuo lusinghi: a che bisogna

prender l’arco crudel, tirare a voto?

    Al legno incenerato sega o tarlo,

o dietro a un correndo, è gran vergogna

c’ha perso e ferma ogni destrezza e moto.

 giudizio_universale_centrale
Annunci

Leave a Reply

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: