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Vaticano, al via il grande restauro della Loggia di Raffaello: cinque anni di lavori

È stato presentato il grande progetto di restauro dell’ala ovest della Seconda Loggia del Palazzo Apostolico, universalmente conosciuta come Loggia di Raffaello. Un intervento destinato a segnare la storia della conservazione del patrimonio artistico mondiale e che interesserà per cinque anni uno degli ambienti più raffinati del Rinascimento italiano.

L’iniziativa è resa possibile grazie al sostegno del World Monuments Fund, la principale organizzazione indipendente dedicata alla tutela dei luoghi storici più preziosi del pianeta, con un finanziamento di 5,5 milioni di dollari sostenuto dalla Stephen A. Schwarzman Foundation.

Consolidamento della pellicola pittorica con iniezioni di adesivo, foto del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani, giugno 2026 (Copyright © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati)
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Il sogno di Bramante e il genio di Raffaello nel cuore del Vaticano

Per comprendere la portata del progetto occorre tornare agli inizi del Cinquecento, quando papa Giulio II avviò un vasto programma di trasformazione del Vaticano affidandolo a Donato Bramante. L’obiettivo era ambizioso: collegare il Palazzo Apostolico al Cortile del Belvedere attraverso un complesso architettonico capace di rappresentare la grandezza della Chiesa e della nuova Roma cristiana.

Fu in questo contesto che nacquero le Logge Vaticane, concepite da Bramante come un percorso ascensionale scandito da tre ordini architettonici sovrapposti. Dopo la morte dell’architetto, il progetto passò nelle mani di Raffaello, che trasformò la Seconda Loggia in un autentico manifesto dell’arte rinascimentale.

Ancora oggi questo spazio lungo 65 metri e largo 4 rappresenta una delle più alte espressioni dell’incontro tra pittura, architettura e decorazione.

Parete ovest, VI campata, parete di fondo a destra. Festone vegetale, dopo il restauro, foto di G. Capone, 10/09/2020 (Copyright © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati)
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La “Bibbia dipinta” che incantò l’Europa

Tra il 1517 e il 1519 Raffaello coordinò una squadra di artisti eccezionali per decorare la Loggia destinata a papa Leone X. Giulio Romano realizzò le scene bibliche che si sviluppano lungo le tredici campate dell’ambiente, mentre Giovanni da Udine diede vita a un universo decorativo fatto di grottesche, motivi botanici e stucchi ispirati all’antichità romana.

Le prime dodici campate raccontano episodi dell’Antico Testamento, mentre l’ultima è dedicata al Nuovo Testamento. La straordinaria ricchezza iconografica valse alla Loggia il soprannome di “Bibbia di Raffaello”, trasformandola in una meta imprescindibile per artisti, studiosi e viaggiatori del Grand Tour.

Le decorazioni si ispirano direttamente alle scoperte della Domus Aurea, il palazzo di Nerone che proprio in quegli anni stava rivoluzionando il gusto artistico europeo grazie alle sue sorprendenti pitture antiche.

8. Controllo dei sollevamenti della pellicola pittorica, foto del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani, giugno 2026 (Copyright © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati)
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Perché la Loggia di Raffaello necessita di un restauro

Nonostante la sua fama mondiale, la Loggia presenta da tempo condizioni conservative estremamente delicate. Una delle cause principali risale agli interventi realizzati tra il 1813 e il 1814, quando le arcate del lato est vennero chiuse con vetrate sotto la supervisione di Antonio Canova.

Questa trasformazione modificò profondamente il microclima dell’ambiente, favorendo nel corso dei decenni l’accumulo di umidità e alterando il naturale ricambio d’aria. A ciò si aggiunge la fragilità delle tecniche decorative utilizzate dagli artisti rinascimentali, caratterizzate da sottilissime stesure pittoriche applicate su stucchi, affreschi e preziosi pigmenti come l’azzurrite.

Dopo circa cinquant’anni dall’ultimo restauro significativo, la necessità di un intervento complessivo è diventata improrogabile.

10. Spolveratura delle superfici, foto del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei, giugno 2026 (Copyright © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati)
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Il laser salva i capolavori del Rinascimento

Prima di avviare il cantiere definitivo, i Musei Vaticani hanno condotto un articolato progetto pilota sulla sesta campata della Loggia. Gli studi, sviluppati tra il 2019 e il 2024, hanno permesso di individuare la metodologia più efficace per affrontare una superficie decorata tanto complessa quanto fragile.

I restauratori hanno scelto di utilizzare una tecnologia laser di ultima generazione, capace di operare una pulitura a secco estremamente controllata. Questa soluzione consente di eliminare depositi e alterazioni senza compromettere le delicate tracce originali lasciate dagli artisti del XVI secolo.

Secondo Paolo Violini, responsabile del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali Lignei dei Musei Vaticani, il sistema garantisce una precisione mai raggiunta prima, permettendo di intervenire con un controllo minuzioso su ogni centimetro della decorazione.

Un cantiere da 1.300 metri quadrati che farà scuola nel mondo

L’intervento coinvolgerà oltre venti restauratori specializzati e interesserà circa 1.300 metri quadrati di superfici decorate.

Il programma promosso dal World Monuments Fund, intitolato “Legacy of Raphael: The Vatican and Beyond”, comprende infatti attività di documentazione digitale, divulgazione internazionale e formazione professionale destinata a restauratori provenienti da tutto il mondo.

Come ha sottolineato Stephen Schwarzman, l’eredità più importante dell’iniziativa non sarà soltanto il recupero delle opere d’arte, ma la creazione di nuove competenze scientifiche capaci di proteggere il patrimonio culturale globale per le generazioni future.

Pulitura laser, foto di A. Prinzivalle tratta dal video girato nel 2021 (Copyright © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati)
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Nuova illuminazione e vetrate per garantire la conservazione del futuro

Al termine dei lavori la Loggia di Raffaello sarà dotata anche di un innovativo sistema di illuminazione e di nuove vetrate progettate per filtrare i raggi ultravioletti e ridurre l’ingresso del calore.

L’obiettivo è creare condizioni ambientali più stabili e sicure, garantendo allo stesso tempo una percezione visiva ottimale delle decorazioni rinascimentali.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Vatican, Major Restoration of Raphael’s Loggia Begins: Five Years of Work

The major restoration project for the west wing of the Second Loggia of the Apostolic Palace, universally known as the Raphael’s Loggia, has been unveiled. This project, destined to make history in the conservation of global artistic heritage, will span five years and encompass one of the most refined spaces of the Italian Renaissance.

The initiative is made possible thanks to the support of the World Monuments Fund, the leading independent organization dedicated to the protection of the world’s most precious historic sites, with a $5.5 million grant supported by the Stephen A. Schwarzman Foundation.

Bramante’s Dream and Raphael’s Genius at the Heart of the Vatican

To understand the scope of the project, we need to go back to the early 16th century, when Pope Julius II initiated a vast program of transformation of the Vatican, entrusting it to Donato Bramante. The goal was ambitious: to connect the Apostolic Palace to the Belvedere Courtyard through an architectural complex capable of representing the grandeur of the Church and the new Christian Rome.

It was in this context that the Vatican Loggias were born, conceived by Bramante as an ascending path punctuated by three overlapping architectural orders. After the architect’s death, the project passed into the hands of Raphael, who transformed the Second Loggia into a true manifesto of Renaissance art.

Even today, this 65-meter-long and 4-meter-wide space represents one of the finest expressions of the encounter between painting, architecture, and decoration.

The “Painted Bible” that Enchanted Europe

Between 1517 and 1519, Raphael coordinated a team of exceptional artists to decorate the Loggia intended for Pope Leo X. Giulio Romano created the biblical scenes that unfold across the thirteen bays of the space, while Giovanni da Udine created a decorative universe of grotesques, botanical motifs, and stuccoes inspired by Roman antiquity.

The first twelve bays depict episodes from the Old Testament, while the last is dedicated to the New Testament. The extraordinary iconographic richness earned the Loggia the nickname “Raphael’s Bible,” making it a must-see destination for artists, scholars, and travelers on the Grand Tour.

The decorations are directly inspired by the discoveries of the Domus Aurea, Nero’s palace, which at that time was revolutionizing European artistic taste with its astonishing ancient paintings.

Why Raphael’s Loggia Is in Danger Today

Despite its worldwide fame, the Loggia has long been in extremely delicate condition. One of the main causes dates back to the interventions carried out between 1813 and 1814, when the arches on the east side were enclosed with glass under the supervision of Antonio Canova.

This transformation profoundly altered the microclimate of the space, favoring the accumulation of humidity over the decades and altering the natural ventilation. Added to this is the fragility of the decorative techniques used by Renaissance artists, characterized by extremely thin layers of paint applied to stucco, frescoes, and precious pigments such as azurite.

After approximately fifty years since the last significant restoration, the need for comprehensive intervention has become imperative.

Laser Saves Renaissance Masterpieces

Before starting the final restoration, the Vatican Museums conducted a comprehensive pilot project on the sixth bay of the Loggia. The studies, conducted between 2019 and 2024, identified the most effective method for tackling such a complex and fragile decorated surface.

The restorers chose to use cutting-edge laser technology, capable of extremely controlled dry cleaning. This solution allows for the removal of deposits and alterations without compromising the delicate original traces left by 16th-century artists.

According to Paolo Violini, head of the Vatican Museums’ Laboratory for the Restoration of Paintings and Wooden Materials, the system guarantees unprecedented precision, allowing for meticulous control over every inch of the decoration.

A 1,300-square-meter project that will set a global benchmark

The project will involve over twenty specialized restorers and will cover approximately 1,300 square meters of decorated surfaces.

The program promoted by the World Monuments Fund, entitled “Legacy of Raphael: The Vatican and Beyond,” includes digital documentation, international dissemination, and professional training for restorers from around the world.

As Stephen Schwarzman emphasized, the most important legacy of the initiative will not only be the recovery of artworks, but also the development of new scientific expertise capable of protecting global cultural heritage for future generations.

New lighting and glass windows to ensure future conservation

Upon completion, the Raphael Loggia will also be equipped with an innovative lighting system and new glass windows designed to filter ultraviolet rays and reduce heat gain.

The goal is to create more stable and safe environmental conditions, while ensuring optimal visual perception of the Renaissance decorations.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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