La Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli
“Nessuno andando a Firenze dovrebbe rinunciare al piacere di visitare questa piccola cappella in cui pare che galleggi ancora qualcosa dell’aroma e del sapore di una vita festosa”.
Questo è ciò che scrisse Gombrich in merito alla Cappella dei Magi affrescata da Benozzo Gozzoli, cuore pulsante di Palazzo Medici Riccardi dove per un po’, da ragazzo, ebbi modo di abitare anch’io.
Il Gozzoli realizzò un capolavoro straordinario, ricco di minuziosi dettagli e di personaggi che si muovono in un paesaggio toscano realistico ben rappresentato. Oro a profusione e lapislazzuli aggiungono ricchezza a un’opera mozzafiato in cui l’artista fu capace di riprodurre broccati, cuoio, velluto e ricami raffinatissimi, degni della famiglia committente.
Benozzo Gozzoli era venuto al mondo nel 1420 a Scandicci e fu allievo promettente del Beato Angelico. Cosimo e Piero de’ Medici affidarono a lui la decorazione della cappella privata di famiglia che era stata edificata nel 1459.
Il Gozzoli si immaginò che il grande corteo in viaggio verso Betlemme fosse ambientato nel contado fiorentino, alla stregua di una battuta di caccia, con tanto di fiere e falchi.
La raffigurazione della Cavalcata dei Magi fu in fondo il pretesto per raffigurare un altro soggetto politico che diede prestigio alla potente casata dei Medici. Si tratta infatti del corteo arrivato in città da Ferrara per il Concilio che ebbe luogo qualche anno prima, fra il 1438 e il 1439.
Proprio la famiglia Medici ebbe modo di essere presente alla riunificazione fra chiesa bizantina e quella latina. Un’unificazione che rimase solo scritta e mai attuata dato che il papato non si degnò di aiutare la città di Costantinopoli assediata dal Sultano dei Turchi Mehmet il Conquistatore.

La mescolanza di sacro e profano che sembra quasi il racconto di una fiaba cavalleresca per immagini non smette mai di stupire e rapisce lo sguardo sia di chi per la prima volta entra nella Cappella dei Magi che di chi torna più di una volta a vederla.
In origine, sulla porta d’ingresso, era possibile leggere il distico “Regum dona. Preces superum. Mens Virginis arae Sunt Sacra Siste procul turba profana pendem” ovvero “I doni dei Re, le preghiere degli spiriti superni, la mente della Vergine sono le cose sacre dell’altare. Tieni lontano, o folla profana, il piede”
Nel Corteo dei Magi il Gozzoli si preoccupò di riprodurre fedelmente l’abbigliamento in voga del tempo nei minimi dettagli e incluse i ritratti delle personalità di spicco della famiglia Medici. Sulla parete Nord si vedono Cosimo con i suoi figlioli Piero, Carlo e Giovanni ma anche Lorenzo il Magnifico a cavallo e il su babbo Piero il Gottoso.
Non mancano principi italiani quali Sigismondo Malatesta e Galeazzo Maria Sforza.
Anche Benozzo Gozzoli non volle rinunciare a entrare nell’affresco ritraendosi con tanto di berretto con il nome scritto in lettere d’oro.
Della Cappella dei Magi stupisce il dettagliato progetto iconografico e la cura di ogni più piccolo particolare. Basta guardare il paesaggio ricco di vegetazione e animali per rendersi conto di quanta maestria avesse il grande Benozzo Gozzoli nel riprodurre fedelmente tutto ciò che lo circondasse.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento al prossimo post. Mi raccomando, se andate a Firenze non dimenticate di visitare questa meravigliosa cappella.

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