Francesco di Sales: memoria ed eredità culturale. La recensione
Francesco di Sales è uno dei dottori della chiesa e venne proclamato santo da papa Alessandro VII Chigi nel 1665, a distanza di quarantatrè anni dalla sua morte.
Fu il promotore di un rinnovamento spirituale della Chiesa del Seicento ed è considerato a ragione il padre della spiritualità moderna.
Fu capace di influenzare le maggiori personalità del suo secolo in Francia così come nel resto d’Europa e convertì al cattolicesimo diversi ferventi esponenti del calvinismo.
Quanto la sua esistenza ha influenzato il mondo dell’epoca? Qual è oggi l’eredità culturale di Francesco di Sales?
Il libro “Francesco di Sales – Memoria ed eredità culturale (1622-2022)” a cura della di Paolo Cozzo e Frédéric Meyer, appena pubblicato dalla prestigiosa casa editrice fiorentina Olschki Editore, prova a rispondere a questi quesiti attraverso le riflessioni proposte in occasione del IV centenario della sua morte.
Viene data fondamentale importanza proprio alla sua eredità culturale, ricordando anche il suo fondamentale contributo come direttore spirituale ed efficiente consigliere politico.
Francesco di Sales fu il primogenito del signore di Boisy, esponente di nobile famiglia savoiarda. Ricevette un’educazione raffinata e di élite avendo il padre scelto per lui una carriera in ambito giuridico. Fu così che Francesco si laureò all’Università di Padova ma volle poi prendere i voti da sacerdote.
Venne ordinato il 18 dicembre del 1593 e inviato nella regione calvinista di Chiablese dove si dedicò soprattutto alla predicazione attraverso il dialogo. Vissuto fra il ducato sabaudo e la Francia, fu capace di ispirare uomini e donne del suo tempo e le generazioni a seguire.
Nel libro “Francesco di Sales – Memoria ed eredità culturale (1622-2022)” vengono trattati temi relativi alla figura di Francesco di Sales con testi di approfondimento, in italiano e in francese, curati da diversi relatori.
Ho trovato particolarmente interessante l’intervento curato da Massimiliano Ferrario relativo al culto, all’iconografia e all’eredità di Francesco di Sales nel Canton Ticino fra il Settecento e l’Ottocento.
Nella prima di copertina viene proposto il dipinto a olio su tela di Sebastiano Conca del 1721 in cui l’artista volle raffigurare Francesco di Sales assieme alla Madonna con Bambino, custodito alla Venaria Reale di Torino, presso la Cappella di Sant’Uberto.
Il libro “Francesco di Sales – Memoria ed eredità culturale (1622-2022) lo trovate QUA. Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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