Colui che mi rubò il sonno
Ebbi modo di conoscere l’uomo che mi rubò il sonno per il resto dei giorni alla fine del 1532.
Tommaso de’ Cavalieri, bello come Antinoo che aveva fatto innamorare l’imperatore Adriano, forse lo incontrai per la prima volta fra i frequentatori del salotto del cardinale Ippolito de’ Medici che contava con artisti, letterati e intellettuali appassionati di antichità.
La bellezza mi fece perdere il lume della ragione mentre la cultura e l’abilità che mostrava nel parlare mi legarono a lui fino all’ultimo respiro che ebbi modo di esalare in terra.
Non ero però l’unico ad aver notato quel giovane tanto che anche il Varchi nelle sue Lezioni ne fa menzione in questi termini: “M. Tommaso Cavalieri giovane Romano nobilissimo, nel quale io conobbi già in Roma (oltre l’inconparabile bellezza del corpo) tanta leggiadria di costumi e così eccellente ingegno et graziosa maniera che ben meritò e merita ancora che la più l’amasse chi maggiormente lo conoscesse“
Fin da subito iniziammo un fitto carteggio ma di quelle lettere ne sono arrivate fino ai vostri giorni ben poche, necessarie però per portarvi a conoscenza di quanto il nostro legame fosse forte.
Scrisse il Vasari nell’edizione giuntina delle Vite “perché egli imparasse a disegnate gli fece molte carte stupendissime, disegnate di lapis nero e rosso”.
Gli regalai diversi mirabili disegni con il pretesto di fargli far pratica con l’arte copiando cose mie ma forse, più semplicemente, desideravo avesse fra le mani qualcosa che avevo realizzato solo per lui, con tutta la dedizione che nutrivo nei suoi confronti.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
The one who stole my sleep
I got to know Tommaso de’ Cavalieri, the man who stole my sleep for the rest of my days, at the end of 1532.
Handsome like Antinoo with whom the emperor Hadrian had fallen in love, it cannot be excluded that I had the opportunity to meet him among the visitors to the salon of Cardinal Ippolito de’ Medici which included artists, writers and intellectuals passionate about antiquity.
His beauty made me lose my mind while the culture and ability he showed in talking about him bound me to him until the last breath I was able to have. I was not the only one to have noticed that young man so much that even Varchi in his Lessons mentions him in these terms: “M. Tommaso Cavalieri, a very noble young Roman, in whom I already knew in Rome (besides the incomparable beauty of the body) so much grace of manners and such an excellent ingenuity and gracious manner that he deserved and still deserves to be loved the most by whoever knew him most”
We immediately began a dense correspondence but very few of those letters have come down to your days but nonetheless they allow us to understand how strong our bond was.
Vasari wrote in the Giuntina edition of the Lives “so that he might learn to draw, he made him many stupendous papers, drawn in black and red pencil”. I gave him various admirable drawings on the pretext of making him practice his art by copying my things but perhaps, more simply, I wished he had something in his hands that I had created just for him, with all the dedication I had towards him.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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