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Quando incontrai Tiziano

Tiziano Vecellio era un mio coetaneo. Era nato solo due anni dopo di me e nel corso della mia lunga vita ebbi modo di conoscerlo di persona nei primi anni Quaranta del Cinquecento.

Chissà se lui prima di allora avesse avuto modo di vedere miei lavori. Quello che è certo che io un’opera sua l’avevo molto apprezzata anni prima.

Quando fui inviato da Firenze a Ferrara per andare a studiare da vicino le fortezze fatte edificare da Alfonso d’Este, il duca oltre a mostrarmi quelle imponenti costruzioni mi volle fare da accompagnatore in un tour del suo palazzo, ricco di opere d’arte.

Autoritratto di Tiziano, Gemäldegalerie Museen – Berlino
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Fra le sue collezioni vantava il possesso di un ritratto che Tiziano aveva dipinto fra il 1517 e il 1518: un’opera ahimè scomparsa. Rimasi colpito da quel capolavoro: non avevo creduto che l’arte potesse spingersi fino a quella finitezza. Senza dubbio Tiziano era degno del nome di pittore.

Ebbi però modo di conoscere Tiziano di persona?

Ebbene si. Lo incontrai perlomeno in due circostanze diverse a Roma ma potrebbero essere anche di più ragionandoci un attimo sopra. Chissà, forse l’avevo già incontrato a Venezia fra l’agosto e il settembre del 1529 ma in un’occasione fummo insigniti di un’importate riconoscimento a Roma nello stesso periodo.

Il 19 di marzo del 1546, su caloroso consiglio di papa Paolo III farnese mi fu conferita la cittadinanza romana, stessa onorificenza che fu data a Tiziano nel medesimo periodo. Non è così azzardato pensare che la cerimonia messa in piedi per l’occasione fosse stata organizzata lo stesso giorno per entrambi.

La Danae di Tiziano che ebbi modo di vedere, oggi al Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli
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Negli stessi giorni dell’onorificenza, volli andare in Vaticano per vedere l’ultima opera alla quale stava lavorando Tiziano. In quell’occasione lo incontrai sicuramente e vidi dipinto a olio su tela della donna nuda nelle vesti di Danae che coglie Giove sottoforma di pioggia d’oro.

Mi piacque la maniera di dipingere di Tiziano e l’uso che faceva dei colori ma rimasi rammaricato del fatto che a Venezia non s’insegnasse a disegnare bene. Il volto della sensualissima Danae era tutto affidato ai vari passaggi di colore e dal chiaroscuro.

A Firenze si imparava da piccini a disegnare come Dio comandava ma in altre zone d’Italia non era affatto così.

I libri

Tiziano fu senza dubbio uno dei più grandi pittori, uno dei pochi che mise in piedi una vera e propria azienda. Fu un ottimo imprenditore e lascò ai posteri opere sublimi.

A seguire vi propongo alcuni interessanti libri a lui dedicati

Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano 

In questo libro vengono raccontate le donne dipinte da Tiziano e dai suoi contemporanei. Bellezza, eleganza e sensualità e il ruolo particolare che la loro rappresentazione acquistò nella Venezia del Cinquecento sono gli argomenti principali affrontati.

A Venezia infatti, nel Cinquecento l’immagine femminile acquista un’importanza forse mai vista prima nella storia della pittura. Gli artisti erano particolarmente interessati a riprodurre la bellezza muliebre ma anche il particolare status che le donne avevano nella società veneziana. Bellezza, amore e poesia sono i temi centrali dei ritratti femminili di Tiziano e dei suoi contemporanei e successori nella Venezia del Cinquecento, tra cui Paris Bordon, Lorenzo Lotto, Jacopo Tintoretto, Palma il Vecchio e Paolo Veronese. 

Il libro lo trovate QUA.

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Tiziano

Se invece siete alla ricerca di una biografia brillante e piacevole da leggere, vi consiglio questa scritta da Neri Pozza. L’autore riesce a centrare il difficile obiettivo di coniugare realtà e fantasia, intendendo quest’ultima come arte della ricreazione dei moti interiori e non già come invito al tradimento dei fatti storici.

Attraverso il sapiente uso di una lingua innovativa mescolanza di parlate venete a lui congeniali e lingua italiana asciutta e risoluta ci propone un ritratto vivo di Tiziano vivo, scontroso e riservato ma capace di creare capolavori assoluti.

Il libro lo trovate QUA.

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Tiziano

Questo che segue è il catalogo della mostra dedicata a Tiziano che ha avuto luogo nel 2013 a Roma. é ricco di interessanti spunti di studio e può essere acquistato a un prezzo stracciato.

L’opera di Tiziano è il punto d’arrivo di un’intera tradizione pittorica: dall’iniziale cromatismo si giunge a un pittore maturo e poi anziano che esplora la notte e il buio, che sceglie di spegnere i colori, di sondare le estreme possibilità di gradazioni liquide e spente. Autore prolifico, a capo di una bottega ben organizzata, fu capace nel tempo di rispondere pienamente a nuove esigenze di gusto.

Il libro lo trovate QUA.

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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

When I met Titian

Tiziano Vecellio was my age. He was born only two years after me and in the course of my long life I got to know him personally in the early 1540s.

I wonder if he had had the opportunity to see my work before then. What is certain is that I had greatly appreciated a work by him years before

When I was sent from Florence to Ferrara to go and study the fortresses built by Alfonso d’Este up close, the duke, in addition to showing me those imposing buildings, wanted to accompany me on a tour of his palace, rich in works of art. .

Among his collections he boasted the possession of a portrait that Titian had painted between 1517 and 1518: a work that has unfortunately disappeared. I was struck by that masterpiece: I hadn’t believed that art could go as far as that finiteness. Undoubtedly Titian was worthy of the name of painter.

Did I, however, get to know Titian in person?

Well yes. I met him at least in two different circumstances in Rome but there could be even more thinking about it for a moment. Who knows, perhaps I had already met him in Venice between August and September 1529, but on one occasion we were awarded an important recognition in Rome in the same period.

On March 19, 1546, on the warm advice of Pope Paul III Farnese, I was awarded Roman citizenship, the same honor that was given to Titian in the same period. It is not so far-fetched to think that the ceremony set up for the occasion had been organized on the same day for both.

In the same days of the award, I wanted to go to the Vatican to see the latest work on which Titian was working. On that occasion I certainly met him and saw an oil painting on canvas of the naked woman in the guise of Danae who catches Jupiter in the form of a golden shower.

I liked Titian’s way of painting and the use he made of colors but I regretted that in Venice he was not taught to draw well. The face of the very sensual Danae was entirely entrusted to the various passages of color and chiaroscuro.

In Florence she learned from childhood to draw as God commanded but in other areas of Italy she was not like that at all.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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2 Comments »

  1. Stimolante e interessante questo modo di proporre spunti di storia dell’arte.
    Focalizzare e dare risalto a particolari biografici e monografici che generalmente sfuggono ha invece grande importanza.
    Per nulla banale o trascurabile questa modalità ha l’importanza di un tessera di un articolato mosaico

    Piace a 1 persona

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