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Badia Fiorentina: restaurato il monumento al Marchese Ugo di Toscana di Mino da Fiesole

È appena stato portato a termine il restauro del monumento al Marchese Ugo di Toscana scolpito da Mino da Fiesole, ubicato nella Badia Fiorentina.

Il Marchese Ugo di Toscana fu il più munifico benefattore della Badia Fiorentina ed è stato forse uno dei più grandi personaggi pubblici della Firenze alto-medievale. Diventato marchese a circa vent’anni, fu il primo a portare la città a essere capoluogo della Tuscia.

Il restauro è stato condotto sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, grazie a Friends of Florence attraverso il dono di The Houston Family Foundation e di Boniface e Alison Zaino ed è stato realizzato dalla ditta Habilis srl con i restauratori Andrea Vigna, Paola Viviani, Chiaki Yamamoto, Eleonora Bonelli, Giulia Pistolesi.

Foto di Ottaviano Caruso
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“Siamo felici di essere ritornati, con questo restauro alla Badia Fiorentina. Il monumento a Ugo di Toscana è un documento importante della storia di questa città ed è un capolavoro della storia dell’arte del Rinascimento. Grazie ai nostri donatori, The Houston Family Foundation e i coniugi Boniface e Alison Zaino, possiamo consegnarlo alle future generazioni.

Il nostro grazie va anche a Padre Antoine e Suor Giovanna, Priori della Badia Fiorentina, che con la loro disponibilità hanno accolto i lavori di restauro, alla Dott.ssa Lia Brunori funzionaria della Soprintendenza ABAP che ha curato l’Alta Sorveglianza e alla ditta Habilis srl nelle persone di Andrea Vigna, Paola Viviani, Chiaki Yamamoto, Eleonora Bonelli e Giulia Pistolesi per aver condotto il restauro con pazienza e meticolosità

Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence
Monumento a Ugo di Toscana dopo il restauro, foto di Ottaviano Caruso
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La storia dell’opera

Il monumento a Ugo di Toscana fu realizzato da Mino da Fiesole fra il 1469 e il 1481, adeguandosi allo stile in voda di Bernardo Rossellino ma interpretandolo con la grazia più caratteristica di Desiderio da Settignano. Mino da Fiesole aveva già lavorato qualche anno prima alla Badia Fiorentina per il monumento funebre a Bernardo Giugni realizzato nel 1466.

Il complesso scultoreo al Marchese Ugo di Toscana è costituito da tre pietre differenti: il marmo di Carrara sia statuario che venato, il marmo rosso di Monsumanno e il serpentino.

L’intaglio delle pietre è stato realizzato con diversi strumenti, come testimoniano le superfici sulle quali sono evidenti differenti tracce di lavorazione. Gli incarnati delle figure, e in particolare il volto del defunto, sono lucidati molto accuratamente per una resa naturalistica della pelle, mentre le vesti, i drappi damascati e gli elementi decorativi che ornano il catafalco, presentano differenti segni lasciati dagli strumenti dello scultore.

La subbia è stata impiegata per la sbozzatura del blocco, la gradina per la lavorazione della superficie sommitale dei cornicioni, la bocciarda per creare superfici ruvide che, alternate a parti levigate, creano particolari effetti di ombre e luci mentre lo scalpello piatto è stato usato dall’artista per la rifinitura di tutte le parti architettoniche che rimangono a vista. Infine è ben evidente anche l’utilizzo del trapano per definirei dettagli più minuti delle figure e ricavare sottosquadri.

Particolare del corpo del Marchese durante la pulitura. Foto di Eleonora Bonelli
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Lo stato di conservazione

L’abate Serafino Casolani, tra 1627 e il 1631, volle effettuare una radicale trasformazione della Badia commissionando i lavori all’architetto Matteo Segaloni che variò anche l’orientamento dell’altare. A seguito di quell’intervento, il monumento di Mino da Fiesole fu smontato e trasferito dalla navata della chiesa arnolfiana, all’attuale collocazione.

A quel momento storico risalgono le tante fratture dei blocchi, le perdite di materia originale e le numerose riadesioni di parti lapidee tramite una sostanza resinosa di color giallo-arancio. Al momento del rimontaggio devono essere ricondotte anche le stuccature presenti tra le giunture dei blocchi, di un colore giallo chiaro e molto fessurate, realizzate con uno stucco a base di calce, gesso e una sostanza oleosa.
Tutto il monumento era coperto da una spessa coltre di depositi atmosferici, nero fumo e cera di candele.

Particolare del corpo del Marchese durante la pulitura. Foto di Eleonora Bonelli
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Il restauro

La pulitura dell’intera opera è stata eseguita in modograduale per mantenere un giusto equilibrio tra i vari blocchi che presentavano caratteri non sempre omogenei a causa di variazioni cromatiche e per il loro differente stato di conservazione.

Una volta rimossi i depositi di polvere con l’aspirazione, tutte le superfici sono state pulite con acqua demineralizzata e spugne naturali mentre i sottosquadri e le parti più difficilmente raggiungibili sono stati puliti con l’uso di piccoli spazzolini in nylon modificati oppure con scovolini dentali.

La prima pulitura ha scoperto uno strato di cera presente in maniera disomogenea sul monumento, che è stato assottigliato tramite applicazione di spirito bianco applicato con tamponi di cotone idrofilo.

Particolare del corpo del Marchese durante la pulitura. Foto di Eleonora Bonelli
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Laddove questa pulitura non è riuscita ad assottigliare sufficientemente lo strato di cera, è stato impiegato un nebulizzatore di vapore acqueo impiegato in maniera localizzata.
La stuccatura si è limitata ai punti di giunzione dei blocchi marmorei, ed è stata eseguita dopo la rimozione meccanica di tutte le stuccature pregresse.
Le lastre di marmo bianco presentavano diverse discordanze cromatiche dovute sia alla natura della pietra e per restituire una maggiore unità di lettura alle diverse aree, sono state eseguite velature ad acquerello.

L’intervento è stato infine terminato con l’applicazione di cera microcristallina in spirito bianco per nebulizzazione, solamente dove il materiale lapideo era maggiormente inaridito.

Particolare del corpo del Marchese durante la pulitura. Foto di Eleonora Bonelli
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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social

Badia Fiorentina: the monument to the Marquis Ugo di Toscana by Mino da Fiesole has been restored

The restoration of the monument to the Marquis Ugo of Tuscany sculpted by Mino da Fiesole, located in the Badia Fiorentina, has just been completed.

The Marquis Ugo di Toscana was the most generous benefactor of the Badia Fiorentina and was perhaps one of the greatest public figures of early medieval Florence. Becoming a marquis at about twenty, he was the first to make the city the capital of Tuscia.

The restoration was carried out under the High Surveillance of the Superintendency of Archaeology, Fine Arts and Landscape for the Metropolitan City of Florence and the provinces of Pistoia and Prato, thanks to Friends of Florence through the gift of The Houston Family Foundation and Boniface and Alison Doccia and was created by the Habilis srl company with the restorers Andrea Vigna, Paola Viviani, Chiaki Yamamoto, Eleonora Bonelli, Giulia Pistolesi.

“We are happy to be back, with this restoration at the Badia Fiorentina. The monument to Hugh of Tuscany is an important document in the history of this city and is a masterpiece in the history of Renaissance art. Thanks to our donors, The Houston Family Foundation and Mr and Mrs Boniface and Alison Doccia, we are able to pass it on to future generations. Our thanks also go to Father Antoine and Sister Giovanna, Priors of the Badia Fiorentina, who welcomed the restoration work with their availability, to Dr. Lia Brunori, an official of the ABAP Superintendence who took care of the High Surveillance and to the Habilis company srl in the persons of Andrea Vigna, Paola Viviani, Chiaki Yamamoto, Eleonora Bonelli and Giulia Pistolesi for having carried out the restoration with patience and meticulousness”

Simonetta Brandolini d’Adda, president of Friends of Florence

The history of the work

The monument to Hugh of Tuscany was created by Mino da Fiesole between 1469 and 1481, adapting to the style of Bernardo Rossellino but interpreting it with the more characteristic grace of Desiderio da Settignano. Mino da Fiesole had already worked a few years earlier at the Badia Fiorentina for the funeral monument to Bernardo Giugni built in 1466.

The sculptural complex for the Marquis Ugo of Tuscany is made up of three different stones: both statuary and veined Carrara marble, the red Monsumanno marble and serpentine.

The carving of the stones was carried out with various tools, as evidenced by the surfaces on which different traces of processing are evident. The flesh tones of the figures, and in particular the face of the deceased, are very carefully polished for a naturalistic rendering of the skin, while the clothes, the damask drapes and the decorative elements that adorn the catafalque show different marks left by the sculptor’s tools.

The subbia was used for roughing out the block, the gradina for working the top surface of the cornices, the bush-hammer to create rough surfaces which, alternating with smooth parts, create particular effects of shadows and lights while the flat chisel was used by the artist for the finishing of all the architectural parts that remain visible. Finally, the use of the drill to define the smallest details of the figures and obtain undercuts is also clearly evident.

The state of conservation

The abbot Serafino Casolani, between 1627 and 1631, wanted to carry out a radical transformation of the Abbey by commissioning the work to the architect Matteo Segaloni who also changed the orientation of the altar. Following that intervention, the monument of Mino da Fiesole was dismantled and transferred from the nave of Arnolfo’s church to its current location.

The many fractures of the blocks, the losses of the original material and the numerous reattachments of stone parts through a yellow-orange resinous substance date back to that historical moment. At the time of reassembly, the grouting present between the joints of the blocks, of a light yellow color and very fissured, made with a lime-based stucco, gypsum and an oily substance, must also be brought back.
The entire monument was covered in a thick blanket of atmospheric deposits, smoke black and candle wax.

The restoration

The cleaning of the entire work was carried out gradually to maintain the right balance between the various blocks which presented characters that were not always homogeneous due to chromatic variations and their different state of conservation.

Once the dust deposits were removed with suction, all the surfaces were cleaned with demineralised water and natural sponges while the undercuts and the most difficult to reach parts were cleaned with the use of small modified nylon brushes or with dental brushes .

The first cleaning uncovered a layer of wax present in a non-homogeneous manner on the monument, which was thinned by applying white spirit applied with cotton wool pads.

Where this cleaning failed to thin the wax layer sufficiently, a localized steam nebulizer was employed.
The grouting was limited to the junction points of the marble blocks, and was carried out after the mechanical removal of all the previous grouting.
The white marble slabs presented various chromatic discrepancies due both to the nature of the stone and to restore a greater unity of reading to the different areas, watercolor glazes were carried out.

The intervention was finally finished with the application of microcrystalline wax in white spirit by nebulization, only where the stone material was more dried out.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media

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