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Marco Aurelio e la sua sistemazione affidata a me

Avevo oltrepassato i settant’anni e fra il 1546 e il 1547 trascorsi parecchio tempo alle prese con importanti progetti architettonici.

I miei affetti più cari mi stavano abbandonando o già lo avevano fatto, non per volontà loro ma per desiderio del Padreterno. La mia carissima amica Vittoria Colonna nel 1547 passò a miglior vita e lo fecero anche i miei fratelli Giovan Simone e Sigismondo nel 1548 e nel 1555. Sempre nel 1555 anche il mio caro Urbino che era stato con me per 25 anni chiuse gli occhi e divenni tutore dei suoi figli e mi occupai anche della Cornelia, sua moglie.

Ebbene, in quel periodo complicato, papa Paolo II Farnese mi affidò la sistemazione del Campidoglio. In realtà in pontefice già una decina d’anni prima aveva pensato di risistemare quell’area per restituire il pregio a quell’area che s’era perduto nel tempo.

Étienne Dupérac, Il Campidoglio a Roma, 1569, Firenze, Casa Buonarroti
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In vista dell’arrivo di Carlo V nella Città Eterna del 1536, il papa aveva chiesto al popolo romano di pagare di tasca la sistemazione di Piazza del Campidoglio che un tempo era stata il cuore pulsante della Roma Imperiale e successivamente, le Medioevo, la sede del mercato.

Nei primi anni del Cinquecento era caduta nel degrado totale, sdegnando i visitatori che avevano avuto modo di vederla e pure i cittadini. La zona era articolata su due livelli irregolari: uno più alto nei pressi di Santa Maria in Aracoeli e l’altro un po’ più basso nei pressi del Palazzo Senatorio, raggiungibile salendo una scalinata.

L’atto di avvio dei lavori avvenne nel 1538, quando il pontefice in carica papa Paolo II fece trasportare lì la grande opera equestre del Marco Aurelio che fino al momento era posizionata a San Giovanni in Laterano.

Quell’opera, considerata pacificatrice, fu portata sul Campidoglio proprio il giorno in cui il papa partì per un’importante missione diplomatica che lo avrebbe visto nelle vesti di mediatore fra il re di Francia Francesco I e l’imperatore Carlo V.

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La sistemazione della scultura equestre venne affidata a me. Per l’occasione mi misi al lavoro per progettare un basamento essenziale, con una forma ovale.

Non molto tempo dopo papa Paolo III Farnese mi affidò l’incarico di progettare completa risistemazione per la piazza.

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Il primo intervento che realizzai fu quello che permise di ottenere una facciata più regolare di Palazzo Senatorio. Tolsi la doppia loggia caratterizzata dalle tre scalinate preferendo realizzare un accesso centrale raggiungibile con lo scalone a doppia rampa. Con questo stratagemma evitai di rifare l’intera facciata, equilibrando il prospetto.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Marco Aurelio and his accommodation entrusted to me

I was over seventy years old and between 1546 and 1547 I spent a lot of time dealing with important architectural projects.

My dearest affections were leaving me or had already done so, not by their will but by the desire of the Eternal Father. My dear friend Vittoria Colonna passed away in 1547 and so did my brothers Giovan Simone and Sigismondo in 1548 and 1555. Also in 1555 my dear Urbino, who had been with me for 25 years, closed his eyes and became guardian of his children and I also took care of Cornelia, his wife.

Well, in that complicated period, Pope Paul II Farnese entrusted me with the arrangement of the Capitol. In reality, the pontiff had already thought about rearranging that area about ten years earlier to restore the value to that area that had been lost over time.

In view of the arrival of Charles V in the Eternal City in 1536, the pope had asked the Roman people to pay out of their pockets for the refurbishment of Piazza del Campidoglio, which had once been the beating heart of Imperial Rome and later, the Middle Ages, the seat of the market.

In the early sixteenth century it had fallen into total decay, disdaining the visitors who had had the opportunity to see it and the citizens as well.

The area was divided into two irregular levels: one higher near Santa Maria in Aracoeli and the other a little lower near the Palazzo Senatorio, reachable by climbing a staircase.

The act of starting the works took place in 1538, when the pope in office Pope Paul II had the great equestrian work of Marcus Aurelius transported there, which until then had been located in San Giovanni in Laterano.

That work, considered a peacemaker, was brought to the Capitol on the very day the pope left for an important diplomatic mission that would see him in the role of mediator between the French king Francis I and the emperor Charles V.

The arrangement of the equestrian sculpture was entrusted to me. For the occasion, I set to work to design an essential base, with an oval shape.

Not long after, Pope Paul III Farnese entrusted me with the task of designing a complete rearrangement for the square.

The first intervention I carried out was the one that allowed to obtain a more regular facade of Palazzo Senatorio. I removed the double loggia characterized by the three stairways, preferring to create a central access reachable with the double ramp staircase. With this stratagem I avoided redoing the entire facade, balancing the elevation.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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