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Il podere di Pozzolatico e la sua resa

La mia mania d’annotar tutto era nota ai miei tempi e continua a esserlo anche oggi.

Se son giunti fino a voi alcuni dettagli sulla mia vita e sul mio modo di affrontare i rapporti con le persone che mi stavano vicine, con i committenti, i collaboratori e il parentato, è dovuto proprio al fatto che ci tenevo particolarmente a metter nero su bianco un po’ tutto quello che riguardava i fatti più pratici.

A seguire vi riporto alcune annotazioni che scrissi il 23 luglio del 1525 riguardo al podere che avevo a Pozzolatico, una località nel comune di Impruneta, in provincia di Firenze.

Il piede del Giorno
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In quelle poche righe volli annotare quanto ogni anno mi corrispondevano Giovanni e Ventura di Michele, i due mezzadri che sul terreno lavoravano e lo mantenevano produttivo.

Quel terreno rendeva grano, vino e olio d’oliva, frutta di tanti tipi diversi come mele e fichi, legumi quali ceci, piselli, fave ma anche legna da ardere e biada per foraggiare il bestiame.

Richordo dell’entrate del podere da pazolaticho: del grano sta in secte moggia l’uno anno per l’altro, del vino sta in sessanta barili l’uno anno per l’altro, sta in dua moggia di biada, dell’olio sta in venti barili l’uno anno per l’altro. parlasi in tucto d’ongi cosa; delle fructe fa circha dieci duchatu l’anno, di legnie sta in dua chataste l’anno.

E’ pacti che ci sono in su deto podere chon Giovanni e Ventura di Michele, lavoratori, son questi, cioè che tengono a ficto el grano e dannomene tre moggia e mezo l’anno, el vino e ll’olio a mezzo, e cinque duchati l’anno per le frutte che e’ vendono, e uno staio di fave, un quarto di ceci, e tre staia di fichi secchi, e dua bigoncie di mele, un mezo quarto di lente, un mezo quarto di pisegli.

L’altro piede del Giorno
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El grano l’àanno a dar chondocto qui; ànno a portare dieci some l’anno a mia ‘letione, a mia gabella. Le potature di vite, d’ulivi o altro a mmezzo.

Resta a dare decto lavoratore dell’anno passato lire cinque mancho soldi tre, e dell’anno presente oggi, ventitrè di luglio 1525 resta a dare duchati cinque delle fructe, el grano, che sono tre moggia e mezo, e l’olio, che me ne tochò barili venti secte a tredici fiaschi.

Del litame e’ pacti sono che decto lavoratore l’abi a pagare mezo quella quantità che vi si porterà. A portare delle fructe, quanto ve n’è.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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