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8 luglio 1593: nasce Artemisia Gentileschi a Roma

L’8 luglio del 1593 venne al mondo Artemisia Gentileschi: una frugoletta che di lì a qualche anno sarebbe diventata una grande pittrice, paladina del femminismo.

Il su’ babbo Orazio Gentileschi era un abile pittore ma presto la figlia lo avrebbe superato di gran lunga. Prudenza Montone, la mamma, resta pressoché sconosciuta alle cronache dell’epoca e di lei si sa solamente che morì quando Artemisia aveva dodici anni.

Artemisia Gentileschi, Autoritratto come suonatrice di liuto, 1617-18 ca., Olio su tela, 50.2 x 65.5 cm, Hartford, Wadsworth Atheneum Museum of Art CT
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Talentuosa e con una grande voglia di imparare l’arte del disegno e della pittura, Artemisia imparò dal babbo a destreggiarsi con i pennelli e mano a mano che cresceva diveniva sempre più sicura che quello che le sarebbe piaciuto fare per il resto dei suoi giorni fosse dipingere.

Artemisia ebbe la sorte di crescere fra i grandi artisti che al tempo operavano a Roma come ad esempio, un nome su tutti, il grande Caravaggio. Non ebbe modo di frequentare altre botteghe se non quella del padre: alle donne non era consentito. Così dovette perfezionare le sue tecniche da sola ma ciò non gli impedì di diventare la grande artista che tutti oggi conosciamo e apprezziamo.

Basta pensare che a soli 17 anni diede vita all’opera Susanna e i Vecchioni.

Collezione Graf von Schönborn, che si trova a Pommersfelden in Germania
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In una lettera che il padre Orazio inviò il 3 luglio del 1612 alla granduchessa di Toscana Cristina di Lorena, vedova del granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici e madre del giovane Cosimo II, riferiva che la figlia Artemisia in solo tre anni di apprendistato, era diventata così competente da aver raggiunto i livelli di artisti molto più maturi di lei.

“Questa femina, come è piaciuto a Dio, havendola drizzata nelle professione della pittura in tre anni si è talmente appraticata che posso adir de dire che hoggi non ci sia pare a lei, havendo per sin adesso fatte opere che forse i prencipali maestri di questa professione non arrivano al suo sapere”

Artemisia Gentileschi, Giaele e Sisara, 1620, Olio su tela, 125 x 86 cm, Museo di Belle Arti di Budapest
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Artemisia a 18 anni fu stuprata dal pittore e amico del padre Agostino Tassi. Orazio denuncia l’accaduto alle autorità e il processo per stupro sarà lungo , travagliato e in quel contesto storico segnerà il disonore non dello stupratore ma della giovane artista.

I metodi barbari e persecutori nei confronti della vittima che vennero messi in pratica durante il processo fanno rabbrividire. Fu torturata in modo atroce per estorcergli la verità.

Artemisia Gentileschi, Ester e Assuero, 1626-29 ca., Olio su tela, 273.7 x 208,3 cm, Lent by The Metropolitan Museum of Art
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Dopo il processo a carico di Agostino Tassi, Artemisia se ne andò da Roma alla volta di Firenze. Lì ebbe modo di conoscere Cosimo II, appassionato d’arte e abile governatore della città. Iniziò a frequentare persone dall’intelletto vivace e intrattenne stretti rapporti sia con Galileo che con mio nipote Michelangelo Buonarroti il Giovane.

Artemisia Gentileschi, Giuditta e la fantesca Abra, 1613 ca., Olio su tela, 93.5 x 114 cm, Firenze, Gallerie degli Uffizi
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Fu proprio mio nipote a metterla in contatto con molto potenziali committenti e in poco tempo instaurò con lei una profonda amicizia. In quel momento Michelangelo Buonarroti il Giovane era intento a portare avanti il progetto di decorazione della galleria di Casa Buonarroti e delle stanze successive e a lei commissionò L’Allegoria dell’Inclinazione, tutt’oggi visibile ma parzialmente coperta con un panneggio successivo, dipinto dal Volterrani.

Autoritratto di Artemisia Gentileschi, National Gallery di Londra.
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Oggi basta fare il nome di Artemisia Gentileschi per evocare una pittura drammatica, popolata di energiche figure femminili rappresentate in modo diretto e intransigente, e che si rapporta e si integra con gli eventi della vita dell’artista.

Judith Walker Mann
Nascita di San Giovanni Battista, Artemisia Gentileschi al Museo Nacional del Prado di Madrid
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I libri su Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi e i suo tempo è invece un libro dotato di un ottimo apparato fotografico che analizza nel dettaglio tutta la produzione artistica della pittrice barocca. Lo trovate QUA

Un altro ottimo libro che vi consiglio è quello che vedete a seguire nel quale l’autore vi racconta le vicende umane e il percorso artistico di Artemisia Gentileschi in modo dettagliato. Lo trovate QUA.

Se invece volete leggere tutti gli atti del processo intentato nel 1612 contro il pittore Agostino Tassi, accusato dal padre di Artemisia, Orazio Gentileschi, di stupro ai danni della figlia, vi consiglio il volume Lettere precedute da Atti di un processo per stupro a cura di Eva Menzio che trovate QUA.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

July 8, 1593: Artemisia Gentileschi is born in Rome

On July 8, 1593, Artemisia Gentileschi was born: a frugoletta who in a few years would become a great painter, champion of feminism.

His father Orazio Gentileschi was a skilled painter but his daughter would soon surpass him by far. Prudence Montone, her mother, remains virtually unknown in the chronicles of the time and we only know that she died when Artemisia was twelve.

Talented and with a great desire to learn the art of drawing and painting, Artemisia learned from her father to juggle with brushes and as she grew up she became more and more sure that what she would like to do for the rest of the days she was painting.

Artemisia had the fortune to grow among the great artists who at the time worked in Rome such as, for example, one name above all, the great Caravaggio. She had no way to go to other shops than her father’s: women were not allowed. So she had to perfect her techniques on her own but that didn’t stop him from becoming the great artist we all know and appreciate today.

Just think that when she was only 17 she gave birth to Susanna and the Elders.

Talented and with a great desire to learn the art of drawing and painting, Artemisia learned from her father to juggle brushes and as she grew she became more and more sure that what she would like to do for the rest of her days was paint.

Artemisia had the fortune to grow among the great artists who at the time worked in Rome such as, for example, one name above all, the great Caravaggio. She had no way to go to other shops than her father’s: women were not allowed. So she had to perfect her techniques on her own but that didn’t stop him from becoming the great artist we all know and appreciate today.

Just think that when she was only 17 she gave birth to Susanna and the Elders.

At the age of 18 Artemisia was raped by the painter and friend of her father Agostino Tassi. Orazio reports the incident to the authorities and the rape trial will be long, troubled and in that historical context will mark the dishonor not of the rapist but of the young artist.

The barbaric and persecutory methods towards the victim that were put into practice during the trial make one shudder. She was tortured atrociously to extract the truth from him.

After the trial of Agostino Tassi, Artemisia left Rome for Florence. There she got to know Cosimo II, an art lover and skilled governor of the city. She began to associate with people with lively intellects and maintained close relationships with both Galileo and my nephew Michelangelo Buonarroti the Younger.

It was my nephew who put her in contact with many potential clients of her and in a short time he established a deep friendship with her. At that moment Michelangelo Buonarroti the Younger was intent on carrying out the decoration project of the gallery of Casa Buonarroti and the following rooms and commissioned her The Allegory of the Inclination, still visible today but partially covered with a subsequent drapery, painted by Volterrani .

Today it is enough to mention Artemisia Gentileschi to evoke a dramatic painting, populated by energetic female figures represented in a direct and uncompromising way, and which relates and integrates with the events of the artist’s life.

Judith Walker Mann

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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