L’Arco di Settimio Severo era già lì quando morii e già stava al suo posto quando nacqui a Caprese ma ancora non lo sapevo: ero troppo piccino. Lo vidi per la prima volta con i miei occhi quando il cardinale Riario m’aveva voluto al suo cospetto a Roma, a fine giugno del lontano 1496.
Era stato innalzato secoli prima, nel lontano 203 d.C nel cuore del Foro Romano per celebrare il decimo anniversario della salita al trono di Settimio Severo e la vittoriosa campagna contro i Parti.
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Alto 23 metri e largo 20, l’Arco di Settimio Severo ha una volta interamente decorata con rose scolpite, quasi fosse un soffitto a cassettoni di quei bei palazzi romani e fiorentini cinquecenteschi. Le rose furono scolpite nel marmo pario mentre le otto colonne collocate sulle due facciate sono il cipollino.
Ai miei tempi però l’arco non lo vedevo mica nello stesso modo in cui avete la fortuna divederlo voi oggi. Fino agli scavi realizzati nell’800, era interrato per un terzo della sua altezza.
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Le guerre portano sempre con sé distruzione e morte. Questa campagna celebrata con l’Arco di Trionfo non fece eccezione: fu una carneficina. La storia la scrivono i vinti e ben si vede nei fregi in alto con tanto di vittoria alata. Alla base delle colonne invece ci sono i bassorilievi con i vinti incatenati, portati a Roma come bottino di guerra assieme a oggetti preziosi di ogni tipo.
Piranesi realizzò una bellissima acquaforte dedicata all’Arco di Settimio Severo ed è quella che vi propongo a seguire.
L’arco di Settimio Severo nell’acquaforte di Piranesi
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Oggi gli archi rimasti a Roma ancora visibili sono sei ma al momento del massimo splendore dell’Impero Romano ce n’erano una ventina.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento al prossimo post e sui social.
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Chi non conosce Michelangelo Buonarroti? Scultore, pittore, architetto e raffinato poeta, è uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte. Ma chi è il suo alter ego che gli dà voce sul blog Michelangelo Buonarroti è tornato e sui social connessi?
È Antonietta Bandelloni, art blogger e scrittrice toscana, appassionata d’arte e studiosa della vita e delle opere del grande maestro. Da oltre dieci anni racconta Michelangelo da vicino, approfondendone i capolavori, le vicende biografiche, il carattere irrequieto e gli episodi meno conosciuti della sua straordinaria esistenza.
Attraverso articoli, curiosità e racconti, dà vita a un dialogo tra passato e presente, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla bellezza e alle storie che si nascondono dietro le opere d’arte.
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