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21 ottobre 1556: muore a Venezia l’Aretino Pietro

Qui giace l’Aretin, poeta Tosco,
che d’ognun disse mal, fuorché di Cristo,
scusandosi col dir: “Non lo conosco”!

Con questa epigrafe lo studioso Paolo Giovio volle ricordare l’Aretino Pietro, scomparso il 21 ottobre del 1556 a Venezia. Come dargli torto? Il suo dir male di questo e di quello non era mai a caso comunque eh. Ne so qualcosa anch’io. Ebbi molto a discutere con lui.

S’era messo in testa di volere a tutti i costi un disegno mio e mi scriveva in continuazione per convincermi a cedergli qualcosa.

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I disegni miei li davo a chi volevo, non certo a chi con insistenza me li chiedeva. Oltretutto nemmeno m’andava tanto a genio: era un franco tiratore. Per vendetta si scagliò contro il mio Giudizio Universale.

Sarà stato pure un intellettuale a modo suo ma corretto non lo fu mai con nessuno nemmeno con sé. Vi ho raccontato tempo fa per filo e per segno quella storia QUA.

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Spregiudicato come pochi, l’Aretino non si fece gran che amare dai suoi contemporanei. Conosciuto per aver scritto componimenti assai licenziosi come i Sonetti Lussuriosi, iniziò ad essere apprezzato dall’ambiente ecclesiastico per aver scritto testi a contenuto religioso.

Insomma, era un personaggio assai strano e controverso, che parlava male o bene di qualcuno se poteva averne un torna comodo.

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«il flagello de’ principi, il divin Pietro Aretino»

Ariosto

Il libro

Se volete conoscere per filo e per segno la vita di Pietro Aretino, vi consiglio il libro scritto da Sberlati. L’appellativo di infame che s’è guadagnato nel corso della vita è assai azzeccato ma ciò nonostante fu un personaggio molto influente e apportò il suo contributo allo sviluppo del Rinascimento.

Il libro lo trovate QUA.

Un altro ottimo libro dedicato all’Aretino è Pietro Aretino e l’arte nel Rinascimento.

Dipinti, sculture, oggetti di arte applicata, arazzi, miniature e libri a stampa, restituiscono un ritratto composito di Pietro Aretino (1492-1556), grande intellettuale, caustico provocatore, attore non secondario sulla scena diplomatica del Cinquecento. Il catalogo di una mostra scritto a più mani che, voci, attingendo all’italianistica e alla storia dell’arte, restituiscono la sfaccettata identità di un protagonista il cui rilievo storico va ben oltre la fama, pur innegabile, di autore licenzioso. 

Il libro lo trovate QUA. Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

21 October 1556: Aretino Pietro dies in Venice

Here lies the Aretin, Tosco poet,
who spoke ill of everyone except Christ,
apologizing by saying: “I don’t know him”!

With this epigraph, the scholar Paolo Giovio wanted to remember the Aretino Pietro, who died on 21 October 1556 in Venice. How to blame him? His saying bad about this and that was never by chance anyway eh. I know something about it too. I had a lot to argue with him. He had taken it into his head that he wanted a drawing of my own at all costs and he was constantly writing to me to convince me to give him something.

I gave my drawings to whoever I wanted, certainly not to those who insistently asked me for them. Besides, he didn’t really like it too much: he was a sniper. In revenge he lashed out at my Last Judgment. He must have been an intellectual in his own way but he was never correct with anyone, not even with himself. I told you long ago that story HERE.

Unscrupulous as few, the Aretino did not make himself much loved by his contemporaries. Known for having written very licentious compositions such as the Sonnets Lustful, he began to be appreciated by the ecclesiastical environment for having written texts with a religious content.

In short, he was a very strange and controversial character, who spoke badly or well of someone if he could have a comfortable one.

“The scourge of the princes, the divine Pietro Aretino,” wrote Ariosto.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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