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24 agosto del 1540: muore il Parmigianino

In un caldo agosto come quello che stiamo affrontando in questi giorni, il Parmigianino passò a miglior vita. Era il 24 agosto del 1540 quando Francesco Mazzola, noto alle cronache con il soprannome di Parmigianino, chiuse gli occhi per l’ultima volta a Casalmaggiore, in provincia di Cremona.

La Madonna dal collo lungo del Parmigianino

Il Parmigianino era nato 37 anni prima a Parma. Aveva iniziato a imparare il mestiere dai suoi zii artisti: Michele e Pier Ilario Mazzola. Certo erano pittori assai modesti ma in ogni modo gli diedero quelle prime nozioni che risulteranno per lui un fondamentale apprendimento.

La prima importante commissione che gli viene affidata sono gli affreschi per la chiesa di San Giovanni Evangelista, cominciati nel 1521 e portati a termine nei tre anni a seguire. Le sue prime opere mostrano una forte influenza del Correggio ma poi, con il passare del tempo, il suo stile si evolverà in altro modo.

Elegante, ricercato e fuori dagli schemi: così lo descriverei se dovessi farlo con tre soli aggettivi. Nel 1524, quando ancora non aveva raggiunto i vent’anni, già era in quel di Roma nella speranza di poter essere scelto da papa Clemente VII de’ Medici per qualche grande lavoro.

Riesce a farsi spazio nella cerchia degli allievi di Raffaello ed è proprio lì che conosce il Rosso Fiorentino: un altro artista che avrà una forte influenza sul suo modo di dipingere. Nello stesso periodo realizza il suo noto autoritratto allo specchio convesso, la Visione di San Gerolamo e le Nozze mistiche di Santa Caterina.

La Madonna di San Zaccaria

Il Parmigianino, alla stregua del suo maestro Raffaello, muore giovane. Aveva soli 37 anni ma già aveva avuto modo di scrivere le sue ultime volontà: volle essere sepolto privo di vesti con una croce di cipresso sul petto, all’interno della Chiesa dei Servi vicino a Casalmaggiore.

Il libro

Ricordando oggi il Parmigianino ho una proposta letteraria da farvi. Si tratta del libro Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento a cura di Ekserdjian e pubblicato da Silvana Editoriale.

E’ il catalogo di una mostra allestita nel 2016 alle Scuderie del Quirinale a Roma incentrata sulle produzione artistica proprio del Parmigianino e del Correggio nella prima metà del Cinquecento. Il periodo d’oro dell’arte parmense deve molto a questi due grandi protagonisti e alle opere che hanno lasciato in eredità ai posteri.

Un altro ottimo libro dedicato all’intera produzione artistica del Parmigianino ma anche al racconto della sua vita, è Parmigianino e manierismo europeo pubblicato dallo stesso editore. Entrambi validi volumi dedicati a questo grande artista cinquecentesco. Avete l’imbarazzo della scelta. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta e si piazza davanti al ventilatore acceso.

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