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Miserere di me

“Abbi pietà di me”, chiesi a Dio verso la fine dei miei giorni. Glielo chiesi come chi non aveva avuto altro nella sua vita se non l’arte e un’appassionata devozione a Dio Padre.

Il mio peccato più grande? Quello di aver voluto dar forma e vita al marmo, di aver voluto rendere vive le pitture.

In fondo la vita la dà solo Dio: avevo peccato di superbia e mi chiesi se tutto quell’affannarmi alla fine davvero ne fosse valso la pena.

L’alma inquieta e confusa in sé non truova
altra cagion c’alcun grave peccato
mal conosciuto, onde non è celato
all’immensa pietà c’a’ miser giova.
    I’ parlo a te, Signor, c’ogni mie pruova
fuor del tuo sangue non fa l’uom beato:
miserere di me, da ch’io son nato
a la tuo legge; e non fie cosa nuova

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti co’ suoi versi che non conoscono tempo.

A proposito, se volete leggere tutti i miei componimenti poetici, li trovate QUA.

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