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Poca virtù non la comprende

I’ l’ho, vostra mercè, per ricevuto
e hollo letto delle volte venti.
    Tal pro vi facci alla natura i denti,
co’ ‘l cibo al corpo quand’egli è pasciuto.
    I’ ho pur, poi ch’i’ vi lasciai, saputo
che Cain fu de’ vostri anticedenti,
né voi da quel tralignate altrimenti;
ché, s’altri ha ben, vel pare aver perduto.
    Invidiosi, superbi, al ciel nimici,
la carità del prossimo v’è a noia,
e sol del vostro danno siete amici.
    Se ben dice il Poeta di Pistoia,
istieti a mente, e basta; e se tu dici
ben di Fiorenza, tu mi dai la soia.
    Qual prezïosa gioia
è certo, ma per te già non si intende,
perché poca virtù non la comprende.

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