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Galleria dell’Accademia: senza aria condizionata con 6mila/10mila accessi al giorno

E’ caldo: si boccheggia come lucci. Provate a immaginare di entrare all’interno di un ambiente assai affollato in cui ogni giorno accedono dalle 6mila alle 10mila persone…

Non vi sto parlando di un luogo qualsiasi ma della Galleria dell’Accademia a Firenze dove sono conservate preziose opere come il mio David, i Prigioni, il modello originale del Ratto delle Sabine del Giambologna e dipinti su tavola molto delicati.

Il problema riguarda solo il piano terra che fra le altre cose è anche quello più frequentato con il corridoio dei Prigioni, la tribuna del David e la Gipsoteca con i preziosi gessi Bartolini.

A rendere nota la questione è stata la Cgil Funzione Pubblica. Il problema era già stato reso noto lo scorso anno dai rappresentati dei lavoratori che avevano richiesto alla direzione della Galleria dell’Accademia, l’adozione di alcuni accorgimenti che avrebbero diminuito nell’immediatezza l’entità del problema: condizionatori portatili e riduzione degli ingressi giornalieri. Sono però rimasti inascoltati e al momento non è stato preso alcun provvedimento efficace.

Certo, ai visitatori vengono forniti ventagli di carta gialli sul verso e con il David stampato sul cto sopra ma non mi pare sia una soluzione adeguata al problema. I rilevatori di umidità stanno superando i livelli di guardia; mentre le tavole dipinte per essere ben conservate non possono permanere in un ambiente che oltrepassi il 60% di umidità, attualmente le lancette di quelli presenti al piano terra della Galleria superano il 78%.

Già il David fa un certo effetto su chi lo vede per la prima volta, se aggiungiamo pure l’aria rovente di questo periodo ulteriormente riscaldata dalle 6mila persone che ogni giorno affollano le sale, qualche malore ci sta tutto sia per i custodi che per i visitatori.

Stando a quanto dichiarato dal sindacato: “l’amministrazione continua ad accampare scuse, scaricando la responsabilità del ritardo nella realizzazione dell’impianto su ripetuti sopralluoghi tecnici di ditte esterne che ad oggi non avrebbero prodotto alcuna pianificazione dell’intervento, che avrebbe anche un’immediata e totale copertura dei costi, stando alle dichiarazioni di ampia disponibilità di budget da parte della direzione del museo…”

Insomma, per il bene delle opere conservate e per l’incolumità da chi arriva da ogni angolo del mondo a visitare la Galleria dell’Accademia nonchè per chi lì dentro lavora quotidianamente, sarebbe opportuno trovare alla svelta una soluzione.

Il sempre più vostro Michelangelo Buonarroti, che per tornare nella Galleria dell’Accademia aspetterà che scendano un po’ le roventi temperature d’agosto.

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Photo credit La Nazione

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