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L’error mio

 I’ mi credetti, il primo giorno ch’io
mira’ tante bellezze uniche e sole,
fermar gli occhi com’aquila nel sole
nella minor di tante ch’i’ desio.
    Po’ conosciut’ho il fallo e l’erro mio:
ché chi senz’ale un angel seguir vole,
il seme a’ sassi, al vento le parole
indarno isparge, e l’intelletto a Dio.
    Dunche, s’appresso il cor non mi sopporta
l’infinita beltà che gli occhi abbaglia,
né di lontan par m’assicuri o fidi,
    che fie di me? qual guida o qual scorta 
fie che con teco ma’ mi giovi o vaglia,
s’appresso m’ardi e nel partir m’uccidi?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vuol cominciare la giornata con qualche suo verso antico.

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