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Ero un falsario? Questa ancora mi mancava

Discernere il vero dal verosimile è un compito arduo così come verificare l’attendibilità della fonte di una notizia. Perchè questa premessa? In questi due giorni alcuni lettori m’han segnalato due post assai strampalati che mi riguardavano da vicino. Uno riguardava la mia permanenza in quel di Seravezza e l’altro che mi spacciava per un falsario.

Mi pareva doveroso commentare con qualche appunto ma ovviamente c’è chi non gradisce e punta il dito con roba del tipo “Chi sei te per salire in cattedra e criticare?” Embè, non son nessuno ma abbiate pazienza, se una roba viene scritta con i piedi chiamando in causa il Vasari un po’ a caso, spacciando per sue cose che mai ha scritto non potete pretendere che nessuno replichi.

Non temete, anche su testate giornalistiche più autorevoli della vostra pagina online hanno commesso errori talvolta anche più madornali. Non voglio il diritto di replica sulla vostra pagina, vi rispondo sulla mia.

La storia del cupido è assai più complessa di quello che viene narrato nel post in questione. Nemmeno viene citato Baldassarre del Milanese, l’antiquario che architettò l’invecchiamento a mia insaputa. Il Galli poi non era un messo qualsiasi ma un potente banchiere romano che aveva una grandissima influenza a Roma in quel periodoe nemmeno era estraneo alla congiura de’ Pazzi a Firenze.

Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, meglio noto come il Popolano, m’avrebbe commissionato questo cupido? Ma no. Non è nemmeno un mistero di come il cupido finì nei possedimenti di Riario: fu Baldassarre a venderglielo.

Non sostituii nessun disegno mio a quelli del Ghirlandaio e nemmeno sta scritto in nessuna delle due versioni delle Vite del Vasari che chiedevo in prestito i disegni dei maestri del tempo per poi restituirgli copie mie. Ora va bene la fantasia ma qu se n’è abusato un tantino. Certo che ho appreso l’arte del disegno copiando le opere dei grandi del passato ma ciò non significa che poi gl’abbia rifilato i miei disegni al posto dei loro.

Vorrei sapere da quale fonte è stata attinta la notizia che invecchiassi i fogli di carta passandoli sul fumo di legna verde….olrtetutto la legna verde è un’impresa farla bruciare.

Ero un protetto del Popolano? Oibò. L’articolo si conclude con un lapidario “il Buonarroti fu un vero e proprio falsario”…va be, vi posto il link qua dell’articolo in questione tanto per darvi un’idea a cosa e a chi sto ridpondendo. Cliccate QUA se volete leggerlo ma mi raccomando prendetelo con le pinze e la penna rossa.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti -.Ah, il mio Cupido Dormiente è andato perduto dopo l’incendio del 1698 di PAlazzo di Whitehall. Vi posto la foto di un’opera che potrebbe somigliarci, nè più nè meno.

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9 Comments »

  1. ho letto il post originale dopo questa appropriata osservazione. Non giudico quella testata perchè non la conosco se non solo attraverso il singolo articolo, ma non mi stupisco più ormai di leggere delle notizie strampalate su qualsiasi argomento, anche su giornali più quotati di quello. Il problema è che troppo spesso gli articoli, anche quelli di carattere scientifico-medico che dovrebbero essere pubblicati com maggiori controlli, sono mandati allo sbaraglio per completare una pagina, una sorta di riempitivo: e per alcuni che ho avuto modo di leggere, credo fosse stato meglio inserire una vignetta satirica come riempitivo, avrebbe fatto più bella figura tutta la testata.

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