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Dal pianto al riso

In una città sempre più blindata dove la presenza militare è ovunque, vi scrivo qualche verso nella speranza che le cose prendano una piega diversa anche se sperare non vuol dire credere.

  Dal dolce pianto al doloroso riso,
da una etterna a una corta pace
caduto son: là dove ‘l ver si tace,
soprasta ‘l senso a quel da lui diviso.
    Né so se dal mie core o dal tuo viso
la colpa vien del mal, che men dispiace
quante più cresce, o dall’ardente face
de gli occhi tuo rubati al paradiso.
    La tuo beltà non è cosa mortale,
ma fatta su dal ciel fra noi divina;
ond’io perdendo ardendo mi conforto,
    c’appresso a te non esser posso tale.
    Se l’arme il ciel del mie morir destina,
chi può, s’i’ muoio, dir c’abbiate il torto?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

df0587c6a489f3b3b9da36e8d7d6f0ea.jpgDettaglio della facciata di Santa Maria del Fiore – Firenze

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