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La tribuna delle reliquie

La tribuna delle reliquie della Basilica di San Lorenzo è uno dei miei lavori meno noti al grande pubblico ma che, alla stregua di tutti gli altri, vale la pena conoscere.

Fu papa Clemente VII de’ Medici a commissionarmi questo lavoro e a volere ardentemente la sua realizzazione nel 1531.

Lo scopo di questo nuovo ambiente era quello di trovare degna sistemazione ai preziosi reliquiari che da anni appartenevano alla famiglia dei Medici.

Foto credit Opera Medicea Laurenziana
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A quel tempo le famiglie ricche così come quelle nobili spendevano fortune per acquistare le reliquie dei santi o presunte tali. Chissà quante ossa o frammenti di abiti appartenuti a chissà chi si trovano anche oggi dentro reliquiari del Quattrocento e del Cinquecento. Credo che se si mettessero assieme tutti i pezzetti della Santa Croce conservati nel mondo ne verrebbe fuori una croce gigantesca che avrebbe potuto sorreggere il peso di quattro Golia.

Perché spendevano così tanto per cercare e acquistare le reliquie dei Santi? Non è solo una semplice questione di devozione ma c’è ben altro dietro. Si credeva infatti che le reliquie potessero dare potere e buona a chi le possedesse. Una credenza ovviamente profana, mascherata da sacra devozione.

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Il primo progetto che realizzai per la Tribuna delle Reliquie non piacque a Papa Clemente VII perché a detta sua copriva eccessivamente le pareti attigue. La sua intenzione era infatti quella di farla affrescare in tempi successivi ma nemmeno questo suo progetto mai venne messo in pratica.

Se il primo progetto prevedeva un ciborio a quattro colonne da posizionare proprio sopra l’Altare Maggiore, con la seconda idea messa nero su bianco pensai di realizzare la Tribuna sopra l’ingresso principale, inserendolo nella controfacciata proseguendo idealmente l’architettura ideata dal grande Brunelleschi.

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Per armonizzare meglio le linee del Brunelleschi al mio nuovo progetto, apportai delle piccole modifiche sistemando la Tribuna alla medesima altezza delle trabeazioni presenti lungo tutta la Chiesa. La lunghezza della balconata è identica a quella del portale sottostante.

Essendo un lavoro per la famiglia Medici, ovviamente non poteva mancare il loro stemma che tutt’oggi continua a invadere le strade, i cantoni, le Chiese e qualsiasi altra costruzione dell’epoca a Firenze.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi progetti realizzati e quelli dati alle fiamme

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