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1° Novembre 1757: venne al mondo Canova

E così, in quel gelido primo novembre del 1757, nacque Antonio Canova nella cittadina trevigiana di Possagno: uno dei più grandi scultori di sempre.

La sua infanzia fu tanto complessa quanto dolorosa. Era ancora piccolo quando gli morì il padre e la madre si risposò, lasciando di fatto Antonio alla cura del nonno paterno Pasino.

Il nonno però un abile scalpellino, noto nella zona per le sue opere presenti in chiese e ville. La sua maestria nell’arte della scultura fu di fondamentale importanza per il giovane Antonio, che fin da piccolo respirò l’atmosfera creativa del suo laboratorio.

Photo by Mahmut ……. on Pexels.com
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La formazione presso Giuseppe Bernardi

Grazie all’appoggio di un influente senatore, Antonio ebbe l’opportunità di frequentare la bottega di Giuseppe Bernardi, detto il Torretti, scultore di fama. In quell’ambiente, Canova acquisì le prime solide basi tecniche e artistiche, perfezionando uno stile che sempre di più divenne proprio.

Le opere di Canova

Canova si ispirò alle sculture greche e romane, riprendendone i canoni di bellezza e proporzione. Le sue figure sono caratterizzate da una perfezione formale, da un’eleganza e da una serenità che trasmettono un senso di armonia e di equilibrio.

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I temi affrontati dall’artista nel corso di tutta la sua carriera sono molteplici e spaziano dalla mitologia classica alla ritrattistica, dai monumenti funebri ai soggetti religiosi.

Basti pensare alla sublime Paolina Borghese ritratta come Venere Vincitrice o al monumento funebre di Clemente XIII, alle Tre Grazie, ad Amore e Psiche per avere un’idea dell’eredità che ha lasciato a voi posteri.

Napoleone, Canova e il rientro delle opere rubate in Italia

Ebbe un ruolo chiave dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, quando fu ordinato alla Francia nel Congresso di Vienna del 1815 di restituire tutte le opere sottratte senza negoziati diplomatici da Napoleone: le spoliazioni sistematiche erano contrarie ai principi di giustizia e alle regole della guerra moderna.

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Papa Pio VII incaricò Canova di occuparsi del recupero delle opere saccheggiate a Roma e in tutti gli altri centri culturali dello Stato Pontificio. In veste di ambasciatore andò allora a Parigi per riportare a casa tutti quei capolavori.

Ma perché il pontefice scelse proprio Canova?

Papa Pio VII fu un grande estimatore dell’arte e riconobbe in Canova un talento eccezionale. Già nel 102 lo aveva nominato Ispettore Generale delle Antichità e Belle Arti di Roma e dello Stato Pontificio. Questo incarico gli conferì un’autorità indiscussa nel mondo dell’arte e lo pose al centro della vita culturale romana.

Godeva insomma di ottima reputazione nelle corti europee. Così sua notorietà e abbinata alla sua conoscenza delle opere che erano state rubate, gli avrebbe reso meno complicata una missione così delicata.

La Ninfa Dormiente di Canova
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Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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November 1, 1757: Canova was born

And so, on that freezing November of 1757, Antonio Canova was born in the Treviso town of Possagno: one of the greatest sculptors of all time.

His childhood was as complex as it was painful. He was still young when his father died and his mother remarried, effectively leaving Antonio in the care of his paternal grandfather Pasino.

Canova’s grandfather, however, was a skilled stonecutter, known in the area for his works in churches and villas. His mastery in the art of sculpture was of fundamental importance for the young Antonio, who breathed the creative atmosphere of his workshop from an early age.

Training with Giuseppe Bernardi

Thanks to the support of an influential senator, Antonio had the opportunity to attend the workshop of Giuseppe Bernardi, known as Torretti, a famous sculptor. In that environment, Canova acquired his first solid technical and artistic foundations, perfecting a style that increasingly became his own.

Canova’s works

Canova was inspired by Greek and Roman sculptures, taking up their canons of beauty and proportion. His figures are characterized by a formal perfection, an elegance and a serenity that convey a sense of harmony and balance.

The themes addressed by the artist throughout his career are many and range from classical mythology to portraiture, from funerary monuments to religious subjects. Just think of the sublime Paolina Borghese portrayed as Venus Victrix or the funerary monument of Clement XIII, the Three Graces, Cupid and Psyche to get an idea of ​​the legacy he has left to you, the posterity.

Napoleon, Canova and the return of stolen works in Italy
He played a key role after Napoleon’s defeat at Waterloo, when France was ordered at the Congress of Vienna in 1815 to return all the works stolen by Napoleon without diplomatic negotiations: systematic looting was contrary to the principles of justice and the rules of modern warfare.

Pope Pius VII commissioned Canova to take care of the recovery of the works looted in Rome and all the other cultural centers of the Papal States. As an ambassador, he then went to Paris to bring all those masterpieces home.

But why did the pontiff choose Canova?

Pope Pius VII was a great admirer of art and recognized an exceptional talent in Canova. Already in 102 he had appointed him General Inspector of Antiquities and Fine Arts of Rome and the Papal States. This position gave him undisputed authority in the world of art and placed him at the center of Roman cultural life.

In short, he enjoyed an excellent reputation in the European courts. Thus his notoriety, combined with his knowledge of the works that had been stolen, would have made such a delicate mission less complicated for him.

For the moment, yours truly Michelangelo Buonarroti bids you farewell, making an appointment to see you in the next posts and on social media.

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