La fama mi precedeva, anche prima dei vent’anni
Il 2 marzo del 1494 Niccolò dell’Arca passò a miglior vita in quel di Bologna dopo aver lavorato nei venticinque anni prima al complesso dell’Arca di San Domenico.
Non fece però in tempo a ultimarla. Caso volle o chissà, magari il Padreterno, che immediatamente dopo la scomparsa di Niccolò mi trovavo a Bologna, dopo il breve soggiorno a Venezia.
Ora dovete sapere che a qualunque forestiero entrasse in città, veniva fatto un suggello in cera rossa sull’unghia del pollice. Di questa roba qua non sapevo nulla e così subito venni fermato assieme a chi viaggiava con me e portato presso l’ufficio delle Bullette.
Non mi diedero nemmeno il tempo di aprir bocca che venni condannato a pagare una multa di cinquanta bolognini ma non avevo il becco d’un quattrino in tasca.
In mio soccorso arrivò Gian Francesco Aldovrandi, gentiluomo assai noto e potente in città, appartenente a una delle famiglie più facoltose di Bologna. Fu lui a pagare per me e chissà in qualche strada fiorentina non ci fossimo già incrociati senza nemmeno vederci.
Anni prima, infatti, era stato nominato prima podestà di Lucca e poi di Firenze. Probabilmente non ci conoscevamo di persona ma lui aveva già sentito parlare di me e del mio prorompente talento artistico attraverso la corte medicea.
Mi trovò un onorevole alloggio e grazie a lui mi furono affidate tre opere scultoree per l’arca di San Domenico: l’Angelo Reggicandelabro, il San Procolo e il San Petronio.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti
Fame preceded me, even before I was twenty
On 2 March 1494 Niccolò dell’Arca passed to a better life in Bologna after having worked on the Arca di San Domenico complex for the previous twenty-five years.
However, he didn’t have time to finish it. Coincidentally, or who knows, more probably the Lord, I found myself in Bologna immediately after Niccolò’s death, after my short stay in Venice.
Now you should know that any stranger who entered the city had a red wax seal placed on his thumbnail. I knew nothing about this stuff here and so I was immediately stopped together with those traveling with me and taken to the Bullette office. I was immediately sentenced to pay a fine of fifty bolognini but I didn’t have a penny in my pocket.
The gentleman Gian Francesco Aldovrandi came to my rescue, a very well-known and powerful man in the city, belonging to the richest families in Bologna. He was the one who paid for me and who knows, on some street in Florence we hadn’t already met by chance.
In fact, years earlier he had been appointed first mayor of Lucca and then of Florence. We probably didn’t know each other in person but he had already heard about me and my exuberant artistic talent through the Medici court.
He found me honorable accommodation and thanks to him I was entrusted with three sculptural works for the tomb of San Domenico: the Angel Holding the Candlestick, the San Procolo and the San Petronio.
For the moment your always Michelangelo Buonarroti and his stories.

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