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Apertura col botto alla 151° edizione del Carnevale di Viareggio: ecco i carri allegorici

E’ ufficialmente iniziata la 151° edizione del Carnevale di Viareggio 2024 con una giornata piena di sole e una grandissima folla proveniente da tutta Italia e dall’estero.

Ieri, sabato 3 febbraio, alla presenza di numerose autorità e davanti a una miriade di persone mascherate nei modi più stravaganti, il presidente della regione Giani ha tenuto a sottolineare lo spirito goliardico di “noi maledetti toscani”.

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La sfilata è stata aperta da Burlamaco e Ondina, le maschere del Carnevale di Viareggio, seguite dalle maschere dei rioni e dal gruppo musici e sbandieratori della mia contrada del Palio dei Micci di Querceta: il Pozzo.

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 A seguire, dietro la mia contrada del cuore, la Filarmonica Versilia e il gruppo musici e sbandieratori della contrada della Quercia.

Dopo l’inaugurazione sui viali a mare di Viareggio hanno sfilato i nove carri allegorici di prima categoria, i quattro di seconda, le otto mascherate di gruppo e le otto maschere isolate per poi passare alle pedane aggregative fuori concorso.

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Uno spettacolo incredibile che, come ogni anno, ha coinvolto migliaia di persone, sia come spettatori che come partecipanti attivi che da mesi sono al lavoro per dar forma a questa nuova edizione di uno dei carnevali più belli del mondo.

Il circo dei sogni di Avanzini
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Il primo carro che ha sfilato è stato Il circo dei sogni di Alessandro Avanzini.

Un moderno Re Mida dal magico tocco, un ipnotico parossistico e iconico artista, un genio della comunicazione, idolatrato e venerato. È l’artista Salvador Dalì, protagonista della costruzione allegorica. Inventore delle forme liquide, una delle immagini più popolari al mondo, è l’uomo che si è fatto arte vivente. Un moderno mito che informa e stigmatizza un narcisistico desiderio egolatrico del terzo millennio?”

Svegl-I.A.! Una storia semifantastica di Intelligenza Alternativa di Lebigre e Roger
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Svegl-I.A.! Una storia semifantastica di Intelligenza Alternativa è invece il carro allegorico di Lebigre e Roger

“La natura dell’uomo è da sempre curiosa, esploratrice, creativa. Ma il navigante, protagonista sulla costruzione, come un moderno Ulisse, si è perso e si è trovato immerso nella tecnologia e nel mondo virtuale che, se da un lato gli hanno permesso di esplorare mondi infiniti, adesso hanno il potere di addormentarlo e fargli dimenticare la propria essenza umana. Ignoranza, guerre, consumo delle risorse intanto arricchiscono i soliti “ignoti potenti”, già pronti a fiondarsi in paradisi artificiali, lasciando il resto dell’umanità senza futuro. Ma se un giorno alcune macchine sviluppassero un’intelligenza alternativa, sarebbero loro, forse, a svegliarci e a ricordarci cosa fa di noi degli esseri umani?

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Va dove ti porta il cuore di Jacopo Allegrucci
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Va dove ti porta il cuore di Jacopo Allegrucci “Quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta”. Allegrucci cita la scrittrice Susanna Tamaro che narra l’adolescenza e i ragazzi che spesso vengono attratti da situazioni insidiose e dubbie ma che poi rivelano il vero volto da arpie. Meglio dunque seguire il cuore, sempre.

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È tempo di cambiare di Roberto Vannucci
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È tempo di cambiare di Roberto Vannucci

“Scioglimento dei ghiacciai, siccità, oceani inquinati. Il pianeta ci avvisa che siamo vicini al punto di non ritorno e che è tempo di cambiare. Il mammut, protagonista della costruzione allegorica, proprio a causa dello scioglimento dei ghiacciai, riprende vita dopo milioni di anni, ma trova un pianeta ferito. Perfino il colore della sua pelliccia è cambiato. L’uomo si illude di poter realizzare i propri desideri attraverso l’effimero, il consumismo e la rincorsa al denaro ma sta solo distruggendo la natura. L’unica via di salvezza è amare il pianeta e viverci in armonia.”

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Ascolta ragazzo… di Massimo e Alessandro Breschi
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Ascolta ragazzo… di Massimo e Alessandro Breschi

“Ascolta ragazzo la droga mai” è il titolo di un libro che Mario Tobino scrisse nel 1978. Da allora l’uso delle droghe è in continua evoluzione ed avvelena il futuro delle nuove generazioni. Come una famelica vedova bianca, le organizzazioni criminali espandono la ragnatela della droga e la rete dello spaccio è sempre più fitta tra gli adolescenti. Oggi traffico e consumo di stupefacenti avvengono sotto gli occhi di tutti, e sempre molti più giovani cadono nella ragnatela della dipendenza, inconsapevoli delle devastanti conseguenze. Il messaggio di speranza è che aprano gli occhi prima che sia troppo tardi.

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Più denti!!! The world’s greatest show di Luca Bertozzi
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Più denti!!! The world’s greatest show di Luca Bertozzi

“Se in un futuro prossimo la scienza riuscisse a riportare in vita i dinosauri, da sempre sogno di grandi e piccini, e se ci trovassimo magicamente di fronte al più grande e aggressivo predatore preistorico, in uno show mozzafiato, resteremmo sbalorditi? Si domanda l’autore. La costruzione è un’allegoria sulla cattiveria e l’aggressività della nostra società, assuefatta dal consumismo e sempre più infelice, in cerca di sensazionalità e visibilità, a scapito dei valori umani.”

Bla Bla Bar di Umberto, Stefano, Michele Cinquini e Silvia Cirri
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Bla Bla Bar di Umberto, Stefano, Michele Cinquini e Silvia Cirri

“Come in una favola di Esopo, la Rana dai grandi occhi versa bicchieri di “Verità” al Gran Caprone, così tanto da stordirlo e fargli dimenticare la decadenza. Asseconda i suoi rancori e le sue frustrazioni, mentre il cornuto avventore incolpa gli altri per i suoi fallimenti. Accanto a loro, Monna Lisa, simbolo di bellezza, oscilla ferita nella dignità.”

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Il profumo delle rose nelle spine di Carlo e Lorenzo Lombardi

La costruzione si ispira a Marco Cavallo, la scultura di legno e cartapesta che fu realizzata nel 1973 dai pazienti del manicomio di Trieste, diretto da Franco Basaglia. Alto 4 metri, azzurro, era il simbolo della gioia di vivere, dei sogni e dei desideri delle persone ricoverate. La costruzione vuole focalizzare l’attenzione sulla psicologia sociale e l’influenza che il contesto in cui si è inseriti apporta a pensieri e sentimenti. Sul carro il cavallo azzurro è una sorta di cavallo di Troia, contenitore di messaggi di speranza di chi, sino ad allora, le speranze le aveva perdute. È un invito ad andare oltre i muri dei pregiudizi, dell’indifferenza, della paura, dell’intolleranza e della superficialità.”

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Di carri ce ne sono ancora altri…dovete venire a Viareggio per vederli dal vivo sfilare sui viali a mare, in mezzo alle maschere.

“L’ira della Kitsune” di Fabrizio e Valentina Galli
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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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