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La Scultura del giorno: Andromeda di Domenico Gudi

La scultura del giorno che vi propongo oggi è Andromeda con il Mostro Marino di Domenico Guidi, scolpita dall’artista nel 1694.

Domenico Guidi nacque a Torano, nei pressi di Carrara nel giugno del 1625 ed era il nipote del più celebre Giuliano Finelli.

Dopo il suo soggiorno napoletano, si trasferì a Roma nel 1648 dove ebbe modo di entrare nello studio di Alessandro Algardi con il quale ebbe modo di collaborare più volte.

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Guidi scolpì Andromeda con il Mostro Marino in marmo di Carrara su commissione di Francesco II d’Este, duca di Modena. 

In un fitto scambio epistolare risalente al 1695 fra lo scultore e Rinaldo d’Este, successore di Francesco, Guidi scriveva di essere stato contattato dal predecessore del duca per scolpire un’Andromeda legata a una roccia nell’atto di essere divorata dal mostro, chiedendo il pagamento per il lavoro eseguito e portato a termine.

Andromeda, la protagonista della scultura è la figliola di Cassiopea, regina etiope. La giovane fu incatenata a uno scoglio e fatta divorare viva da un mostro marino per aver insultato la madre alle ninfe marine, le Nereidi.

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Perseo durante il suo volo, vide quella scena orripilante e uccise il mostro, salvandola e conquistando il diritto di sposarla.

Come vedete la storiella del principe azzurro che salva e sposa la giovane fanciulla è roba antica e chissà perché nelle narrazioni le donne abbiano sempre la necessità di contare su qualcuno che le salvi, qualcuno poi da adorare poi come un dio. Non è un caso che questi racconti mitologici siano costantemente scritti da uomini.

Lo scultore Guidi raffigura Andromeda in catene nel momento esatto in cui vede comparire in volo Perseo e mostra tutta la sua sorpresa in quello sguardo pieno di speranza e nella mano aperta verso il cielo.

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I capelli al vento probabilmente sono la raffigurazione dell’artista del mito raccontato nelle Metamorfosi di Ovidio: “Se i suoi capelli non si fossero agitati dolcemente nella brezza e le lacrime avessero rigato le guance, Perseo l’avrebbe considerata una statua di marmo”.

 Di quest’opera affascina in modo particolare la diversa lavorazione del marmo: dalla pelle lucidissima molto levigata di Andromeda alla superficie più scabra della rupe verdeggiante arricchita con diversi tipi di piante alle scaglie più opache e ruvide che ricoprono il mostro marino.

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Se volete apprezzare dal vero quest’opera di Domenico Guidi, non vi rimane altro che andare al Metropolitan Museum di New York.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

© Riproduzione riservata

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Sculpture of the day: Andromeda by Domenico Gudi

The sculpture of the day that I propose to you today is Andromeda with Sea ​​monster by Domenico Guidi, sculpted by the artist in 1694.

Domenico Guidi was born in Torano, near Carrara in June 1625 and was the grandson of the more famous Giuliano Finelli. After his stay in Naples, he moved to Rome in 1648 where he was able to enter the studio of Alessandro Algardi with whom he was able to collaborate several times.

Guidi sculpted Andromeda with the Sea Monster in Carrara marble commissioned by Francesco II d’Este, Duke of Modena. In an intense exchange of letters dating back to 1695 between the sculptor and Rinaldo d’Este, Francesco’s successor, Guidi wrote that he had been contacted by the duke’s predecessor to sculpt an Andromeda tied to a rock in the act of being devoured by the monster, requesting payment for work performed and completed.

Andromeda, the protagonist of the sculpture is the daughter of Cassiopeia, the Ethiopian queen. The young woman was chained to a rock and eaten alive by a sea monster for insulting her mother to the sea nymphs, the Nereids.

Perseus during her flight, saw that horrifying scene and killed her monster, saving her and winning the right to marry her. As you can see the story of the charming prince who saves and marries the young girl is ancient stuff and who knows why in the narratives women always need to count on someone to save them and then adore them as a god. I have a strong feeling that these mythological tales are always written by men.

The sculptor Guidi depicts Andromeda at the exact moment in which he sees Perseus appear in flight and shows all his surprise in that gaze full of hope and in the hand open towards the sky.

The hair in the wind is probably the artist’s depiction of the myth told in Ovid’s Metamorphoses: “If his hair hadn’t gently fluttered in the breeze and tears had streaked down his cheeks, Perseus would have considered her a marble statue” .

Of this work, the different working of the marble is particularly fascinating. from the very smooth shiny skin of Andromeda to the rougher surface of the verdant cliff enriched with different types of plants to the more dull and rough scales that cover the sea monster.

If you want to appreciate this work by Domenico Guidi in real life, all you have to do is go to the Metropolitan Museum in New York.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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