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Quell’amor divino c’aperse a prender noi ‘n croce le braccia

“Quell’amor divino, c’aperse a prender noi, ‘n croce le braccia.” Queste parole sono le due ultime strofe di un mio componimento poetico che spedii in una lettera al Vasari il 19 settembre del 1554, in età assai avanzata. Lui successivamente le volle includere nella versione Giuntina delle Vite.

Cristo Crocifisso fra la Madonna e San Giovanni dolenti, British Museum
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Meditai a lungo sulla Passione di Cristo, sulla Crocifissione e la Pietà, in modo particolare a partire dagli anni quaranta del Cinquecento in poi.

Se i primi disegni di Cristo in croce che realizzai attorno al 1540 hanno una corporatura imponente come ad esempio quello vivo che avevo pensato per il cardinale Morone, con il passare degli anni la figura del Salvatore pareva scivolare lentamente verso la morte. Allungavo il suo corpo quasi come se fosse succhiato da basso dal richiamo della nuda terra. Questo accadde sì nei disegni come nella scultura: basti pensare alla Pietà Rondanini.

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Esiste un gruppo di disegni assai omogeneo formato da otto grandi disegni di Crocifissioni tracciati con la matita nera e poi lumeggiati con la biacca databili tutte attorno 1560 come quella in cui disegnai Cristo Crocifisso fra la Madonna e San Giovanni dolenti, oggi appartenente al British Museum, in cui proprio la figura del Cristo è sempre più dolente e allungata.

Giunto è già ‘l corso della vita mia,
con tempestoso mar, per fragil barca,
al comun porto, ov’a render si varca
conto e ragion d’ogni opra trista e pia.
    Onde l’affettüosa fantasia
che l’arte mi fece idol e monarca
conosco or ben com’era d’error carca
e quel c’a mal suo grado ogn’uom desia.
    Gli amorosi pensier, già vani e lieti,
che fien or, s’a duo morte m’avvicino?
    D’una so ‘l certo, e l’altra mi minaccia.
    Né pinger né scolpir fie più che quieti
l’anima, volta a quell’amor divino
c’aperse, a prender noi, ‘n croce le braccia.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

This great love on high Whose arms to clasp us on the cross were spread

This great love on high Whose arms to clasp us on the cross were spread.” These words are the last two stanzas of a poem of mine which I sent in a letter to Vasari on 19 September 1554, at a very advanced age. He later wanted to include them in the Giuntina version of the Lives.

I meditated for a long time on the Passion of Christ, on the Crucifixion and the Pietà, especially from the forties of the sixteenth century onwards.

If the first drawings of Christ on the cross that I made around 1540 have an imposing build such as the living one I had thought of for Cardinal Morone, over the years the figure of the Savior seemed to slowly slide towards death. I stretched his body almost as if sucked from below by the call of the bare earth. This happened in the drawings as well as in the sculpture: just think of the Rondanini Pietà.

There is a very homogeneous group of drawings made up of eight large drawings of Crucifixions drawn with black pencil and then highlighted with white lead, all dating back to around 1560, such as the one in which I drew Christ Crucified between the Madonna and Sorrowful St. John, now belonging to the British Museum. in which the very figure of Christ is more and more painful and elongated.

Now hath my life across a stormy sea
Like a frail bark reached that wide port where all
Are bidden, ere the final reckoning fall
Of good and evil for eternity.

Now know I well how that fond phantasy
Which made my soul the worshiper and thrall
Of earthly art, is vain; how criminal
Is that which all men seek unwillingly.

Those amorous thoughts which were so lightly dressed,
What are they when the double death is nigh?
The one I know for sure, the other dread.

Painting nor sculpture now can lull to rest
My soul that turns to His great love on high,
Whose arms to clasp us on the cross were spread.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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