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Quando Durer scambiò il marmo per alabastro

La Madonna di Bruges è l’unica opera mia che venne portata all’estero quando ancora ero in vita. Da secoli si trova nella chiesa di Nostra della cittadina belga, la collocazione pensata originariamente dai committenti. Il 23 novembre del 1514, infatti, Jan Musucron ricevette il nulla osta dal priore della chiesa per collocare in memoria di sua mamma, di suo padre Alexander e di tutti i suoi amici sepolti lì, un altare coperto da un baldacchino “con una eccellente statua di Maria, molto ricca e preziosa”.

Siccome voli tenere nascosta a tutti quest’opera prima di inviarla verso le Fiandre, sia il Vasri che il Condivi usarono un po’ di fantasia per descriverla. Mentre il Condivi ne parla come fosse un’opera in bronzo, il Vasari nella seconda ristampa la descrive sommariamente come un tondo in bronzo.

La cosa più curiosa però è da affibbiare a Durer. Il 7 aprile del 1521 ebbe modo di vederla e annotò la faccenda sul suo diario di viaggio così: “la figura di Maria in alabastro, fatta da Michelangelo di Roma”. Durer evidentemente era poco pratico di scultura se arrivò a scambiare il candido marmo per alabastro. 

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti 

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