Insolito inizio per un’avventura meravigliosa

Se chiudo gli occhi ancora lo rivedo Gianluigi Colalucci in quel giugno caldo quasi come se già fosse agosto inoltrato.

Si arrampicò su quei ponteggi accaldato un po’ per l’emozione di trovarsi faccia a faccia con gli antenati di Cristo e un po’ per le temperature assai elevate. La lunetta di Elazar fu quella che maggiormente attirò la sua attenzione.

Io ero divertito e pensavo fra me e me “Prova a vedere quello che c’è sotto questa specie di vetro affumicato che copre tutto lasciando vedere poco poco.”

Fremeva e non poteva rimanersene con le mani in mano, inerme davanti a tutto quell’annerimento così evidente. Voleva vedere quanto spessa fosse la pelle nera sopra l’affresco e non perse certo tempo in chiacchiere. Da uomo pratico qual’è leccò con nonchalance un lembo di fazzoletto di carta e lo strofinò con la punta di un dito su un paio di centimetri di pittura.

Il giallo ocra di quel lembo di tessuto affrescato dopo secoli rivide la luce: che soddisfazione. Finalmente qualcuno aveva capito che non ero io che avevo reso spenti e grigi quei colori ma il tempo, il fumo e le colle animali stese a più mani.

Provate a immaginarvi l’emozione di una scoperta del genere che stava per cambiare per sempre l’aspetto di un capolavoro assoluto come il mio.

Prima di scendere giù dai ponteggi Colalucci ispezionò accuratamente tutta la lunetta e poi scrisse un resoconto assai particolareggiato. Eccovene un passaggio:

“Con una piccola porzione di un fazzoletto di carta umettato di saliva pulisco una porzione del mantello della figura in primo piano di cm 2 per lato e sotto lo strato nero colloso appare un colore ocra gialla del tutto insospettabile ( ed il colore è ancora molto sporco!) Ciò conferma quanto constatato nel Matteo da Lecce e Van den Broeck e cioé che le pitture sono ricoperte da un altissimo e nerissimo beverone che ne altera completamente i colori”.

Se volete farvi un regalo speciale, di quelli che coinvolgono corpo, anima e intelletto, regalatevi il libro di Colalucci “Io e Michelangelo”. E’ un consiglio d’acquisto totalmente disinteressato. Io l’ho trovato meraviglioso e augurerei a tutti gli artisti del passato di poter vantare di avere opere restaurate da professionisti del suo calibro. Così appassionati e dediti al loro lavoro nonché all’artista con il quale si fronteggiano talvolta per anni e anni.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, da sempre grato ai bravi restauratori

Gardenbeforeandafter

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