A New York senza Carrara

E’ mai possibile che non possa sta tranquillo nemmeno da morto? Almeno quand’ero in vita potevo rispondere per le rime a quanti tentavano di manipolarmi o di farmi stare da una parte o dall’altra a seconda del proprio torna comodo. Invece ora sono stecchito e non ho altro modo per protestare se non questo blog: zitto però non ci sto lo stesso!

Come vi avevo già scritto qualche tempo fa https://michelangelobuonarrotietornato.com/2014/12/17/io-e-la-versilia-a-new-york/  , a New York mi stanno omaggiando con un’esposizione organizzata dal Consolato Generale d’Italia assieme all’Istituto italiano di cultura della città e dai quattro comuni della Versilia storica: Seravezza, Stazzema, Pietrasanta e Forte dei Marmi. Si tratta di un’occasione d’oro per i quattro comuni per pubblicizzare la loro attività estrattiva e tutte le attività collegate alla lavorazione del marmo.

Ma Carrara?

Possibile che nessuno si sia fatto sentire dal comune, dall’amministrazione o da qualche organo preposto per la promozione del territorio?

In fondo io dalle cave della Versilia ho preso ben poco, anzi, nulla. Mi ci sono arrabbiato fino a logorarmi il fegato e ho perso un mucchio di tempo. Di fatica ce n’ho messa abbarbicato sull’Altissimo ma nessuna delle mie opere la realizzai con quei marmi lì.

Il perché mi trovassi lì fra quelle montagne invece che a Carrara dovete chiederlo a Papa Leone X. Fu lui a obbligarmi a cavar marmi proprio lì per la facciata del San Lorenzo.

Prima dovetti progettare la strada che dai monti scendeva fino al mare, perché mancava e poi mi dovetti portare pure dietro gli scalpellini di Settignano fin lassù. Il fatto è che quelli di Azzano e delle zone limitrofe erano bravi ma non erano abituati a lavorare grandi blocchi come servivano a me. Al mio servizio ce n’era solo uno del posto.

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Dalle montagne di pertinenza della Versilia riuscimmo a estrarre una colonna che faceva proprio al caso mio ma andò in frantumi. Durante la lizza un canapo si schiantò e il blocco andò in frantumi. Purtroppo nell’incidente morì anche un cavatore e fu allora che decisi di lasciar perdere l’impresa, Papa o non Papa volevo tornare a Carrara subito!

Ecco parte della lettera che scrissi al mi’ fratello Buonarroto a Firenze il 18 aprile del 1518, da Pietrasanta:

…monterò subito a chavallo e anderò a trovare el chardinale de’ Medici e el Papa, e dirò loro el facto mio, e qui lascierò la impresa e ritorneromi a Charrara che ne sono pregato chome si prega Cristo.

Questi scharpellini che io menai di chostà non si intendono niente al mondo né delle chave né de’ marmi. Chostonmi già più di cento trenta duchati e no’ m’ànno anchora chavata una schaglia di marmo che buona sia; e vanno ciurmando per tucto che ànno trovato gran chose, e cerchono di lavorare per l’Opera e per altri cho danari che gli ànno ricievuti da me.

Non so che favore s’abino, ma ogni chosa saperà el Papa. Io, poi che mi fermai qui, ò buctato via circha trecento ducati e non vego anchor nulla che sia per me. Io ò tolto a rrisuscitar morti a voler domestichar questi monti e a mecter l’arte in questo paese; che quando l’Arte della Lana mi dessi, oltre a’ marmi, cento duchati el mese, che io facessi quello che io fo, non farebbe male, non che non mi fare el partito.

Però rachomandami a Iachopo Salviati e schrivi pel mio garzone chome la chosa è ita, acciò che io pigli partito subito, perché mi consumo a star qui sospeso.Michelagniolo im Pietrasanta.

Le barche che io noleggiai a Pisa non sono mai arrivate. Credo essere stato ucciellato e chosì mi vanno tucte le chose. Ò maladecto mille volte el dì e l’ora che io mi parti’ da Charrara.

Quest’è chagione della mia rovina; ma io vi ritornerò presto. Oggi è pechato a far bene. Rachomandami a Giovanni da Richasoli….”

E dopo uno come fa a rimané calmo senza farsi montare la bile? Non si pole mica! Carrara, fatti avanti e soprattutto fatti valere!

Se n’approfittano perché son morto ma quando verrete di qua, mi auguro fra molto tempo perché siamo già in tanti, du’ scapaccioni ve li do’ lo stesso. Potrò togliermi anch’io una soddisfazione, no?

Ah piccolo appunto… il sindaco Neri prima ha fatto il diavolo a quattro per far chiudere la cava Cappella con una serie di motivazioni quasi surreali. Ora prende parte a questo evento che mette in luce l’attività estrattiva della zona adoperando il mio nome. Chissà cosa ne pensano quegli operai che alla Cava Cappella lavoravano e si son ritrovati senza lavoro. Tanto loro mica li conoscono a New York!

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