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Parmigianino e il disegno che divide gli storici: la Sacra Famiglia che potrebbe nascondere un capolavoro perduto

Nel mondo dell’arte rinascimentale esistono opere che continuano a generare domande anche dopo secoli. Una di queste è la “Sacra Famiglia con Maddalena che offre una colomba e un Santo”, un delicato disegno attribuito a Parmigianino, uno dei maestri più raffinati del Manierismo italiano.

Il foglio, realizzato a sanguigna con lumeggiature a biacca e contorni ripassati con punta metallica, misura appena 131 x 175 millimetri. Nonostante le dimensioni ridotte, questo disegno custodisce una storia complessa fatta di incisioni, collezionisti e attribuzioni controverse.

Ancora oggi gli studiosi discutono se si tratti davvero di un’opera autografa del Parmigianino oppure del lavoro di un imitatore particolarmente abile.

Il dubbio dell’attribuzione: autentico o imitazione?

Quasi tutti gli storici dell’arte riconoscono nel foglio la mano del Parmigianino. Solo uno studioso, Giuseppe Copertini, ha avanzato una teoria radicale.

Secondo Copertini, il disegno non sarebbe del maestro emiliano ma di un anonimo artista da lui definito il “falso Parmigianino delle sanguigne”, un ipotetico imitatore capace di replicare con grande abilità lo stile del pittore.

Questa interpretazione non ha mai trovato riscontri concreti e la maggior parte degli studiosi continua a considerare il foglio compatibile con la sensibilità grafica del Parmigianino, soprattutto per l’eleganza delle figure e la costruzione compositiva tipica del suo linguaggio manierista.

Il dettaglio che cambia tutto: un disegno tagliato

Uno degli elementi più sorprendenti emerge dal confronto con una stampa cinquecentesca.

Lo studioso Brian Dillon ha notato che un’acquaforte realizzata da Battista del Moro riproduce la stessa composizione del disegno, ma in una versione più ampia.

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L’incisione mostra infatti parti della scena che nel foglio oggi conservato non esistono più: il dorso della Maddalena, un albero sopra la testa della Madonna, porzioni della tenda e della colonna accanto a San Giuseppe e perfino un tratto della panca su cui siede la Vergine.

Questo confronto suggerisce una possibilità affascinante: il disegno potrebbe essere stato ritagliato successivamente, riducendo la scena originale.

Un modello per le incisioni del Cinquecento?

La questione diventa ancora più intrigante se si considera un’altra incisione realizzata dal celebre incisore fiammingo Jan Sadeler.

In questa stampa la composizione è ancora ovale ma presenta alcune varianti: il Santo scompare e davanti alle figure compare un cesto di frutta appoggiato su un parapetto.

L’opera riporta un’iscrizione che attribuisce l’invenzione a Parmigianino e indica che il modello proveniva dalla collezione di Agostino de’ Giusti a Verona, dove Sadeler si trovava intorno al 1595.

La frase latina “Fr. Parmês figuravit” apre però un enigma che non è mai stato risolto: l’incisione riproduce il disegno oggi conosciuto oppure un dipinto del Parmigianino oggi perduto?

Verona e la diffusione dell’immagine nel Cinquecento

Le stampe di Del Moro e dei Sadeler dimostrano che questa composizione circolava ampiamente nella Verona del secondo Cinquecento.

Documenti dell’epoca ricordano che l’artista e collezionista Battista Pittoni possedeva un libretto di disegni attribuiti al Parmigianino, venduto nel 1558 allo scultore Alessandro Vittoria.

Questo dettaglio suggerisce che l’immagine potesse far parte di una più ampia tradizione grafica diffusa tra artisti, incisori e collezionisti dell’Italia settentrionale.

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Lo stile: un Parmigianino giovane e influenzato da Correggio

Dal punto di vista stilistico, lo storico dell’arte Arthur Ewart Popham ha osservato che il disegno non è lontano da una composizione a chiaroscuro ovale incisa da Antonio da Trento su invenzione del Parmigianino.

Questo confronto suggerisce che il foglio possa appartenere alla fase giovanile dell’artista, quando il suo stile era ancora influenzato dal grande maestro emiliano Antonio Allegri da Correggio.

Le figure slanciate, i gesti delicati e l’atmosfera intima ricordano infatti la grazia e la morbidezza tipiche della pittura correggesca.

Il possibile passaggio nella collezione di Cristina di Svezia

La storia del disegno potrebbe intrecciarsi anche con una delle collezioni più straordinarie dell’Europa barocca.

Alcuni studiosi ipotizzano infatti che il foglio facesse parte della raccolta grafica della regina Christina of Sweden, famosa per aver riunito una delle più importanti collezioni di arte italiana del Seicento.

Se questa ipotesi fosse confermata, il disegno avrebbe attraversato corti europee e collezioni aristocratiche prima di arrivare fino a noi.

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Un enigma rinascimentale ancora irrisolto

A distanza di quasi cinque secoli, la Sacra Famiglia con Maddalena che offre una colomba continua a essere un piccolo grande enigma della storia dell’arte.

È un disegno autentico del Parmigianino? È il frammento di una composizione più ampia? Oppure è il modello per una stampa o per un dipinto oggi perduto?

Il fascino di quest’opera sta proprio in queste domande senza risposta. Un foglio minuscolo, capace però di raccontare il viaggio delle immagini nel Rinascimento e di mostrare quanto la storia dell’arte sia ancora piena di misteri da svelare.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Parmigianino and the Drawing That Divides Historians: The Holy Family That May Conceal a Lost Masterpiece

In the world of Renaissance art, there are works that continue to raise questions even centuries later. One such work is the “Holy Family with Mary Magdalene Offering a Dove and a Saint,” a delicate drawing attributed to Parmigianino, one of the finest masters of Italian Mannerism.

The sheet, executed in red chalk with white highlights and outlines traced with a metal point, measures just 131 x 175 millimeters. Despite its small size, this drawing has a complex history of engravings, collectors, and controversial attributions.

Scholars still debate whether it is truly an autograph work by Parmigianino or the work of a particularly skilled imitator.

The Question of Attribution: Authentic or Imitation?

Almost all art historians recognize the work as Parmigianino’s. Only one scholar, Giuseppe Copertini, has advanced a radical theory.

According to Copertini, the drawing is not by the Emilian master but by an anonymous artist he calls the “false Parmigianino of the sanguine,” a hypothetical imitator capable of replicating the painter’s style with great skill.

This interpretation has never found concrete evidence, and most scholars continue to consider the drawing compatible with Parmigianino’s graphic sensibility, especially due to the elegance of the figures and the compositional construction typical of his Mannerist language.

The detail that changes everything: a cropped drawing

One of the most surprising elements emerges from a comparison with a sixteenth-century print.

Scholar Brian Dillon has noted that an etching by Battista del Moro reproduces the same composition as the drawing, but in a larger version.

The engraving shows parts of the scene that no longer exist in the sheet preserved today: the Magdalene’s back, a tree above the Madonna’s head, portions of the curtain and the column next to Saint Joseph, and even a section of the bench on which the Virgin sits.

This comparison suggests a fascinating possibility: the drawing may have been subsequently cut out, reducing the original scene.

A model for sixteenth-century engravings?

The question becomes even more intriguing when considering another engraving by the famous Flemish engraver Jan Sadeler.

In this print, the composition is still oval but features some variations: the Saint disappears, and a basket of fruit resting on a parapet appears in front of the figures.

The work bears an inscription attributing the invention to Parmigianino and indicating that the model came from the collection of Agostino de’ Giusti in Verona, where Sadeler was located around 1595.

The Latin phrase “Fr. Parmês figuravit,” however, raises a mystery that has never been solved: does the engraving reproduce the drawing known today or a painting by Parmigianino, now lost?

Verona and the Diffusion of the Image in the 16th Century

Prints by Del Moro and the Sadelers demonstrate that this composition was widely circulated in Verona in the late 16th century.

Contemporary documents record that the artist and collector Battista Pittoni owned a booklet of drawings attributed to Parmigianino, which was sold in 1558 to the sculptor Alessandro Vittoria.

This detail suggests that the image may have been part of a broader graphic tradition widespread among artists, engravers, and collectors in northern Italy.

The Style: A Young Parmigianino Influenced by Correggio

Stylistically, art historian Arthur Ewart Popham observed that the drawing is not far from an oval chiaroscuro composition engraved by Antonio da Trento based on Parmigianino’s invention.

This comparison suggests that the drawing may belong to the artist’s youthful phase, when his style was still influenced by the great Emilian master Antonio Allegri da Correggio.

The slender figures, delicate gestures, and intimate atmosphere recall the grace and softness typical of Correggio’s painting.

Possible Transfer to the Collection of Christina of Sweden

The drawing’s history may also be intertwined with one of the most extraordinary collections of Baroque Europe.

Some scholars hypothesize that the drawing was part of the graphic art collection of Queen Christina of Sweden, famous for assembling one of the most important collections of 17th-century Italian art.

If this hypothesis were confirmed, the drawing would have passed through European courts and aristocratic collections before reaching us.

A Renaissance enigma still unsolved

Nearly five centuries later, the Holy Family with Mary Magdalene Offering a Dove continues to be a small, great enigma in the history of art.

Is it an authentic drawing by Parmigianino? Is it a fragment of a larger composition? Or is it the model for a print or a painting now lost?

The charm of this work lies precisely in these unanswered questions. A tiny sheet, yet capable of recounting the journey of images during the Renaissance and demonstrating how the history of art is still full of mysteries yet to be solved.

Yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell for now, and looks forward to seeing you in future posts and on social media.

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