Firenze: al via il restauro del Campanile di Giotto
La Opera di Santa Maria del Fiore guarda al futuro e lancia un piano straordinario di interventi che, dal 2026 e per i quattro anni successivi, interesserà i monumenti e gli immobili di Piazza del Duomo a Firenze.
Un programma imponente, con un investimento complessivo di oltre 60 milioni di euro, che punta non solo alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico-artistico, ma anche a generare un impatto sociale positivo sulla residenzialità nel centro storico, sempre più fragile e sotto pressione.
Al centro del progetto spicca uno degli interventi più attesi e simbolici: il restauro integrale del Campanile di Giotto.

Restauro Campanile di Giotto: al via dal 9 marzo 2026
Dal 9 marzo 2026 prenderà ufficialmente il via il cantiere del Campanile, con un investimento superiore ai 7 milioni di euro e una durata prevista fino al 2030 circa.
Per la prima volta nella sua storia, la torre campanaria sarà oggetto di un restauro globale. In passato, dal 1939 in poi, si sono susseguiti solo interventi parziali. Oggi, però, il degrado delle superfici marmoree esterne – bianco di Carrara, verde di Prato e rosso di Cintoia – ha reso improrogabile un’azione strutturale e complessiva.
L’obiettivo principale è la messa in sicurezza del rivestimento marmoreo, in particolare delle mensole che sostengono la terrazza sommitale e degli apparati decorativi, visibilmente deteriorati.
Un ponteggio innovativo che non nasconderà il monumento
Una delle novità più sorprendenti riguarda il ponteggio: un’opera di alta ingegneria progettata per non limitare in alcun modo il percorso di visita interno né l’accesso alla terrazza panoramica.
Il Campanile resterà sempre aperto al pubblico durante i lavori. Un cantiere “visibile”, ma non invasivo, che permetterà a cittadini e turisti di continuare ad ammirare uno dei simboli dello skyline fiorentino.
Il montaggio del ponteggio durerà circa quattro mesi, fino alla fine di luglio 2026. Successivamente entrerà nel vivo il restauro, articolato in fasi progressive dall’alto verso il basso: man mano che i lavori procederanno, la struttura verrà traslata meccanicamente, svelando gradualmente le parti già restaurate.
Il terzo monumento più alto di Firenze
Con i suoi 85,60 metri, il Campanile di Giotto è il terzo monumento più alto della città, dopo la Cupola del Brunelleschi e la Torre di Arnolfo.
Ideato e fondato nel 1334 da Giotto, nominato Capomastro dell’Opera, il campanile fu proseguito dopo la sua morte nel 1337 da Andrea Pisano, che completò il terzo livello arricchendolo di rilievi e sculture. L’edificio fu infine portato a compimento nel 1359 da Francesco Talenti, cui si deve l’aspetto attuale della torre.
Interamente rivestito in marmi policromi – bianco, rosso di Cintoia e serpentino verde di Prato – il Campanile è ornato da motivi geometrici e floreali e impreziosito, nei livelli inferiori, da un articolato programma scultoreo tra XIV e XV secolo dedicato ai temi della creatività umana e della profezia. Gli originali sono oggi custoditi nel Museo dell’Opera del Duomo.
Un capolavoro gotico tra tecnica e solidità strutturale
La torre si sviluppa su sei piani progressivamente alleggeriti, con pianta quadrata di 13 metri per lato e murature spesse fino a 3,30 metri.
La qualità costruttiva è altissima: un nucleo interno ben apparecchiato collega il paramento interno in pietraforte a conci squadrati e giunti sottilissimi al rivestimento esterno marmoreo. Anche la malta di calce, particolarmente tenace, contribuisce alla resistenza della struttura.
Le fondazioni si allargano fino a 15,17 metri di lato e poggiano a 7,50 metri di profondità, alla stessa quota della Cattedrale, raggiungendo il livello della cosiddetta “buona ghiaia”, garanzia di stabilità.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Florence: Restoration of Giotto’s Bell Tower Begins
The Opera di Santa Maria del Fiore is looking to the future and launching an extraordinary plan of interventions that, starting in 2026 and for the following four years, will affect the monuments and buildings in Florence’s Piazza del Duomo.
This impressive program, with a total investment of over €60 million, aims not only to safeguard and enhance the city’s historic and artistic heritage, but also to generate a positive social impact on residential living in the increasingly fragile and under-stressed historic center.
At the heart of the project is one of the most anticipated and symbolic projects: the complete restoration of Giotto’s Bell Tower.
Giotto’s Bell Tower Restoration: Starting March 9, 2026
Construction of the Bell Tower will officially begin on March 9, 2026, with an investment of over €7 million and an expected duration until approximately 2030.
For the first time in its history, the bell tower will undergo a comprehensive restoration. In the past, from 1939 onward, only partial interventions have taken place. Today, however, the deterioration of the exterior marble surfaces—white Carrara, green Prato, and red Cintoia—has made comprehensive structural work imperative.
The primary objective is to secure the marble
cladding, particularly the brackets supporting the summit terrace and the decorative elements, which are visibly deteriorated.
Innovative scaffolding that will not hide the monument
One of the most striking innovations concerns the scaffolding: a feat of advanced engineering designed to in no way obstruct the internal visitor route or access to the panoramic terrace.
The bell tower will remain open to the public throughout the works. This “visible” but non-invasive construction site will allow residents and tourists to continue admiring one of the symbols of the Florentine skyline.
Scaffolding assembly will last approximately four months, until the end of July 2026. Restoration will then begin in earnest, structured in progressive phases from top to bottom: as work progresses, the structure will be mechanically moved, gradually revealing the already restored sections.
The third-tallest monument in Florence
At 85.60 meters, Giotto’s Bell Tower is the third-tallest monument in the city, after Brunelleschi’s Dome and Arnolfo’s Tower.
Designed and erected in 1334 by Giotto, who was appointed Master Builder of the Opera, the bell tower was continued after his death in 1337 by Andrea Pisano, who completed the third level, enriching it with reliefs and sculptures. The building was finally completed in 1359 by Francesco Talenti, who gave the tower its current appearance.
Entirely clad in polychrome marble—white, red Cintoia, and green serpentine from Prato—the Bell Tower is adorned with geometric and floral motifs and embellished, on the lower levels, by an elaborate sculptural program from the 14th and 15th centuries, dedicated to the themes of human creativity and prophecy. The originals are now housed in the Museo dell’Opera del Duomo.
A Gothic masterpiece combining technical skill and structural solidity
The tower extends over six progressively thinner floors, with a square plan measuring 13 meters per side and walls up to 3.30 meters thick.
The construction quality is exceptionally high: a well-laid internal core connects the internal facing of pietraforte, made of squared ashlars with very thin joints, to the external marble cladding. The particularly tenacious lime mortar also contributes to the structure’s resistance.
The foundations extend to 15.17 meters on each side and rest at a depth of 7.50 meters, at the same level as the Cathedral, reaching the level of the so-called “good gravel,” a guarantee of stability.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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