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8 febbraio 1591: nasce il Guercino, il genio del Barocco che da Cento conquistò Roma

L’8 febbraio 1591, a Cento, nell’Emilia allora parte dello Stato Pontificio, nasceva Giovanni Francesco Barbieri, passato alla storia con il soprannome di Guercino.

Il nomignolo derivava dal suo evidente strabismo, ma quella particolarità fisica non impedì al giovane pittore di diventare uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Seicento. Nel giro di pochi decenni, il suo nome sarebbe arrivato fino a Roma, nelle corti europee e tra i principali collezionisti del tempo.

Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino, “San Girolamo che sigilla una lettera”, 1618 circa, olio su tela, 137 x 147 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini, Roma
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Un talento autodidatta tra naturalismo e poesia

Figlio di una famiglia modesta, il Guercino non ebbe una formazione accademica tradizionale. Fu in gran parte autodidatta e costruì il proprio linguaggio artistico osservando la natura e studiando le opere dei pittori attivi tra Ferrara, Bologna e l’Emilia. Fin dalle prime tele mostrò una straordinaria capacità di usare la luce per modellare i volti e creare scene cariche di tensione emotiva.

Le opere giovanili rivelano un forte legame con il naturalismo caravaggesco, ma senza imitarlo. Il Guercino unì il contrasto di luci e ombre tipico di Caravaggio a una sensibilità narrativa più dolce e poetica. In dipinti come Et in Arcadia ego si percepisce già la sua capacità di raccontare una storia con pochi gesti e sguardi.

Madonna del Passero del Guercino
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Il successo a Roma e l’Aurora di Palazzo Ludovisi

La svolta decisiva arrivò nel 1621, quando fu chiamato a Roma da papa Gregorio XV, originario proprio di Cento. Nella capitale, il Guercino si confrontò con i grandi cantieri barocchi e con i principali artisti del tempo.

Qui realizzò uno dei suoi capolavori assoluti: l’Aurora del Casino Ludovisi. L’affresco, ricco di movimento e luce, mostra la dea dell’alba che guida il carro del sole tra figure mitologiche e cieli luminosi. L’opera colpì i contemporanei per l’energia narrativa e la spettacolarità della composizione.

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Dalla pittura drammatica al classicismo elegante

Dopo l’esperienza romana, lo stile del Guercino cambiò gradualmente. Nella fase giovanile dominavano i forti contrasti chiaroscurali e il realismo dei volti; con il passare degli anni la sua pittura si fece più equilibrata e armoniosa. I colori si schiarirono, le figure divennero più eleganti e idealizzate, avvicinandosi al classicismo emiliano.

Questo mutamento fu particolarmente evidente dopo la morte di Guido Reni nel 1642, quando il Guercino divenne uno dei pittori più richiesti di Bologna e dell’Italia settentrionale.

Una bottega attiva in tutta Europa

Stabilitosi prima a Cento e poi a Bologna, guidò una bottega molto produttiva, realizzando pale d’altare, dipinti devozionali e scene mitologiche per committenti internazionali. Le sue opere viaggiarono in Francia, Spagna e Inghilterra, entrando nelle collezioni aristocratiche e reali.

Ancora oggi si trovano nei principali musei del mondo, dal Louvre alla National Gallery di Londra, fino ai Musei Vaticani.

Madonna del Rosario del Guercino
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Il Guercino disegnatore: una fama europea

Oltre che pittore, il Guercino fu anche uno straordinario disegnatore. I suoi fogli a penna e inchiostro rivelano una linea libera e vibrante, capace di catturare movimenti e gesti con pochi tratti. Già nel Seicento questi disegni erano ricercati dai collezionisti come opere autonome.

Il Guercino morì a Bologna nel 1666. La sua opera rappresenta un ponte tra il naturalismo caravaggesco e il classicismo barocco, contribuendo a definire l’identità della scuola emiliana.

Guercino Venere, Marte e Amore, 1634 olio su tela, 136 x 157,5 cm Modena, Galleria Estense
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A oltre quattro secoli dalla nascita, il suo lavoro continua a essere studiato e riscoperto. Mostre, restauri e nuove ricerche stanno riportando l’attenzione su un artista che seppe conquistare Roma partendo da una piccola città di provincia, diventando uno dei grandi protagonisti del Barocco italiano.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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February 8, 1591: Guercino, the Baroque genius who conquered Rome from Cento, was born

On February 8, 1591, in Cento, in the Emilia region then part of the Papal States, Giovanni Francesco Barbieri, known to history as Guercino, was born. The nickname derived from his obvious strabismus, but that physical peculiarity did not prevent the young painter from becoming one of the leading figures of 17th-century art. Within a few decades, his name would reach Rome, the courts of Europe, and the leading collectors of the time.

A self-taught talent between naturalism and poetry

The son of a modest family, Guercino did not receive a traditional academic education. He was largely self-taught and developed his artistic language by observing nature and studying the works of painters active in Ferrara, Bologna, and Emilia. From his earliest canvases, he demonstrated an extraordinary ability to use light to model faces and create scenes charged with emotional tension.

His early works reveal a strong connection to Caravaggio’s naturalism, but without imitating it. Guercino combined Caravaggio’s typical contrast of light and shadow with a softer, more poetic narrative sensibility. In paintings such as Et in Arcadia, Ego, one can already sense his ability to tell a story with a few gestures and glances.

Success in Rome and the Aurora of the Palazzo Ludovisi

The turning point came in 1621, when he was summoned to Rome by Pope Gregory XV, a native of Cento. In the capital, Guercino encountered the great Baroque projects and the leading artists of the time.

Here he created one of his absolute masterpieces: the Aurora of the Casino Ludovisi. The fresco, rich in movement and light, shows the goddess of dawn driving the chariot of the sun amidst mythological figures and luminous skies. The work impressed his contemporaries with its narrative energy and spectacular composition.

From Dramatic Painting to Elegant Classicism

After his experience in Rome, Guercino’s style gradually changed. In his youth, strong chiaroscuro contrasts and facial realism dominated; as the years passed, his painting became more balanced and harmonious. The colors became lighter, the figures more elegant and idealized, approaching Emilian classicism.

This change was particularly evident after the death of Guido Reni in 1642, when Guercino became one of the most sought-after painters in Bologna and Northern Italy.

A workshop active throughout Europe

Settled first in Cento and then in Bologna, he led a highly productive workshop, creating altarpieces, devotional paintings, and mythological scenes for international patrons. His works traveled to France, Spain, and England, entering aristocratic and royal collections.

Today, they are still found in major museums around the world, from the Louvre to the National Gallery in London, and even the Vatican Museums.

Guercino the Draftsman: A European Fame

Beyond a painter, Guercino was also an extraordinary draftsman. His pen-and-ink drawings reveal a free and vibrant line, capable of capturing movement and gesture with just a few strokes. Already in the 17th century, these drawings were sought after by collectors as independent works.

Guercino died in Bologna in 1666, leaving behind a vast artistic legacy. His work represents a bridge between Caravaggio’s naturalism and Baroque classicism, helping define the identity of the Emilian school.

More than four centuries after his birth, his work continues to be studied and rediscovered. Exhibitions, restorations, and new research are bringing attention to an artist who, starting from a small provincial town, conquered Rome and became one of the great protagonists of the Italian Baroque.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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