La vita segreta dei colori: le affascinanti storie dei pigmenti e degli artisti che li adoperarono
Conoscete la vita segreta dei colori? Una domanda insolita certo, come tanto insolito quanto interessante è il libro che voglio proporvi: ‘La vita segreta dei colori’ di Lauretta Colonnelli.
250 pagine circa di storie intriganti che hanno a che fare con l’utilizzo dei pigmenti, la loro creazione, con l’utilizzo che ne fecero e ne fanno tutt’oggi gli artisti.
Un libro appassionante, ricco di aneddoti interessanti e ben scritti dall’autrice che è capace di mantenere alta l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina.
L’ho letto in poco tempo, gustandomi ogni paragrafo e segnandomi le cose che più mi hanno colpito per evitare di scordarmele.
Sapete per esempio quando è nato il rosso magenta e perché si chiama così? Come scrive l’autrice Colonnelli, la sua nascita ha una data esatta, inequivocabile: il 4 giugno del 1859, quando a Magenta le truppe franco piemontesi di Napoleone III si scontrarono con l’esercito austriaco di Ferencz Gyulai.
Fu una carneficina e il sangue che scorreva ovunque fu adottato per dare il nome al nuovo colore a base di cloruro di stagno.
Pagina dopo pagina ci si ritrova faccia a faccia con il leggendario ‘bruno di mummia’, un pigmento che veniva realizzato ai tempi delle crociate triturando letteralmente i resti degli antichi egizi, macinando salma e bende assieme.
La polvere veniva poi impastata con l’olio di lino per ottenere una colorazione brunita chiamata carnemonìa, nome nel quale riecheggia la sua provenienza poco lusinghiera. Venduta solo sottobanco e con costi elevatissimi, si narra che Tintoretto era disposta a pagare un occhio della testa pur di averne un po’.
Avete mai sentito nominare Domenico mancini detto Memmo?
Considerato da Mimmo Paladino un viaggiatore delle alchimie, è stato ed è un grande creatore di colori. Nella sua bottega di Roma sono passati artisti come De Chirico, Dalì, Folon, Guttuso e tanti altri. Nata già nell’epoca in cui ha vissuto Caravaggio, di volta in volta ha portato avanti quella colorata bottega ha tramandato i segreti delle miscele ai successori. E’ l’unica antica coloreria ancora attiva a Roma, a due passi da Pantheon.
E che dire del bianco Sangiovanni? Ricavato dalla calce spenta, Cennino Cennini sosteneva fosse il bianco più efficace nella pittura a buon fresco.
Non vi svelo oltre. Se vi raccontassi tutti gli aneddoti riportati nel libro che riguardano artisti moderni e del passato e i colori usati nelle varie epoche vi toglierei il gusto di leggere il libro La vita segreta dei colori che trovate QUA.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
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Grazie, è un argomento particolarmente interessante,me lo appunto
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si, ho trovato anch’io questo libro interessante, ricco di informazioni e aneddoti che non conoscevo. Mi è piaciuto molto
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