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Papa Giulio II: meglio essere temuto che amato

Papa Giulio II, al secolo Giuliano della Rovere, è sempre stato considerato come un pontefice dalla grande personalità, terribile insomma.

Lo storico dell’arte Alessandro Luzio, vissuto a cavallo dell’Otto e del Novecento, ebbe modo di raccontare qualcosa di insolito del carattere di Giulio II mediante il ritrovamento di un dispaccio risalente al 1510 inviato da un suo fedelissimo da Bologna, dove il papa era convalescente da una malattia che aveva fatto temere per la sua incolumità.

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“Mentre la salute del Nostro Santo Padre sta costantemente migliorando, egli intende diventare un
esperto di Dante: tutte le sere Bramante, il più dotto architetto di San Pietro, gli legge Dante e glielo spiega”
.

Pensate un po’ alla scena: il Bramante che legge e spiega Dante al papa che desidera conoscere sempre di più il suo capolavoro letterario.

Eppure, nonostante questa voglia di imparare, la storia ci racconta che Giulio II non fu certo un papa timorato di Dio ma condusse il suo pontificato con un’aggressività brutale. Autoritario e fiero, faceva della sua fermezza un punto a suo favore.

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Amava farsi leggere e spiegare Dante, sì, ma non può essere certo ricordato come un papa Santo. Per tutta la durata del proprio mandato ebbe come obiettivo quello di scacciare quelli che lui considerava barbari, ovvero gli invasori francesi, spagnoli e tedeschi unificando l’Italia nel nome del papato. Mica finita qua la faccenda.

Promuovendo la pace fra i principi cristiani, avrebbe voluto unire le forze di tutta l’Europa cattolica per andare alla conquista Costantinopoli. Desiderava celebrare una messa grandiosa nella chiesa di Santa Sofia non appena fosse stata sottomessa al suo potere.

Michelangelo si presenta al cospetto di Giulio II a Bologna, Anastasio Fontebuoni
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Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Pope Julius II: better to be feared than loved

Pope Julius II, born Giuliano della Rovere, has always been considered a pontiff with a great personality, terrible in short.

The art historian Alessandro Luzio, who lived between the nineteenth and twentieth centuries, had the opportunity to tell something unusual about the character of Julius II through the discovery of a dispatch dating back to 1510 sent by one of his loyalists from Bologna, where the pope he was recovering from an illness that had caused fear for his safety.

“While Our Holy Father’s health is steadily improving, he intends to become a
expert on Dante: every evening Bramante, the most learned architect of St. Peter’s, reads Dante to him and explains it to him.”

Think a little about the scene: Bramante reading and explaining Dante to the Pope who wants to know more and more about his literary masterpiece.

Yet, despite this desire to learn, history tells us that Julius II was certainly not a God-fearing pope but conducted his pontificate with brutal aggression. Authoritarian and proud, he made his firmness a point in his favor.

He loved having Dante read to him and explained to him, yes, but he certainly cannot be remembered as a Holy Pope. For the entire duration of his mandate, his objective was to drive out those he considered barbarians, namely the French, Spanish and German invaders, unifying Italy in the name of the papacy. The matter doesn’t end here.

Promoting peace between Christian princes, he wanted to unite the forces of all of Catholic Europe to conquer Constantinople. He would have loved to celebrate a grand mass in the church of Hagia Sophia as soon as she was subjected to his power.

For the moment, your always Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in the next posts and on social media.

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