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Gemito e Mancini in mostra al Museo dell’Ottocento di Pescara

Il Museo dell’Ottocento di Pescara propone un’interessante mostra dedicata a Vincenzo Gemito e Antonio Mancini, entrambi discepoli di Domenico Morelli.

Attraverso 140 opere, tra dipinti, sculture e disegni provenienti da importanti raccolte pubbliche e private, l’esposizione racconta due dei più influenti artisti italiani vissuti tra l’Ottocento e il Novecento: il pittore Mancini nato a Roma nel 1852 e lo scultore Gemito, nato a Napoli nello stesso anno.

Un mirabile disegno di Vincenzo Gemito
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Il percorso espositivo è formato da due retrospettive messe a confronto dei due artisti e rimarrà accessibile al pubblico fino all’11 marzo 2024.

A cura di Manuel Carrera, Fernando Mazzocca, Carlo Sisi e Isabella Valente, la mostra “Antonio Mancini Vincenzo Gemito” approfondisce il rapporto dei due protagonisti con i mecenati e con i colleghi.

Per l’occasione sono arrivate al Museo dell’Ottocento importanti prestiti come le sedici opere provenienti dalle Gallerie d’Italia di Napoli e Milano che si vanno ad aggiungere aggiungere all’intero nucleo di diciassette opere di Mancini.

Ciociara o Ragazza che espone un quadro Antonio Mancini. Museo dell’Ottocento Pescara
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Nati nel 1852, Mancini e Gemito avevano entrambi umili origini. Le loro strade si incrociarono per la prima volta all’età di tredici anni, presso la scuola serale di San Domenico Maggiore a Napoli. Sotto la guida degli scultori Stanislao Lista ed Emanuele Caggiano e successivamente del pittore Domenico Morelli, condivisero gli anni della formazione.

Tra gli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento, Napoli era teatro di sperimentazioni pittoriche sul rapporto tra luce e colore e al centro di un dibattito che rivoluzionava la secolare supremazia del disegno propugnata dall’Accademia. La città era aperta al dialogo con artisti di tutta Europa e attenta alle novità che giungevano dalla Francia, dalla Spagna e dall’Inghilterra.

Autoritratto Vincenzo Gemito Museo dell’Ottocento Pescara
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A partire dalla metà degli anni Ottanta dell’Ottocento, dopo i soggiorni parigini e un lungo periodo di instabilità psichica che afflisse i due artisti, le strade di Mancini e Gemito si separarono prendendo direzioni diametralmente opposte.

Mancini, dopo essersi stabilito a Roma, inizierà a dipingere con pennellate veloci e frammentate, usando colori brillanti. I suoi dipinti saranno molto apprezzati dai collezionisti stranieri attirando però le critiche di chi considerava il frutto del suo lavoro troppo eccentrico.

Saltimbanchi suonatori Antonio Mancini Museo dell’Ottocento Pescara
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Gemito invece, negli anni della maturità, si avvicinerà sempre di più al rigore e all’eleganza dell’arte ellenistica e alla tradizione orafa.

La mostra in corso, offre la visione delle fasi salienti del percorso di entrambi, con affondi tematici sulle rispettive poetiche.

Ritratto di Anna Gemito Vincenzo Gemito Museo dell’Ottocento Pescara
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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta invitandovi ad andare a visitare questa nuova mostra allestita presso il Museo dell’Ottocento di Pescara.

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Gemito and Mancini on display at the 19th century Museum in Pescara

The 19th century Museum of Pescara offers an interesting exhibition dedicated to Vincenzo Gemito and Antonio Mancini, both disciples of Domenico Morelli.

Through 140 works, including paintings, sculptures and drawings from important public and private collections, the exhibition tells the story of two of the most influential Italian artists who lived between the nineteenth and twentieth centuries: the painter Mancini born in Rome in 1852 and the sculptor Gemito, born in Naples in the same year.

The exhibition itinerary is made up of two retrospectives comparing the two artists and will remain accessible to the public until 11 March 2024.

Curated by Manuel Carrera, Fernando Mazzocca, Carlo Sisi and Isabella Valente, the exhibition “Antonio Mancini Vincenzo Gemito” delves into the relationship of the two protagonists with their patrons and colleagues. For the occasion, important loans have arrived at the Museo dell’Ottocento, such as the sixteen works from the Gallerie d’Italia in Naples and Milan which join the entire nucleus of seventeen works by Mancini.

Born in 1852, Mancini and Gemito both had humble origins. Their paths crossed for the first time at the age of thirteen, at the evening school of San Domenico Maggiore in Naples. Under the guidance of the sculptors Stanislao Lista and Emanuele Caggiano and later of the painter Domenico Morelli, they shared their formative years.

Between the 1860s and 1870s, Naples was the scene of pictorial experiments on the relationship between light and color and at the center of a debate that revolutionized the centuries-old supremacy of drawing advocated by the Academy. The city was open to dialogue with artists from all over Europe and attentive to the news coming from France, Spain and England.

Starting from the mid-1880s, after the Parisian stays and a long period of psychic instability that afflicted the two artists, the paths of Mancini and Gemito separated, taking diametrically opposite directions. After settling in Rome, Mancini began to paint with fast and fragmented brushstrokes, using bright colours. His paintings were highly appreciated by foreign collectors, however attracting criticism from those who considered the fruit of his work too eccentric.

Gemito, on the other hand, in his years of maturity, will get closer and closer to the rigor and elegance of Hellenistic art and the goldsmith tradition.

The current exhibition offers the vision of the salient phases of the path of both, with thematic insights into their respective poetics.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you, inviting you to go and visit this new exhibition set up at the 19th century Museum in Pescara.

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