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Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque in mostra ad Asti

Dal 26 novembre fino al 10 aprile 2023 ad Asti va in scena il mondo di Giovanni Boldini con la Belle Époque, i salotti, le nobildonne e la moda.

Genio della pittura che più di ogni altro ha saputo restituire le atmosfere rarefatte di un’epoca straordinaria, Boldini è pronto a trasportare il pubblico nelle sue opere nella mostra allestita a Palazzo Mazzetti di Asti.

Giovanni Boldini, La camicetta di voile. , 1906 c. Collezione Sacerdoti Ferrario.
Courtesy Museoarchives Giovanni Boldini Macchiaio
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La Fondazione Asti Musei e Arthemisia inaugurano il nuovo progetto curato da Tiziano Panconi con l’esposizione di 80 opere fra le quali alcune celeberrime di Boldini come la Signora bionda in abito da sera (1889 ca.), La signora in rosa (1916), Busto di giovane sdraiata (1912 ca.) e La camicetta di voile (1906 ca.).

La mostra propone una cospicua selezione di opere in grado di esaltare con il riconoscibile stile dell’artista l’unicità della bellezza femminile e i pensieri più misteriosi dei nobili protagonisti della Bella Epoque.

Il filo conduttore è la capacità dell’artista di psicoanalizzare i suoi soggetti, le sue muse, facendole posare per ore e ore, addirittura per giorni, sedute di fronte al suo cavalletto, parlando con loro senza stancarsi di porle le domande più sconvenienti, fino a comprenderle profondamente e così coglierne lo spirito, scrutandone l’anima.

Giovanni Boldini, La signora in rosa, 1916
Museo Giovanni Boldini, Ferrara
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Farsi ritrarre da Boldini significava dismettere quell’aurea di superbia aristocratica e mettere a nudo i sentimenti davanti alle sue domande spesso insolenti e di proposito provocatorie.

Lui aveva la capacità di cogliere al volo sguardi rivelatori dello stato d’animo delle sue muse o pose in cui la mimica del corpo diveniva più esplicita dei sentimenti provati.

Giovanni Boldini, Profilo di giovane bruna con i capelli raccolti, 1902-04
Collezione privata. Courtesy Museoarchives Giovanni Boldini Macchiaioli
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La mostra Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque, con il contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura, è realizzata dalla Fondazione Asti Musei, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, dalla Regione Piemonte e dal Comune di Asti, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, in collaborazione con Arthemisia, con il patrocinio della Provincia di Asti e vede come sponsor il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti.

Giovanni Boldini, Ritratto dell’attrice Alice Regnault, 1880 ca.
Collezione privata. Courtesy Museoarchives Giovanni Boldini Macchiaio
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La mostra “Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque” è articolata in quattro sezioni che vi elenco a seguire.

Prima sezione: Il Viaggio da Ferrara a Firenze, verso Parigi

Nel 1863 ottenne 29.260 lire quale parte dell’eredità lasciata anni prima dal prozio paterno, somma che in pochi mesi gli consentì di lasciare Ferrara e arrivare nel principale centro culturale e artistico dell’epoca, Firenze, entrando in stretto contatto con i Macchiaioli e stringendo amicizie fondamentali come quella con Telemaco Signorini

Seconda sezione: La Maison Goupil

Nell’ottobre del 1871, quando risiedeva a Firenze e terminati i viaggi che si alternarono fra Ferrara, la Francia e l’Inghilterra, Boldini si trasferì definitivamente a Parigi, abitando inizialmente nell’Avenue Frochot e poi a Place Pigalle con la modella e compagna Berthe e iniziando una stretta collaborazione con il potente mercante Goupil, conclusasi nel 1878.

Federico Zandomeneghi, Davanti allo specchio, 1895
Collezione privata. Courtesy Museoarchives Giovanni Boldini Macchiaiol
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Terza sezione: La fine del rapporto con Berthe, Gabrielle e i cafè chantant

Sullarive droitedella Senna, nella zona tra la collina di Montmartre e Place Pigalle – dove ilpeintre italienvisse, al numero 11, fino al 1886, si trovavano vere e proprie “case d’artista”. Sullo stile di vitabohémiene sul clima decadente delle piccole strade che correvano sconnesse fra gli slarghi e le vigne della vecchia provincia agricola, la sera si apriva lo scandaloso sipario del demi-monde, inondato dall’alcol e gremito di prostitute i cui clienti abituali erano gli stessi mariti ed “irreprensibili” capifamiglia della borghesi francese, che le disprezzavano di giorno.

Quarta sezione: Il “soffio vitale” nel ritratto ambientato

L’inedito riversarsi a Parigi di centinaia di pittori, ognuno tormentato dalla permanente ossessiva necessità di individuare scorci, figure e soggetti originali, dette luogo a una sorta di “studio di massa” senza precedenti – al limite della psicoanalisi – dei luoghi, degli ambienti e delle attitudini di quell’umanità così eterogenea

Giovanni Boldini, Ritratto di ballerina, 1900 ca.
Collezione privata. Courtesy Museoarchives Giovanni Boldini Macchiaiol
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Prima di salutarvi, il vostro Michelangelo Buonarroti vi lascia gli orari della mostra “Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque“.

Sede: Palazzo Mazzetti, Corso Vittorio Alfieri, 357 Asti, da 26 novembre 2022 al 10 aprile 2023.

Orario di apertura: Martedì – domenica 10.00/19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima) Lunedì chiuso

Biglietto Intero: € 13 Ridotto: € 10

Giovanni Boldini and the myth of the Belle Époque on display in Asti

From November 26th to April 10th 2023 in Asti the world of Giovanni Boldini is staged with the Belle Époque, salons, noblewomen and fashion.

A genius of painting who more than any other has been able to restore the rarefied atmospheres of an extraordinary era, Boldini is ready to transport the public to his works in the exhibition set up at Palazzo Mazzetti in Asti.

The Asti Musei Foundation and Arthemisia inaugurate the new project curated by Tiziano Panconi with the exhibition of 80 works including some very famous works by Boldini such as the blonde lady in evening dress (1889 ca.), The lady in pink (1916), Bust of a Reclining Young Man (c. 1912) and The Voile Blouse (c. 1906).

The exhibition offers a conspicuous selection of works capable of enhancing the uniqueness of female beauty and the most mysterious thoughts of the noble protagonists of the Bella Epoque with the recognizable style of the artist. The common thread is the artist’s ability to psychoanalyze his subjects, his muses, making them pose for hours and hours, even for days, sitting in front of his easel, talking to them without getting tired of asking the most inconvenient questions, up to to understand them deeply and thus grasp their spirit, scrutinizing their soul.

Being portrayed by Boldini meant giving up that aura of aristocratic pride and exposing his feelings in the face of his often insolent and deliberately provocative questions. He had the ability to catch glances revealing the mood of his muses on the fly or poses in which the mimicry of the body became more explicit than the feelings experienced.

The exhibition Giovanni Boldini and the myth of the Belle Époque, with the contribution granted by the Directorate General for Education, Research and Cultural Institutes of the Ministry of Culture, is organized by the Asti Musei Foundation, the Cassa di Risparmio di Asti Foundation, the Piedmont Region and the Municipality of Asti, with the contribution of the Cassa di Risparmio di Torino Foundation, in collaboration with Arthemisia, with the patronage of the Province of Asti and sees the Cassa di Risparmio di Asti Group as sponsor.

The exhibition “Giovanni Boldini and the myth of the Belle Époque” is divided into four sections which I will list below.

First section: The Journey from Ferrara to Florence, towards Paris

In 1863 he obtained 29,260 lire as part of the inheritance left years earlier by his paternal great-uncle, a sum that in a few months allowed him to leave Ferrara and arrive in the main cultural and artistic center of the time, Florence, coming into close contact with the Macchiaioli and fundamental friendships such as that with Telemaco Signorini

Second section: La Maison Goupil

In October 1871, when he was residing in Florence and having completed the journeys that alternated between Ferrara, France and England, Boldini moved permanently to Paris, initially living in Avenue Frochot and then in Place Pigalle with the model and partner. Berthe and starting a close collaboration with the powerful merchant Goupil, which ended in 1878.

Third section: The end of the relationship with Berthe, Gabrielle and the cafè chantant

On the right bank of the Seine, in the area between the hill of Montmartre and Place Pigalle – where the Italian peintre lived, at number 11, until 1886, there were real “artist’s houses”. In the style of vitabohémiene on the decadent climate of the small roads that ran unevenly between the open spaces and the vineyards of the old agricultural province, in the evening the scandalous curtain of the demi-monde opened, flooded with alcohol and crowded with prostitutes whose regular customers were the same husbands and “irreproachable” heads of families of the French bourgeois, who despised them during the day.

Fourth section: The “breath of life” in the set portrait

The unprecedented pouring into Paris of hundreds of painters, each tormented by the permanent obsessive need to identify original views, figures and subjects, gave rise to a sort of unprecedented “mass study” – bordering on psychoanalysis – of places, environments and the attitudes of that heterogeneous humanity

Before saying goodbye, your Michelangelo Buonarroti leaves you the times of the exhibition “Giovanni Boldini and the myth of the Belle Époque”.

Headquarters: Palazzo Mazzetti, Corso Vittorio Alfieri, 357 Asti, from 26 November 2022 to 10 April 2023.

Opening hours: Tuesday – Sunday 10.00 / 19.00 (the ticket office closes one hour earlier) Closed Monday

Full ticket: € 13 Reduced: € 10

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