Ezechiele e la sibilla Eritrea visti con gli occhi del Vasari
Come fu percepito dai miei contemporanei il grande affresco della volta della Sistina? In modi diversi, ovvio. Vi propongo a seguire come il mio caro amico Vasari volle descriverlo nelle Vite, focalizzando la vostra attenzione in particolare sulla descrizione che fece del profeta Ezechiele e della sibilla Eritrea.
Ezechiele con la sua irrequietezza, con il vento scompiglia i capelli e che fa svolazzare le sue vesti mentre nemmeno per un istante sembra riuscire a star non riesce a star fermo sul trono.
Lei, la sibilla Eritrea, che appare molto più placida mentre sfoglia il libro delle veggenze mentre alle sue spalle i putti soffiano sul fuoco di una torcia per far lume.
Sotto a questa figura è Ezechiel profeta, vecchio, il quale ha una grazia e movienza bellissima, et è molto di panni abbigliato, che con una mano tiene un rotolo di profezie, e con l’altra sollevata, voltando la testa, mostra di voler parlare cose alte e grandi; e dietro ha due putti che gli tengono i libri.
Sèguita sotto questi una Sibilla che fa il contrario éi, Eritrea Sibilla, che di sopra dicemo, perché, tenendo il libro lontano, cerca voltare una carta, mentre ella con un ginocchio sopra l’altro si ferma in sé, pensando con gravità quel ch’ella de’ scrivere, finché un putto che gli è dietro, soffiando in un stizzon di fuoco, gli accende la lucerna. La qual figura è di bellezza straordinaria per l’aria del viso e per la acconciatura del capo e per lo abbigliamento de’ panni, oltra ch’ella ha le braccia nude, le quali son come l’altre parti.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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