Il mio progetto per il tamburo della cupola del Brunelleschi
Il completamento del tamburo e del ballatoio della cupola del Brunelleschi fu una questione assai complessa che occupò un periodo di quasi settant’anni di progetti e diatribe ovvero dalla prima metà del Quattrocento fino al 1520 circa.
Fatto sta che ancora oggi è sprovvista del ballatoio completo e vi racconto a seguire il perché.
Nell’estate del 1507 l’Opera di Santa Maria del Fiore, ebbe l’intenzione di far “eseguire et finire quella parte ottangulare della Cupola d’uno spicchio di fuori” e indisse un apposito concorso al quale volli partecipare pure io. L’Opera del Duomo aveva previsto che ciascun partecipante fornisse “uno modello o disegno di tale spicchio di fuori e 1/8 di fuori della cupola”.
Feci quello che a me pareva un bel progetto e poi inviai le diverse carte a un legnaiolo affinché realizzasse il modello a cui avevo pensato.
Purtroppo però il mio progetto fu accantonato a vantaggio di quello proposto da Baccio d’Agnolo. Fra il 1514 e il 1515 riuscì a portare a termine il ballatoio solo sul lato meridionale del tamburo con tutte quelle colonne in marmo bianco, oltremodo pesanti.
Pareva una gabbia per grilli quel colonnato e se concluso avrebbe messo a rischio la stabilità stessa del capolavoro del Brunelleschi. Pare che dopo le mie aspre critiche Baccio lascò perdere quell’impresa o forse, più semplicemente, si rese conto che l’opera portata a termine avrebbe minato alla stabilità della cupola.
Il mio progetto non avrebbe appesantito sicuramente in quel modo la cupola sia visivamente che strutturalmente. Perfettamente il linea con l’idea del Brunelleschi, avrebbe semplicemente rifinito meglio il tamburo seguendo le linee del maestro.
Il modello che feci realizzare dal legnaiolo è tutt’oggi visibile presso il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze. Lo feci realizzare in legno di pioppo, dipinto poi con tinta bianca e verde per simulare il rivestimento che sarebbe poi stato realizzato con i marmi.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Sostienici – Support Us
Se questo blog ti piace e ti appassiona, puoi aiutarci a farlo crescere sempre più sostenendoci in modo concreto condividendo i post, seguendo le pagine social e con un contributo che ci aiuta ad andare avanti con il nostro lavoro di divulgazione. . ENGLISH: If you like and are passionate about this blog, you can help us make it grow more and more by supporting us in a concrete way by sharing posts, following social pages and with a contribution that helps us to move forward with our dissemination work.
5,00 €
-
Quando i libri diventano simboli: cosa raccontano davvero nei capolavori della pittura
🇮🇹I libri nelle opere d’arte non sono mai solo dettagli fine a sé stessi. Spesso custodiscono significati nascosti, simboli di conoscenza, fede o identità. Dal Medioevo al Rinascimento, leggere nei quadri era un gesto potente e poteva avere vari significati… 🇬🇧Books in artworks are never just details for their own sake. They often hold hidden…
-
Il Giudizio Universale di San Lorenzo: l’ultimo capolavoro dei Medici nella Firenze del Settecento
🇮🇹Nella Cupola di San Lorenzo, un affresco settecentesco segna l’addio dei Medici: il Giudizio Universale di Vincenzo Meucci… 🇬🇧In the Dome of San Lorenzo, an eighteenth-century fresco marks the farewell of the Medici: Vincenzo Meucci’s Last Judgement…
-
Andrea del Sarto, il pittore senza errori, e il suo dipinto più enigmatico agli Uffizi
🇮🇹La Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto, il “pittore senza errori” secondo Vasari in realtà non raffigura ciò che la dicitura proclama ma sono invece le locuste dell’Apocalisse… 🇬🇧 Andrea del Sarto’s Madonna of the Harpies, the “painter without errors” according to Vasari, doesn’t actually depict what the caption proclaims, but rather the locusts…














1 commento »