Studi senza senso e forzature

Un accanimento alla ricerca del significato nascosto che pur dev’esserci da qualche parte: ecco cosa penso di alcuni studi che vengono condotti sulle mie opere.

Non so se vi sia ancora giunta voce degli ultimi condotti dal gruppo di ricerca capitanato da Deivis de Campos presso l’Università Federale di Scienze della salute di Porto Alegre. Ebbene, a detta loro alcune decorazioni presenti all’interno della Sagrestia Nuova a Firenze ma anche alcune decorazioni della volta della Sistina, riprodurrebbero l’utero e le tube di Falloppio. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Clinical Anatomy.

In pratica i teschi di ariete ai lati delle tombe dei duchi Medici, abbinati alle sfere collegate dalle corde marmoree, richiamerebbero le forme dell’apparato riproduttivo femminile per “rappresentare la capacità di rinascita e rigenerazione tra la vita e la morte”, sostengono gli studiosi.

Si sono dimenticati però di tenere in considerazione alcuni elementi fondamentali come per esempio il fatto che io studiassi sì le anatomie umane dal vero ma solo sui cadaveri maschili. Infatti fu il priore Lapo Bicchiellini, peraltro in segreto, a concedermi di sezionare i corpi che arrivavano direttamente dall’ospedale maschile di Santo Spirito. Pensare che abbinamenti di immagini possano avere obbligatoriamente un altro significato, per altro assai arbitrario, è un’azzardo bello e buono assai campato in aria.

Il vostro Michelangelo Buonarroti. a seguire vi propongo l’immagine pubblicata sulla rivista scientifica Clinical Anatomy…ci vuol già della fantasia a vedere un utero in un cranio d’ariete e due corde: date retta a me, questi ricercatori hanno un’immaginazione più sviluppata della mia.

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Studi di notte con insolita compagnia

I miei studi anatomici effettuati dal vero sui cadaveri iniziarono molto presto. Avevo diciassette anni quando, dopo la morte del Magnifico, ebbi la possibilità di sezionare tutti i cadaveri che volevo presso il convento di Santo Spirito. Avevo ottenuto il nulla osta dal priore Lapo Bicchiellini grazie all’intercessione di Piero de’ Medici ma credo che m’avrebbe aperto le porte dell’obitorio anche senza intermediari.

I corpi arrivavano continuamente dall’ospedale maschile del medesimo convento e passavo ore e ore a studiarli. Non mi limitavo ad osservare tutta la muscolatura una volta eliminato lo strato epiteliale ma cercavo di capire tirando i tendini quali muscoli si sarebbero contratti e quali rilassati. Insomma, un lavoro complicato, difficile non solo dal punto di vista oggettivo ma anche perché l’odore che c’era in quel luogo continuo ancora a sognarlo adesso così come mi sogno quei corpi che mi tolsero l’appetito per il resto dei miei giorni mortali.

Erano più le notti che trascorrevo in compagnia dei corpi squartati che quelle che dormivo in luoghi meno angusti. Perché frequentavo l’obitorio soprattutto di notte? Era vietato sezionare i corpi se non in rari casi e per scopi medici. Si rischiava di essere accusati di negromanzia e con l’inquisizione ai miei tempi c’era ben poco da scherzare.

Capitò che durante i miei studi anatomici dal vero sezionassi senza saperlo il corpo di un Corsini. La famiglia Corsini era parecchio facoltosa e potente. Quando i familiari del povero ragazzo deceduto prima del tempo vennero a sapere del fatto volevano uccidermi. Si recarono al cospetto del gonfaloniere di giustizia Pier Soderini per chiedere un suo intervento ma lui quasi si mise a ridere rispondendo che avevo sezionato i corpo solo per acquisire maggiori conoscenze per l’arte mia.

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Un trattato di anatomia tradotto in scultura: il David

“Guarda la che mani grandi però che gl’ha scolpito”…”la testa, hai visto che testa gigante rispetto al torso?” “ma quel coso lì piccino? Non poteva farlo un po’ più grande?” Oltre alle varie lodi che sento ogni singolo giorno uscire dalle bocce delle persone che entrano nella Tribuna del David, c’è chi si slancia anche in affermazioni poco lusinghiere che fra le altre cose non stanno né in cielo né in terra.

A quelli che criticano la scultura ritenendola poco proporzionata vorrei dire di guardarla meglio: il David è perfetto e non ha niente che sia fuori misura. Il David nel corso dei secoli è stato analizzato, scrutato, controllato e studiato in mille modi diversi. Poteva mancare forse una rigorosa osservazione da parte di esperti in anatomia? Ovvio che no. I due medici specialisti Pietro Antonio Bernabei e Massimo Gulisano furono incaricati dall’oramai smantellato Polo Museale Fiorentino di studiare dal vero le anatomie sia di questo capolavoro che di altre opere mie come ad esempio il Crocifisso di Santo Spirito.

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Gli studi sul David venivano effettuati in notturna ovvero dopo che la Galleria chiudeva i battenti al pubblico. In poco tempo venivano montati i ponteggi attorno al Gigante e i due studiosi potevano palpare con mano ogni singolo dettaglio del marmo come se fosse una mistione reale di carne, ossa, tendini e vene.

La relazione depositata da Bernabei e Gulisano rivela particolari solitamente non notati da chi si trova al cospetto del David. Facile rimanere ammaliati dalla sua bellezza, dalla sua imponenza, dal fatto di essere stato scolpito in un unico blocco dalle dimensioni colossali ma conoscendo la sua perfezione anatomica a fondo si può rimanere quasi scioccati.

Il David che scolpii io, a differenza del ragazzino narrato nella Bibbia,  è un giovanotto che ha un’età stimabile fra i venti e i trent’anni circa. Un giovane in ottime condizioni di salute, ben nutrito, con una costituzione assai robusta e caratterizzato da uno sviluppo scheletrico armonico. I tratti somatici del volto rimandano col pensiero alle popolazioni balcaniche o al limite slavo-balcaniche. Ha tratti mascolini ben marcati come le spalle larghe rispetto ai fianchi e l’assenza di accumuli adiposi.

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Le mani spesso considerate da molti dopo la prima occhiata sproporzionate,  in realtà non lo sono. Le mani infatti sono poco meno lunghe dell’avambraccio rispettando i classici canoni atropometrici. Stessa cosa vale per il pene e i testicoli che hanno dimensioni adeguate che rientrano nella norma. Il testicolo sinistro ha dimensioni maggiori dell’altro come prevede la norma anatomica. Il David non è circonciso eppur è di origine israelitica.

Le strutture muscolari sono riprodotte in maniera impeccabile: il volto assume un’espressione quasi di aggressività mediante la contrazione del muscolo procerus e del corrugatore delle sopracciglia abbinati al dilatatore delle narici.

I muscoli del collo sono rappresentati in modo corretto: ci sono i due sternocleidomastoidei con il sinistro più contratto che rende possibile la rotazione del capo.

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Insomma, tutti i muscoli scolpiti presentano contrazioni consone alla posizione e allo stato di tensione del Gigante di marmo. Non c’è dettaglio di vene o tendini che sia impreciso e non descrittivo della situazione nella quale si trova il David. Un capolavoro anatomico da far impallidire il più esperto degli anatomisti. Al David spetta di diritto l’essere un trattato di anatomia tradotto in scultura.

Sembra quasi una persona reale resa di marmo dopo lo sguardo pietrificante di Medusa.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e la perfezione indiscutibile delle sue anatomie.

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La nuova mostra di Casa Buonarroti: “Velo mortale”

Domani verrà inaugurata la nuova mostra dedicata ai miei studi relativi alla figura umana dal titolo:

“Velo mortale”. Michelangelo e la rappresentazione del corpo umano

Dove?  A Firenze e precisamente a Casa Buonarroti, in via Ghibellina.

In alcuni scritti miei mi riferivo al corpo umano come se fosse un “velo mortale” atto a racchiudere intenti divini. Tuttavia nonostante questa mia affermazione ho speso gran parte della mia vita a studiare l’anatomia per poterla poi riprodurre in maniera impeccabile.

In questa mostra avrete l’opportunità di vedere alcuni miei disegni che non vengono mostrati al pubblico da decenni soprattutto per motivi dovuti alla conservazione.

«Velo mortale». Michelangelo e la rappresentazione del corpo umano è nata dalla stretta collaborazione fra la Fondazione Casa Buonarroti e l’Istituto Lorenzo de’ Medici ed è curata dagli studenti del Master of Arts in Museum Studies (Istituto Lorenzo de’ Medici – Marist College) – corso Museums and the Public II: Il coordinamento scientifico è Marcella Marongiu mentre il progetto dell’allestimento è appartiene a Leonardo Stanta.

La mostra rimarrà aperta fino al 18 maggio 2015 quindi se desiderate vederla affrettatevi perché avete poco poì di un mese a disposizione per farlo.

Velo mortale”. Michelangelo e la rappresentazione del corpo umano

Casa Buonarroti
via Ghibellina,70
15 Aprile – 18 Maggio 2015
Orario d’apertura 9.00 – 17.00 (Chiuso il martedì)
www.casabuonarroti.it

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Manca un muscolo nel mio David?

Vi siete mai accorti che al mio David manca un muscolo? Probabilmente no a meno che non siate dei super esperti in anatomia o conosciate molto bene la mia opera e i dibattiti che ha acceso nel corso dei secoli.

Ebbene. Qualche anno fa i due medici Pietro Antonio Bernabei e Massimo Gulisano, rispettivamente ematologo e anatomista, sono stati interpellati per studiare a fondo l’anatomia del David. Dopo la chiusura serale al pubblico della Galleria dell’Accademia, alcune volte a settimana venivano montati i ponteggi attornioal gigante affinché i due professori potessero guardare e studiare approfonditamente la sua anatomia.

Me l’hanno spulciato da capo a piedi tentando di capire se davvero conoscevo così bene il corpo umano da riprodurlo in maniera perfetta. Li stavo a guardare mentre erano tutti intendi a scrutare il David: avreste dovuto vedere anche voi le loro facce stupite al cospetto delle anatomie impeccabili. Trovarono pane per i loro denti!

Cerca che che ti ricerca qualcosa di strano alla fine riuscirono a scovarlo. Si tratta della mancanza di un muscolo sulla schiena del David. Fra la scapola destra e la colonna vertebrale c’è proprio un’infossatura mentre a cose normali dovrebbe esserci il rilievo creato da un muscolo.

A detta dei due esperti il mio David sarebbe impeccabile dal punto di vista anatomico se si esclude questa strana anomalia. Lì per lì pensarono che creai quella cavità perché in quel punto non avevo marmo a sufficienza. In effetti nel mio immenso carteggio faccio più volte riferimento al fatto che non avessi sufficiente marmo da lavorare in alcuni punti. Il blocco era già stato intaccato in tempi più remoti da Agostino di Duccio e successivamente da Antonio Rossellino.

Se avete letto altri miei post sapete bene io non mi sbilancio mai e non mi pronuncio su studi ancora in corso per non privarmi del gusto di vedervi ammattire intorno alle mie opere. Tuttavia voglio però mettervi una pulce nell’orecchio: e se quel foro invece lo avessi realizzato di proposito? Secondo il medico americano Russell Fritz, l’ atrofia del muscolo sottospinoso che presenta il David è paragonabile a quella presente nella scapola nei lanciatori di giavellotto.

Sarà un caso? Che pensate? Io ero un’asso nell’anatomia e nella sua riproduzione. Pensate davvero che mi sia sbagliato? E se invece avessi osservato da molto vicino i frombolieri con lo stesso tipo di alterazione per rendere ancora più realistico il mio David?

Ai posteri l’ardua sentenza, dal canto mio posso dirvi che d’anatomia ne sapevo parecchio!

Intanto mi compiaccio di quello che Bernabei e Gulisano hanno reso palese al mondo intero. I due esperti sono concordi nell’affermare che ”Michelangelo aveva conoscenze anatomiche perfette. Conoscenze che gli consentirono di rispettare nei minimi dettagli la rappresentazione del corpo umano. I muscoli estensori dell’ anca e del ginocchio destri sono contratti in modo esatto, corretto, per significare il blocco del ginocchio e del resto della gamba destra in posizione di stazionamento, mentre si vede che i muscoli degli arti sinistri, quelli del braccio, dell’ avambraccio e della gamba, sono pronti a scattare per dare la spinta necessaria al movimento rotatorio che farà scagliare la fionda”.

Gli studi hanno messo in luce che scolpii il David un attimo prima del combattimento mortale contro Golia e che questo giovanotto aveva un’età compresa fra “i 20 e i 30 anni,alto 1,80-1,85. Lo si nota dalla dilatazione delle narici, dalla contrazione dei muscoli della fronte e di quelli sopra il naso,dalla piega data al labbro superiore. Michelangelo non sbagliò neppure le proporzioni, né il reticolo venoso visibile in superficie e l’ ossatura. Perfino per quanto riguarda l’ organo genitale le dimensioni sono corrette per un corpo maschile in tensione fisica pre-agonistica, diversamente da quanto comunemente sostenuto”.

Visto? Se guarderete il mio David dopo aver letto la testimonianza dei due illustri professori che l’hanno studiato a lungo credo proprio che lo osserverete con occhi diversi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che non circoncise il suo David nonostante fosse ebreo.

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Il sogno rimasto nel cassetto

Ero già piuttosto in là con gli anni quando mi venne in mente di realizzare un vero e proprio trattato d’anatomia. io averi dovuto occuparmi della parte figurata mentre il mio medico che mi curò alla meno peggio da tanti malanni, Realdo Colombo, avrebbe dovuto pensare ai testi da allegare alle immagini. L’idea mi garbava così tanto che m’è proprio dispiaciuto non poterla realizzare.

Penso proprio che avrebbe riscosso un buon successo!

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