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La Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura, con virtual tour

Oggi vi porto alla scoperta della Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura e della sua lunga storia che ha inizio con la fine delle persecuzioni dei cristiani, all’inizio del IV secolo. L’imperatore Costantino volle avviare degli scavi laddove i fedeli andavano a venerare San Paolo, martirizzato con la decapitazione sotto l’impero di Nerone.

Cosa sono e quali sono le Basiliche Papali?

Le Basiliche Papali sono sei in totale: quattro a Roma e due si trovano ad Assisi, considerate basiliche minori rispetto a quelle romane. Le basiliche papali hanno godono di privilegi speciali e sono ritenute le più importanti per la chiesa cattolica. Quelle maggiori hanno una porta santa che viene aperta dal papa o da un suo incaricato all’inizio dell’Anno Santo e hanno l’altare papale, dove solo il papa e pochi altri incaricati da lui possono celebrare la Messa.

La Basilica di San Paolo Fuori le Mura

Sulla tomba di San Paolo, l’imperatore Costantino fece edificare una grandiosa basilica consacrata poi dal primo pontefice nel 324 d.C , Papa Silvestro.

Negli anni a seguire venne ingrandita e aggiunte importanti modifiche fino ad avere cinque navate e un quadriportico. Arricchita da ogni papa che si è succeduto o quasi, arrivò ad essere la più bella e grande basilica di Roma fino a quando venne inaugurata la nuova Basilica di San Pietro nel 1626.

Fra le opere più belle che conservava c’era il grandioso baldacchino di Arnolfo di Cambio e la porta bizantina dl XI secolo tanto per citarne alcune.

L’incendio del 1832

Durante la notte del 15 luglio del 1832 la Basilica di San Paolo Fuori le mura fu avvolta e divorata dalle fiamme. Andarono in fumo le opere d’arte bizantine, le aggiunte rinascimentali e fin’anche gli arricchimenti di epoca barocca. Domate le fiamme, papa Leone XII, pensò alla ricostruzione e si attivò organizzando una vera e propria raccolta fondi. L’intento era chiaro: rimettere in piedi una basilica identica a quella divenuta cenere e riutilizzando perlomeno ciò che il fuoco non aveva distrutto.

Goethe ebbe modo di vedere la basilica nel 1787 nel suo gran tour in Italia, prima del devastante incendio e nel suo libro Viaggio in Italia ne parlò in questi termini: “…un edificio d’imponenti e belle proporzioni perché raggruppa antichi, pregevolissimi resti. L’ingresso in questa chiesa produce un effetto solenne: possenti file di colonne sorreggono grandi pareti affrescate, chiuse in alto dall’intreccio ligneo del tetto; dimodoché il nostro occhio mal avvezzo riceve a tutta prima quasi l’impressione d’un granaio, benché l’assieme, se nelle festività l’architrave fosse rivestito di tappeti, produrrebbe una visione incomparabile. Nei capitelli troviamo alcuni residui mirabili d’una colossale architettura riccamente ornata, provenienti e salvati dai ruderi del palazzo di Caracalla che sorgeva nelle vicinanze, oggi quasi del tutto scomparso.”

I lavori di ricostruzione furono diretti da Pasquale Belli che si basò su un progetto di Valadier. L’aspetto della basilica così come la vedete oggi è dovuto in gran parte all’architetto Luigi Poletti.

Il portico delle 150 colonne

Il portico della Basilica è assai recente. Fu iniziato nel 1890 e terminato nel 1928, realizzato da Sacconi e Calderini su progetto di Poletti. Al centro troneggia la scultura di San Paolo di Giuseppe Obici.

Il cortile è circondato da 150 colonne disposte singole davanti alla facciata, doppie lungo i lati e a tre dalla parte dell’accesso al quadriportico. Il mosaico che decora la parte alta della facciata è una ricostruzione dell’originale andato perduto nell’incendio, realizzato fra il 1854 e il 1874 su cartoni di Agricola e Consoni.

La visita virtuale

Se volete effettuare una visita virtuale della Basilica di San Paolo Fuori le Mura, cliccate QUA. Avrete la possibilità, seppur virtualmente, di entrare prima all’interno del portico per poi arrivare all’interno della Basilica di San Paolo Fuori le Mura e visitare il suo interno a cinque navate divise da quattro file di venti colonne in granito di Montorfano.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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