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Alla scoperta dei depositi dei musei

Tutti i musei grandi o piccoli che siano, privati o statali, dispongono di un deposito spesso sotteraneo, nel quale sistemano le opere non esposte. Di fatto le opere esposte nelle gallerie sono solo un terzo o a volte addirittura meno rispetto a quelle presenti nei depositi.

Depositi del Museo del Real Bosco di Capodimonte, Napoli

Non si pensi che il patrimonio non visibile abbia scarsa importanza o che sia frutto del lavoro di artisti anonimo. Tutt’altro: fra le opere conservate al di fuori dei circuiti di visita compaiono anche nomi importantissimi dell’arte antica, moderna e contemporanea come Monet, Picasso e Kandinskij giusto per fare qualche nome.

Ci sono musei che di tanto in tanto organizzano mostre tematiche con alcune delle opere normalmente non visibili al pubblico e altri che invece optano per scelte diverse lasciando di fatto dipinti e sculture importanti in ombra, senza mostrarle come meriterebbero.

Photo Credit Mauro Fiorese

Qualche museo come la sede di Piazza della Scala a Milano delle Gallerie d’Italia apre i depositi alle visite guidate. Un’ottima idea per permettere al pubblico appassionato d’arte di ammirare anche quelle opere che altrimenti non avrebbero modo di guardare se non attraverso foto.

Per farvi rendere conto di quanto siano grandi e di quante opere contengano i depositi dei musei vi porto l’esempio della celeberrima Galleria degli Uffizi. Attualmente ha in esposizione 2.409 opere in totale mentre 2.633 sono nei depositi e 2.450 sono ubicate in sedi esterne come ambasciate e altro.

Il Museo Egizio di Torino espone 6mila reperti mentre ne conserva 30mila nei depositi ma Palazzo Madama lo batte esponendo meno di un decimo delle sue collezioni ovvero 5mila opere su un totale di 70mila. La Galleria di Arte Moderna di Torino in 150 anni di esistenza ha collezionato ben 50mila opere ma attualmente ne espone al pubblico 250.

Le cifre sono davvero impressionanti. Quando si entra in un grande museo come può essere la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi o addirittura i Musei Vaticani, si esce meravigliati per quanta bellezza si è visto ma anche storditi per il gran quantitativo di opere con le quali ci siamo trovati faccia a faccia. Ecco, immaginatevi che se fossero esposte anche le opere nei depositi di quei musei vi mancherebbero chissà quante sale da visitare prima di uscire.

Deposito ca Pesaro Venezia, photo credit Mauro Fiorese

Un’indagine condotta dall’Unesco-Iccrom nel 2011 ha messo in luce che i depositi manchino a volte di spazi adeguati e che il 60% delle collezioni museali nei sotterranei non sian in sicurezza. Sono passati diversi anni però da quella indagine e mi auguro che adesso le cose siano decisamente migliorate a riguardo.

Ci sono infatti depositi attrezzati di tutto punto, tutt’altro che angusti e poco areati, con tanto di climatizzatori e organizzati in maniera adeguata non solo per conservare al meglio le opere che contengono ma anche per mostrarle al pubblico attraverso speciali visite guidate su prenotazione.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

Deposito Galleria degli Uffizi, photo credit Mauro Fiorese

8 Comments »

  1. cifre che la dicono lunga sul patrimonio inestimabile che abbiamo e non valorizziamo. Conosco la situazione di Torino dove anche in alcuni musei minori sono stipati nei sotterranei anche arredi in attesa di collocazione. E non sempre ci sono le condizioni ottimali per la sicura conservazione.

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