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Il Borromini e la Pietà Vaticana

Che c’entra il Borromini con me? Apparentemente molto poco ma in realtà qualcosa in comune ce l’abbiamo eccome. Indovinate un po’ chi realizzò il piedistallo per la Pietà Vaticana? Esatto, proprio lui nel 1626 ricevendo “25 scudi a buon conto del piedistallo che si fa sotto la Pietà di marmi mischi e bianchi”.

Lavorare al piedistallo per la Pietà Vaticana per lui fu un gran onore. Ammirava parecchio i miei lavori, aveva fatto come me della malinconia la sua allegrezza e conosceva a memoria i miei versi.

La Pietà si trova nella Cappella del Crocifisso solo dal 1749. La Cappella ancora conserva quel nome lì perché in origine conteneva un grande Cristo morente scolpito nel legno e ancorato alla croce in marmo, ancora ben visibile dietro le spalle della Madonna.

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Foto credit Franco Cosimo Panini Editore
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La Pietà nel corso della storia è stata spostata più volte fino a trovare un po’ di pace dietro quel pesante vetro anti proiettili. Appena terminai di scolpirla venne messa nella Cappella di Santa Petronilla, all’interno della vecchia Basilica Costantiniana distrutta poi da Giulio II per far posto al nuovo San Pietro. Poco prima del 1517 fu portata nella sagrestia della basilica in costruzione e successivamente, nel 1568, posizionata nell’antico coro sistino.

I lavori di costruzione della basilica di San Pietro andavano avanti a rilento e la Pietà continuava ad essere spostata con nonchalance. Prima sull’altare dedicato ai Santi Simone e Giuda poi nel 1626 nel nuovo coro. Nel 1736 le dita della mano destra della Vergine Maria subirono un trauma e vennero restaurate accuratamente con i metodi allora in uso: le tracce di quell’intervento sono ben visibili anche nelle foto.

La collocazione attuale della Pietà, al di sopra del bel piedistallo che realizzò il grande e bisfrattato Borromini, è del 1749.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti quotidiani.

Borromini and the Vatican Pietà

What does Borromini have to do with me? Apparently very little but in reality we do have something in common. Guess who made the pedestal for the Vatican Pietà? Exactly, it was he himself in 1626 who received “25 scudi for the benefit of the pedestal that is made under the Pietà of mixed and white marbles”.

Working on the pedestal for the Vatican Pietà was a great honor for him. He greatly admired my works, like me he had made his melancholy his joy and he knew my verses by heart.

The Pietà has only been in the Cappella del Crocifisso since 1749. The Chapel still retains that name there because it originally contained a large dying Christ carved in wood and anchored to the marble cross, still clearly visible behind the Madonna’s shoulders.

Throughout history, the Pietà has been moved several times until you find some peace behind that heavy bulletproof glass. As soon as I finished sculpting it, it was placed in the Chapel of Santa Petronilla, inside the old Constantinian Basilica, later destroyed by Julius II to make way for the new St. Peter’s. Shortly before 1517 it was taken to the sacristy of the basilica under construction and subsequently, in 1568, placed in the ancient Sistine choir.

The construction work on St. Peter’s basilica proceeded slowly and the Pietà continued to be moved nonchalantly. First on the altar dedicated to Saints Simon and Judas then in 1626 in the new choir. In 1736 the fingers of the right hand of the Virgin Mary suffered a trauma and were carefully restored with the methods then in use: the traces of that intervention are also clearly visible in the photos.

The current location of the Pietà, above the beautiful pedestal created by the great and despised Borromini, dates back to 1749.

Your always Michelangelo Buonarroti and his daily stories.

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