Tutta la fragilità del gigante

Come vi avevo raccontato un po’ di tempo fa, Il mio David è un colosso dai piedi d’argilla. Nonostante il suo aspetto maestoso e il suo sguardo severo è fragile. Lo realizzai con un marmo di scarsa qualità che già era stato parzialmente lavorato da altri non proprio così avvezzi a trattare con grandi volumi. Lo scorrere del tempo c’ha messo del suo e fra escursioni termiche importanti e agenti atmosferici, il marmo ha subito un lento ma inarrestabile degrado.

Anch’io ho la mia buona dose di responsabilità perché il peso posa quasi tutto sulle caviglie e in parte sul broncone. La posizione del David non è in piombo ma sporge in avanti e verso destra creando così tensioni e trazioni importanti nella zona delle caviglie.

Sono proprio le caviglie a presentare segni preoccupanti per la stabilità del David che nel corso del tempo si sono lesionate e fessurate.

Antonio Borri e Andrea Grazini dell’Università di Perugia hanno condotto uno studio lungo quattro anni che si è concluso nel 2006. Ecco quanto hanno dichiarato: “Tutto il peso della statua grava sul basamento attraverso le esili sezioni delle caviglie, si può intuire l’importanza e la criticità delle problematiche strutturali di questo colosso. Il David ha vissuto e continua a vivere, pur nella sua specificità e unicità, il percorso tipico delle costruzioni storiche: i problemi statici, di durabilità del materiale, il degrado, i dissesti, le fessurazioni, le necessità (e le mancanze) di manutenzione statica, le carenze e le vulnerabilità (in particolare quella sismica), con un rischio di collasso via via crescente nel tempo. Non considerare con attenzione questi argomenti può portare ad occuparsi solo di aspetti esteriori che, pur essendo, ovviamente, di grande rilievo, perdono tutta la loro importanza di fronte ad un crollo rovinoso originato da problemi meccanici ignorati o sottovalutati.”

Ecco, tanto per stare tranquilli. Ci mancherebbe pure che dopo i rovinosi crolli di Pompei cedesse pure il mio David sotto il peso della vecchiaia. Sembra un aitante giovanotto e invece anche lui i suoi oltre 500 anni non se li porta così bene. A vederlo non si direbbe, no?

Il vostro Michelangelo Buonarroti che oggi torna a trovare il suo amato David per augurargli vita eterna quasi come se fosse possibile davvero rimanere incolumi al tempo che scorre.

david-basamento

Le fessure del broncone evidenziate

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5 thoughts on “Tutta la fragilità del gigante

  1. il crepaccio deve essere coperto con un materiale che non altera il marmo … ma se o se debba essere bloccato o gravità fare il suo lavoro. Il problema è che materiale ha le caratteristiche di essere affidabile ed estetica contemporaneamente per coprire gli spazi

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