Modernamente antico: Bramante, Michelangelo e la nascita di un nuovo linguaggio dell’architettura
‘Modernamente antico. Internazionalità del linguaggio architettonico da Bramante a Michelangelo‘, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Olschki e curato da Flavia Cantatore, è un volume che nasce da un progetto di ricerca dell’Università Sapienza di Roma e raccoglie una serie di studi dedicati a un momento decisivo della storia dell’architettura europea: quello in cui lo studio e il rapporto con l’antico divengono strumenti di invenzione, sperimentazione e affermazione di una nuova idea del potere.
Il titolo stesso, Modernamente antico, racchiude proprio il concetto appena espresso e richiama le celebri parole con cui Pietro Aretino definì nel 1542 l’invenzione di Giulio Romano come fatta di “concetti anticamente moderni e modernamente antichi“.
Tale definizione è la chiave di lettura del libro e per comprendere quell’incredibile stagione artistica.
L’antico non è più soltanto il passato
Uno degli aspetti più interessanti è la riflessione sul significato dell’antico nel Rinascimento.
L’architettura del Quattrocento e del primo Cinquecento guarda con molto interesse a Roma, ai suoi monumenti, agli ordini architettonici, alle proporzioni e ai modelli dell’antichità, senza però farlo con l’intenzione di ricostruire ciò che fu in passato.
L’antico diventa una grammatica attraverso la quale gli architetti dell’epoca apportarono novità. Di fatto la modernità nasce anche dalla capacità di reinterpretare il passato.
Bramante è uno dei protagonisti indiscussi di quella trasformazione. Il suo lavoro al Belvedere Vaticano, analizzato nel saggio presente nel volume di Francesco Paolo Fiore e Leonardo Paris, lo spiega bene.
Bramante e il cortile del Belvedere: l’ordine come strumento di invenzione
Quando Giulio II mi affidò i grandi progetti della nuova Roma a Bramante, si trovò davanti una città nella quale il passato era una costante, una presenza tangibile.
Al Belvedere del Vaticano gli fu affidato il compito di trasformare uno spazio vastissimo, irregolare e complesso in un organismo architettonico che fosse però unico. Il progetto prevedeva un cortile sviluppato su più livelli, lungo circa mille piedi, che mettesse in relazione il palazzo papale con la villa del Belvedere.
L’architettura doveva diventare rappresentazione del potere, magnificenza, ordine.
Nel cortile inferiore sperimentò un uso degli ordini architettonici che sarebbe diventato fondamentale per la storia successiva dell’architettura. Il rilievo realizzato con lo scanner laser e studiato dagli autori permette oggi di tornare sulle dimensioni e sulle proporzioni delle campate e di approfondire quella che viene considerata una delle prime identificazioni bramantesche dell’ordine dorico.
Ma il Belvedere è anche il risultato tangibile della trasformazione continua dell’architettura.
Dopo la morte dell’architetto, il complesso venne modificato dal Peruzzi, Antonio da Sangallo il Giovane e altri artisti.
Dalla finestra del Bramante alla mia libertà
Per me è risultato particolarmente interessante lo studio dedicato alle finestre a edicola che consente seguire passo dopo passo l’evoluzione di un elemento architettonico solo in apparenza secondario.
Bramante sperimenta la finestra a edicola sia nell’architettura costruita così come nel disegno. Alcuni esempi mostrano quanto fosse già forte il desiderio di trasformare elementi dell’architettura antica in qualcosa di nuovo.
In fondo io non ho mai guardato l’antico come un modello da copiare ma come qualcosa di vivo. Osservavo colonne, cornici, timpani e proporzioni per poi piegarle alle idee che avevo in testa.
Bramante aveva dimostrato che l’ordine architettonico poteva diventare, oltre la regola, una base per inventare. Raccolsi quella lezione e la portai avanti.
A ogni elemento architettonico impressi tensione, energia, movimento.
Rinascimento internazionale
Nel volume ‘Modernamente antico’ l’architettura italiana non viene presa in considerazione come fenomeno isolato. Vengono analizzati anche modelli culturali e architettonici tra Italia, Spagna e Francia a partire dal XV secolo.
Le forme viaggiano attraverso gli spostamenti degli artisti, il movimento dei disegni, libri, immagini e modelli.
Le grandi corti europee e i nuovi Stati utilizzano infatti l’architettura per manifestare forza, prestigio e modernità. Il Rinascimento non fu soltanto una stagione italiana ma un fenomeno europeo nel quale Roma, Firenze, Milano, Parigi, la Spagna e molti altri centri dialogarono tra loro.
‘Modernamente antico. Internazionalità del linguaggio architettonico da Bramante a Michelangelo‘, , curato da Flavia Cantatore e pubblicato da Olschki, è un libro che consiglio a chi vuole approfondire la conoscenza delle architetture rinascimentali.
Un libro di ricerca, ricco di analisi e approfondimenti.
Se amate l’arte, l’architettura e il Rinascimento, questo è un libro che vale la pena leggere e avere nella propria biblioteca. Lo trovate QUA.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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