Quando il Capodanno cadeva il 25 marzo: l’Annunciazione di Alessandro Franchi
Fino al 1749, a Firenze nel resto della Toscana, l’anno non iniziava il 1° gennaio ma il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione. Una data carica di significato religioso e simbolico: secondo la tradizione cristiana, proprio in quel momento l’Arcangelo Gabriele annunciò a Maria la nascita di Gesù, segnando l’inizio dell’Incarnazione.
Questa scelta non era casuale. Il concepimento di Cristo, collocato esattamente nove mesi prima del Natale, rappresentava per la cultura medievale e rinascimentale un nuovo inizio assoluto, non solo spirituale ma anche civile. Il cosiddetto Capodanno dell’Annunciazione scandiva la vita quotidiana, i documenti ufficiali e persino i contratti, rendendo la Toscana un caso unico nel panorama europeo.
La riforma del calendario e la fine di una tradizione
Le cose cambiarono con la riforma del calendario voluta da Papa Gregorio XIII, entrata in vigore nel 1582, che uniformò il computo del tempo al calendario gregoriano. Tuttavia, Firenze e altri territori toscani mantennero a lungo la propria tradizione, resistendo fino alla metà del Settecento. Solo nel 1749 il Granducato di Toscana adottò ufficialmente il 1° gennaio come primo giorno dell’anno, allineandosi al resto d’Europa.
Nonostante il cambiamento, il 25 marzo continua ancora oggi a essere celebrato in alcune città toscane come una ricorrenza storica, memoria viva di un’identità culturale profondamente radicata.
L’Annunciazione nell’arte: il cartone di Alessandro Franchi
In occasione di questa ricorrenza, l’arte offre una chiave privilegiata per riscoprire il significato dell’Annunciazione. Tra le opere più suggestive si distingue il cartone realizzato da Alessandro Franchi intorno al 1884, concepito come studio preparatorio per un ciclo di affreschi destinato alla cappella Raffo del Cimitero della Misericordia di Siena.
L’opera rappresenta un momento di svolta nella maturità artistica del pittore pratese. Franchi, formatosi tra Prato e Siena sotto la guida di Luigi Mussini, si inserisce nella corrente del Purismo ottocentesco, ma sviluppa uno stile personale capace di fondere rigore formale e sensibilità narrativa.
Un dialogo con il Rinascimento
Nel suo disegno dell’Annunciazione, Franchi guarda esplicitamente ai grandi maestri del Quattrocento fiorentino. La purezza delle linee e l’equilibrio compositivo richiamano modelli come Beato Angelico e Filippo Lippi, ma l’artista non si limita a citare: rielabora quei riferimenti in chiave moderna.
La scena si apre su un elegante colonnato che incornicia una dolce campagna toscana. Le figure di Maria e dell’angelo emergono con delicatezza grazie all’uso sapiente del gessetto bianco, che crea raffinati effetti di luce.
Il valore della collezione
Il cartone fa parte di un importante nucleo di oltre trecento disegni e sessanta cartoni che lo stesso Franchi donò al Comune di Prato. Questa raccolta, databile tra il 1870 e il 1912 e conservata nelle collezioni civiche dal 1915, rappresenta una testimonianza preziosa del processo creativo dell’artista.
Al suo interno si trovano numerosi studi preparatori, tra cui quelli per gli affreschi della cappella Vinaccesi nel Duomo, che permettono di comprendere a fondo il metodo di lavoro e l’evoluzione stilistica del pittore.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
When New Year’s Eve fell on March 25th: The Annunciation by Alessandro Franchi
Until 1749, in Florence and the rest of Tuscany, the year began not on January 1st but on March 25th, the day of the Annunciation. A date charged with religious and symbolic significance: according to Christian tradition, it was at that very moment that the Archangel Gabriel announced the birth of Jesus to Mary, marking the beginning of the Incarnation.
This choice was not accidental. The conception of Christ, occurring exactly nine months before Christmas, represented a complete new beginning for medieval and Renaissance culture, not only spiritually but also civilly. The so-called New Year’s Eve of the Annunciation marked daily life, official documents, and even contracts, making Tuscany unique in the European landscape.
The Calendar Reform and the End of a Tradition
Things changed with the calendar reform initiated by Pope Gregory XIII, which came into effect in 1582, aligning the computation of time with the Gregorian calendar. However, Florence and other Tuscan territories maintained their tradition for a long time, resisting until the mid-eighteenth century. Only in 1749 did the Grand Duchy of Tuscany officially adopt January 1st as the first day of the year, aligning itself with the rest of Europe.
Despite the change, March 25th continues to be celebrated today in some Tuscan cities as a historical anniversary, a living reminder of a deeply rooted cultural identity.
The Annunciation in Art: Alessandro Franchi’s Cartoon
On this occasion, art offers a privileged key to rediscovering the meaning of the Annunciation. Among the most evocative works is the cartoon created by Alessandro Franchi around 1884, conceived as a preparatory study for a fresco cycle intended for the Raffo Chapel in the Cimitero della Misericordia in Siena.
The work represents a turning point in the artistic maturity of the Prato-born painter. Franchi, who trained between Prato and Siena under Luigi Mussini, was part of the 19th-century Purism movement, but developed a personal style capable of blending formal rigor and narrative sensitivity.
A Dialogue with the Renaissance
In his drawing of the Annunciation, Franchi explicitly looks to the great masters of fifteenth-century Florence. The purity of the lines and the compositional balance recall models such as Beato Angelico and Filippo Lippi, but the artist does not simply cite: he reworks those references in a modern key.
The scene opens onto an elegant colonnade framing a gentle Tuscan countryside. The figures of Mary and the angel emerge delicately thanks to the skillful use of white chalk, which creates refined light effects.
The Value of the Collection
The cartoon is part of an important group of over three hundred drawings and sixty cartoons that Franchi himself donated to the Municipality of Prato. This collection, dating from 1870 to 1912 and held in the civic collections since 1915, represents a precious testimony to the artist’s creative process.
It contains numerous preparatory studies, including those for the frescoes in the Vinaccesi Chapel in the Cathedral, which provide a thorough understanding of the painter’s working method and stylistic evolution.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and looks forward to seeing you in future posts and on social media.

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